Compie 26 anni la “Sagra dei Biligocc”

La novità è la “birra alla castagna”

Tutto secondo copione. Alla prima domenica di febbraio è tempo di “Sagra dei Biligòcc”. E quest’anno la “festa della castagna affumicata” celebra il suo antico rituale domenica 1° febbraio, a Casale, in Valle del Lujo, la sua frazione più alpestre. Qui, per tutta la giornata, la comunità metterà in vetrina la castagna, anzi una sua particolare mutazione, il “biligòcc”.

 

In pista, per la buona riuscita della manifestazione i volontari del Gruppo Culturale “Amici di Casale” e i volontari della Parrocchia del Sacro Cuore, più impegnati che mai, per allestire una sagra “come si deve”, cioè senza far mancare nulla. Soprattutto i “biligòcc”, per i quali Casale va famosa in tutta la provincia di Bergamo. Certo, sperando che sia sempre più in crescita il recupero qualitativo della castagna, da anni soggetta al cinipide del castagno, che ha penalizzato fortemente la produzione in valle.

L’appuntamento, come detto, è per il 1° febbraio. Per l’occasione, la frazione di Casale si anima, mettendo il classico “vestito della festa”, cioè organizzando diverse iniziative di intrattenimento, per la gioia di tutti gli appassionati della cosiddetta “regina del bosco”.

Ma vediamo cosa sono i “biligòcc”. Sono castagne che, nelle scorse settimane, al freddo dell’inverno, sono state rese secche e affumicate sopra i “secadùr” (affumicatoi) di legno. Quindi, qualche giorno prima della sagra, sono state immerse in grandi “caldere” di acqua calda, per essere ammorbidite. E’ questo il “passaggio” che caratterizza i “biligòcc” di Casale e della Valle del Lujo dalle castagne soltanto secche e affumicate che spesso si trovano sulle bancarelle di Bergamo, Treviglio o San Paolo d’Argon (sagra di San Mauro: 14 gennaio). I “biligòcc” sono resi morbidi con la bollitura, diventando come una “caramella mou”, seguendo un procedimento semplice, ma rigoroso.

Da preferire nell’acquisto sono naturalmente i “biligòcc” prodotti dai volontari del Gruppo Culturale “Amici di Casale”, che saranno presenti sul sagrato della chiesa parrocchiale del Sacro Cuore con appositi banchetti di vendita, chiaramente visibili al pubblico. Qui, i “biligòcc”, morbidi, farinosi, dal gradevole sapore di affumicato, saranno venduti in speciali sacchetti marchiati, per non confonderli con altri prodotti simili, ma di dubbia provenienza, esposti sui banchi degli ambulanti. Insieme ai “biligòcc”, saranno proposte anche farina di castagne, “mondine”, castagne secche, torte di castagne.

Oltre alle bancarelle per la vendita dei “biligòcc”, la cui apertura al pubblico è fissata per le 9 del mattino, sul sagrato della chiesa verrà realizzata una mostra della castagna, con la presentazione dei tanti modi di utilizzo delle castagne: la “caldèra” per la bollitura dei “biligòcc”, la stufa per le castagne “bollite” e i bracieri per le caldarroste. Inoltre, un’esposizione di attrezzi e arnesi necessari per la raccolta e il trasporto delle castagne, la divisione delle diverse pezzature e la conservazione.

Previsti anche alcuni recinti con animali da allevamento: capre, pecore, agnellini, per la gioia dei bambini. E ancora tante bancarelle con prodotti tipici locali: formaggi, salumi, vino, frutta, verdura, miele.

Il programma prevede poi, alle 10.30, la visita al “Museo Etnografico Valle del Lujo”, aperto, in via straordinaria, per tutta la durata della festa, organizzando visite guidate, per ammirare le tante varietà di castagne e di mele della Valle del Lujo e gli attrezzi contadini della zona.

Previsto anche un concerto di suonatori di baghèt, la tipica cornamusa bergamasca.

Ed ora la novità dell’edizione 2015. La possibilità di degustare ed acquistare una speciale birra alla castagna, promossa e favorita nella sua realizzazione da un imprenditore della Media Valle e prodotta da un birrificio artigianale di Milano. Una bella idea, non c’è che dire, che certamente troverà il gradimento dei visitatori della sagra.

E’ una birra particolare, dove il sapore del malto è perfettamente bilanciato con l’aroma delle castagne, in questo caso mondine affumicate. Ed è proprio il leggerissimo sentore di affumicato che conferisce a questa birra un sapore speciale, da tempo dimenticato.

Questa birra, oltre ad essere sorseggiata, può essere utilizzata per cucinare e accompagnare classici piatti invernali di carne, come arrosti o brasati.

 

Simona Birolini

 

BOX – La storia della birra alla castagna

In Italia non esiste a livello storico uno stile di birra ben determinato. La mancanza di una tradizione vera e propria, se da una parte ha rappresentato un handicap, dall’altra ha permesso ai nostri mastri birrai di esprimere appieno la loro creatività. Molto spesso, per rendere unica la produzione e rafforzare il legame con il territorio, fra gli ingredienti utilizzati nella produzione sono finiti i più svariati prodotti: il farro, il miele,…e con un gesto che si potrebbe definire naturale anche la castagna, frutto caro a molte zone d’Italia, che ha fatto così la sua comparsa nelle ricette birrarie. Oggi, con più di venti birrai che producono birra alla castagna, chi stagionalmente chi in maniera regolare, si può parlare di un vero e proprio “italian style” nel mondo della birra di qualità.

Ad onor del vero, però, la nascita della prima birra di questo genere ha origine francesi, e più precisamente corse, ad opera dei coniugi Sialelli, spinti dalla volontà di creare un prodotto che prevedesse l’utilizzo della ben nota castagna locale. Dopo quattro anni di studi e ricerche, nel 1996, a Furiani, nell’alta Corsica, vide la luce la oggi nota birra Pietra. Se si esclude però qualche rarità belga, francese e americana, possiamo dire che soltanto in Italia il fenomeno birra alle castagne si è sviluppato completamente, dando vita ad un numero elevato di prodotti di alta qualità.

In Italia le prime sperimentazioni si registrano attorno al 2001, grazie al gruppo trevisano “Soci dea Bira”, che produssero una birra alle castagne, la Malphapana. Nello stesso periodo, anche in Liguria, la Fabbrica Birra Busalla presentò la sua Castagnasca, prodotta con farina di castagne. E, poi, in Toscana, nelle Marche, in Piemonte. Insomma, un po’ in tutta Italia.

Da allora la castagna è diventata così un ingrediente in grado di ancorare la birra al luogo in cui viene prodotta e, dunque, oltre che gioia per il palato, anche un efficace strumento per promuovere peculiarità regionali.