Colzate: GRAZIE don Mario!

Gentile don Mario,

scrivo queste quattro righe per scusarmi e per ringraziarti.

Quando, qualche anno fa, partecipai ad una delle prime S. Messe da te officiate nella parrocchia di Colzate, all’uscita commentai tra me e me dicendo:” preferivo don Roberto, faceva in modo che tutti partecipassero alla funzione con canti e gioia; ora tutto mi sembra più spento”.

Quanto mi sbagliavo.

Mi rendo conto di quanto affrettato ed ingiusto fosse il mio pensiero.

Per questo ti chiedo scusa.

Con tanta pazienza, dolcezza, rispetto e modestia hai, e continui a perseguire, la tua missione pastorale.

Tanta è la voglia e il bisogno di incontrare Dio che ogni lunedì non vedo l’ora che sia domenica per partecipare all’assemblea più importante per noi cristiani. Come mi sento trasportata e amata durante la S. Messa.

Quindi, don Mario, è per questo che ti ringrazio; per avermi fatto incontrare Dio in maniera più profonda e intima. Con la tua umiltà e semplicità, mi hai insegnato a comprendere un modo diverso di porsi al mondo: e tutto questo senza quasi nemmeno conoscermi.

Sono sicura che anche il nostro amato Papa Francesco sarebbe orgoglioso di sapere che tra i propri ministri, nonostante gli scandali e i pettegolezzi, c’è ancora chi mette veramente in pratica gli insegnamenti di nostro Signore Gesù Cristo. Ecco cosa disse il Papa ai sacerdoti di Roma durante il loro incontro del 15 settembre scorso:
“Quando un prete è in contatto con il suo popolo, si fatica. Quando un prete non è in contatto con il suo popolo, si fatica, ma male e per addormentarsi deve prendere una pastiglia, no? Invece, quello che è in contatto con il popolo, ché davvero il popolo ha tante esigenze, tante esigenze! – ma sono le esigenze di Dio, no?, quello fatica sul serio, eh?, e non sono necessarie le pastiglie”.

A domenica.

 

Lettera firmata