Nuovi stili di vita con “Albino in Transizione”. Dal 2016 è presente nel panorama associazionistico albinese il gruppo “Albino in Transizione”, un gruppo di persone che si sta interrogando sui propri stili di vita, in rapporto al tema della sostenibilità ambientale e dei meccanismi socioeconomici che producono ingiustizia: produzione alimentare, commercio dei prodotti, mobilità, educazione. Temi di grande portata, che dai singoli individui puntano a generare cambiamenti di massa. Ne parliamo con Claudio Cucco, referente dell’associazione, sposato, padre di due figlie, che sta per diventare nonno.

Chi è Claudio Cucco?
Sono un libero professionista che opera nel mondo della formazione delle risorse umane, progettando corsi su comunicazione, leadership, gestione delle persone, ecc. Un mestiere iniziato venti anni fa, dopo aver lavorato nell’area Commerciale Estero di due importanti aziende bergamasche e dopo aver seguito un percorso di studi ad-hoc. Mi piace la montagna, le escursioni, i viaggi per conoscere Paesi e culture diverse. Lo scorso anno, per esempio, sono stato in Etiopia, nel Tigrai, a visitare due missioni che stiamo sostenendo insieme all’associazione “Costruiamo Ponti con Viviana”.

Come si è avvicinato ad “Albino in Transizione”?
E’ un’idea nata nel 2016, condividendo valori ed esperienze con alcuni albinesi che avevo conosciuto nei GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) e negli orti comunali di Comenduno. Ci siamo detti che si potevano condividere con altri cittadini le nostre esperienze, nonché i temi dell’economia solidale (GAS) e di quella circolare (il riciclo), dell’ambiente, partendo dai nostri comportamenti. In quel periodo, ho visto una presentazione dell’esperienza delle “Transition Towns” (Città in transizione), un movimento nato in Gran Bretagna, che punta a preparare le comunità ad affrontare la sfida del riscaldamento globale, del superamento dell’energia fossile e della transizione a quella pulita, considerando anche altri aspetti importanti della vita umana, quali salute, educazione, economia e agricoltura. Inizialmente, ero un po’ scettico, ma poi, confrontandomi con il gruppo, ho capito che bisognava approfondire questi temi.

Cosa è “Albino in Transizione”?
E’ un gruppo di persone, impegnato nel facilitare un processo di cambiamento a livello personale e collettivo, improntato alla partecipazione, all’empatia, alla consapevolezza e volto al benessere di tutti. Tre gli ambiti di riflessione e di azione: economico, sociale e ambientale. A livello economico promuoviamo una concezione della produzione e del consumo di beni e servizi che passi attraverso l’impiego di fonti rinnovabili superando i combustibili fossili e che favorisca il mantenimento della biodiversità e la cura dei beni comuni. Quindi, contrasto all’omologazione, al consumismo e allo sfruttamento sconsiderato, alla base di molte ingiustizie e fonte di profondi squilibri ambientali. Crediamo nella solidarietà come forma di collaborazione in cui prevalgano mutuo aiuto, equità e giustizia e siamo impegnati a promuovere, anche con i nostri comportamenti, l’uso delle energie rinnovabili. Come il movimento delle “Transition Towns” è fondamentale attivare strategie “dal basso verso l’alto” che dall’individuo si sviluppano fino a generare cambiamenti di massa; collaborare con altri gruppi per favorire consapevolezza e desiderio di agire per cambiare. Le aree su cui siamo impegnati sono la scoperta e valorizzazione del proprio territorio; la promozione dell’economia locale (GAS, Mercato agricolo); l’informazione su tematiche socioeconomiche ed ambientali; l’educazione dei comportamenti individuali. Per far questo, abbiamo dedicato molto tempo alla nostra formazione, per essere prima di tutto noi capaci di ascoltare, di facilitare le relazioni tra le persone e di saper gestire le dinamiche del gruppo. Quindi, abbiamo seguito alcuni corsi sulla comunicazione nonviolenta e studiato nuove strategie per lavorare in gruppo. Il nostro logo è un piede da cui nasce una piantina: vogliamo evocare l’azione, camminando con i piedi per terra, attenti all’ambiente, alla natura e al nostro territorio. Purtroppo, non abbiamo ancora trovato una sede, per cui siamo ospiti a casa di una nostra volontaria. Per informazioni: albinointransizione@gmail.com

