Da oltre un quarto di secolo Noesis (Libera associazione per la diffusione e lo studio delle discipline filosofiche) rappresenta per Bergamo e provincia una comunità di persone che hanno il piacere di ritrovarsi insieme a coltivare la passione per la filosofia. Classico l’appuntamento del martedì sera, alle 20, a Bergamo, considerato quell’angolino, lontano dal frenetico lavoro quotidiano, riservato all’ascolto di conferenze che sollecitano il desiderio di capire. Un tempo tale attività si definiva con il termine latino otium ed era considerata altrettanto necessaria del negotium, l’attività lavorativa. Quindi, visto che l’aspetto più bello di Noesis sta nel “filosofare insieme”, nel “pensare insieme”, ecco pronte, al di là del canonico calendario del martedì sera, una serie di conferenze filosofiche, questa volta al venerdì, alle 20.30, che avranno come palcoscenico privilegiato non una location del capoluogo, ma l’auditorium dell’Isis “Oscar Romero”, ad Albino.
In cabina di regia un gruppo di docenti e studenti dell’istituto, alcuni dei quali operatori della biblioteca scolastica “Librarium”, funzionante all’interno della scuola, che, forti di un’urgenza speculativa su quanto accade nel mondo, ma anche dialogante con il ricchissimo patrimonio di idee che il passato consegna ai giorni nostri, propone un ciclo di quattro incontri, dal titolo “Dall’homo sapiens all’uomo tecnologico”.
Si parte venerdì 6 marzo con Marcello Ghilardi, docente di Estetica presso l’Università di Padova, che presenta “La vita oltre la tecnica. In dialogo con il regista giapponese Hayao Miyazaki”. A seguire, il 13 marzo, Franco Trabattoni, docente di Storia della Filosofia Antica presso l’Università degli Studi di Milano, che parlerà su “La morale della felicità, Platone, Kant, Leopardi”. Quindi, il 20 marzo, salirà in cattedra don Davide Rota, superiore del Patronato San Vincenzo di Bergamo, per una conferenza su “Diventa ciò che sei. La dignità dell’uomo fra identità e alterità”. A chiudere il ciclo di conferenze, il 3 aprile, Martino Doni, docente di scuola secondaria, membro della Società Italiana di Filosofia Morale, che parlerà su “Gli strumenti umani: il corpo e la parola”.
L’iniziativa, di per sé già qualificante per l’istituto, da anni “finestra” sul territorio e, con il suo auditorium, location per tanti eventi aperti anche alla comunità locale, si arricchisce in questo caso di un’altra valenza, precisamente didattico-formativa: infatti, a realizzare la brochure di presentazione del ciclo di conferenze è stata Sara Pirovano, 19 anni, studentessa della classe 4^P dell’istituto professionale (in inglese “modern school”, ndr), seguita nel suo percorso dalla Prof.ssa di Grafica Daniele Lambri.
“Ho impiegato circa un mese per realizzare la brochure – spiega Sara Pirovano – Sono partita ragionando sull’argomento della conferenza, cioè “Dall’homo sapiens all’uomo tecnologico”, producendo varie bozze su carta, in merito alle parole, i colori, i simboli e i titoli da inserire. Tante idee, alcune troppo complesse; tante ipotesi progettuali, giocando fra essenzialità e creatività. Alla fine, mi sono concentrata sul messaggio che la brochure voleva lanciare, e da lì ho iniziato a lavorare. Certo, la tecnologia ha oggi un peso molto forte rispetto al passato, l’attuale generazione è sempre più coinvolta dalle scoperte tecnologiche e dalle invenzioni di strumenti tecnici, spesso guidate da menti artificiali. C’è stato un crescendo nello sviluppo delle tecnologie, e questo ha plasmato, nel corso della storia dell’umanità, il modo in cui le persone e le loro civiltà hanno interagito, nell’ambito dei trasporti, dell’esplorazione dell’ambiente, della conoscenza delle leggi della natura, oltre il limite degli stessi sensi dell’uomo. Ma attenti, le innovazioni tecnologiche sono influenzate dalla cultura della società che le produce, c’è sempre dietro l’uomo come regista. Ed è proprio da queste considerazioni che mi sono mossa. E’ sempre l’uomo, la sua mente, le sue idee che muovono tutto. Per questo ho realizzato una bilancia a bracci, dove il peso maggiore cadeva sul piatto dove era posizionato il cervello, mentre sull’altro piatto ho posto il simbolo della rete, a significare la tecnologia. A livello cromatico, per la copertina ho deciso di utilizzare i colori blu e azzurro, che sono i simboli che identificano la tecnologia, messa in contrasto con il colore bianco. Gli stessi colori, con le stesse gradazioni, sono stati utilizzati anche per le pagine interne della brochure, in modo da ottenere un effetto cromatico pertinente”.

Ti.Pi.