“Concilium de Honio”: presentato a Vertova il libro di Franco Irranca

 

Nella serata di venerdì 20 dicembre scorso, in piazza San Marco a Vertova, nella sede dell’Associazione “Pro Vertova”, è stato presentato il libro del prof. Franco Irranca, storico e rinomato giornalista locale, concernente l’“Unione dei Comuni” o più precisamente il “Concilio di Honio”.

 

Il cosiddetto “Concilium de Honio” rappresenta uno spazio di storia intrigante per gli studiosi, soprattutto perché le informazioni relative ad esso, che si sono tramandate nel corso dei secoli, sono davvero esigue; infatti, non esiste un vero e proprio studio organico sull’argomento che illustri in cosa consisteva questa “istituzione”. A testimonianza della sua esistenza, durata per ben oltre sette secoli, sussistono tuttavia numerosi atti.

Alcune ricerche vennero svolte nell’Ottocento da uno storico bergamasco, Antonio Tiraboschi, il quale appurava che il “Consiglio di Honio” presentava certe caratteristiche di antichità e importanza, da renderlo degno di essere sottoposto ad una speciale esaminazione da parte dello storico stesso. Purtroppo, a causa della di lui prematura morte, lo studio non venne mai approfondito. Fino ad oggi. Infatti, ben centotrenta anni dopo, la questione è stata ripresa in esame da Franco Irranca, il quale, addentrandosi nell’affascinante storia passata, ha realizzato un libro, presentato per l’appunto a Vertova. Anche Vertova faceva infatti parte di questa “Unione”, insieme ai paesi di Gazzaniga, Rova (oggi frazione di Gazzaniga), Fiorano al Serio, Semonte (oggi diviso fra Fiorano e Vertova), Colzate e Oneta, Comune quest’ultimo situato in Valle del Riso.

“I paesi citati – scrive Irranca – costituirono, probabilmente attorno all’anno Mille, una specie di “confederazione”, un Comune Maggiore, cui territorio era noto come “terratorium comunis Concilii de Honio”, che comprendeva tutti i Comuni e che agiva a nome di questi. Tuttavia, nel XIX secolo, al momento della sua estinzione, l’area comprendente i Comuni appare ridimensionata, a causa di vicende storiche che modificarono altresì i confini comunali.

Ma da dove deriva il termine “Honio”? Lo storico Tiraboschi ipotizzava che potesse fare riferimento a “Consilium omnium”: in effetti, sullo stemma antico della Val Gandino erano riportata la scritta “omni in unum”; quindi, era possibile che si volesse intendere un “tutti in uno”, per l’appunto un’unificazione. Per di più, durante il periodo della dominazione veneziana, il territorio della Val Gandino comprese anche Vertova e, quindi, entrò a far parte anche dell’Honio.

Interessante era anche la disposizione dei confini, alla quale è possibile risalire attraverso antichi atti notarili: quelli dei paesi che componevano il suddetto Comune Maggiore erano limitati all’area della parte di valle, allargandosi poco verso le montagne; in sostanza erano circoscritti alla zona abitata e il resto era considerata proprietà indivisa del Concilio.

Questa “confederazione” venne costituita per svariati scopi, ad esempio per la gestione in comune dei pascoli, del bestiame, dei boschi, quindi del legname, e per la raccolta di castagne, che all’epoca costituivano un elemento indispensabile nella dieta contadina. In poche parole, venivano amministrate le attività principali della vita di quel tempo.

Durante la sua ricerca, Irranca ha altresì individuato il luogo dove il “Concilio di Honio” era solito riunirsi, ovvero in località “ad Leguenis” a Semonte, con molta probabilità identificabile oggi con via Leguen.

“Il Concilium de Honio o Comune Maggiore di Honio” è quindi il titolo del libro di Franco Irranca, grazie al quale sono venute alla luce curiosità storiche ed elementi importanti della storia della Media Valle.

Insomma, un’unificazione questa che, in un certo senso, esiste anche oggi, e si chiama “Distretto del Commercio di Honio”, comprendente i Comuni di Colzate, Vertova, Fiorano al Serio, Gazzaniga e Cene; un connubio tra associazioni dei commercianti e istituzioni, che ha come obiettivo primario la valorizzazione dei territori, sia dal punto di vista prettamente commerciale, sia come polo d’attrazione turistica.

 

Silvia Pezzera