Avete un organigramma?
No, perché nel gruppo non c’è una gerarchia ed i ruoli ce li assegniamo man mano che servono, quando organizziamo qualcosa. Samo un gruppo informale, non un’associazione.

Quali le iniziative fin qui effettuate?
A livello informativo, nel 2017, tre serate culturali “Il cambiamento: una necessità, una opportunità o solo un’illusione?”: uno spettacolo teatrale sul tema della terra e due momenti informativi. Poi, nel 2018, un incontro sulle “Transition Towns” che ha prodotto idee e materiale interessante sugli aspetti ambientali, sociali, della mobilità e dell’economia circolare. E nel 2019, una visita a Curno, ad una realtà di economia circolare. Circa la valorizzazione del nostro territorio: “Pedalata in val Vertova”, biciclettata sulla pista ciclabile alla scoperta dell’acqua e della sua importanza per l’economia locale;
“Albino insolita”, camminata per le vie di Albino alla scoperta di luoghi sconosciuti che hanno fatto la storia del paese e di luoghi in degrado; “I cittadini albinesi, che storia!”, incontro sulla storia di Albino e degli albinesi. Attività di pulizia di piazza San Giuliano e del Parco Servalli (2018); “Alla scoperta di Piazzo”, un’esplorazione del territorio di Piazzo (2019); e quest’anno “Domeniche in Piazzo”, diverse attività, in collaborazione con l’associazione “Insieme per Piazzo”.

Quali i problemi che state incontrando?
In primis, la mancanza di una sede, che non ci consente di avere uno spazio per il nostro materiale, il nostro piccolo archivio. Quindi, l’autofinanziamento: non avendo una forma giuridica e non ricevendo contributi, il gruppo deve sempre autofinanziarsi e questo vuol dire metterci i nostri soldi per attività che sono di interesse pubblico.

Cosa sottende l’iniziativa “La fabbrica per la persona e la persona per la fabbrica”, che si è appena conclusa?
Il tema del lavoro come attività fondamentale dell’agire umano e il suo rapporto con la persona, con il territorio e la comunità è un argomento di letture e riflessione per il nostro gruppo. Siamo rimasti colpiti dalla figura di Adriano Olivetti e come lui ha interpretato la figura dell’imprenditore, con modalità innovativa nella gestione del lavoro e dei rapporti con il territorio e la comunità. E’ interessante vedere come la produzione industriale si può articolare in modo diverso a seconda delle epoche storiche, del contesto sociale e della visione imprenditoriale, così come il territorio e la comunità sono a loro volta modificati dall’azione del lavoro organizzato. Il nostro obiettivo è fornire spunti per guardare avanti, per ripensare il tema del lavoro e della fabbrica in modo proattivo. Per noi è importante contribuire alla crescita della comunità, creando momenti di riflessione, condivisione e partecipazione attiva, improntati all’ascolto e alla cura delle relazioni, e alla maturazione di visioni comuni.

Quali iniziative avete in cantiere per il 2022?
Dar seguito a quanto emerso nelle serate “La fabbrica per la persona e la persona per la fabbrica. E realizzare iniziative sui temi ambientali e socioeconomici.

Sogni nel cassetto?
Vorremmo trovare una sede. Allargare il nostro gruppo ai giovani che con la loro fantasia e le loro idee rendano ancora più dinamica l’attività del gruppo e possano offrire un ventaglio maggiore di opportunità alla comunità albinese.

T.P.