Viviana Signori cittadina albinese (di Bondo avrebbe specificato lei) ha conosciuto la realtà africana in Eritrea nel 2001. Il paese africano, nostra ex colonia, era uscito da poco da una guerra di confine con l’Etiopia e dopo una trentennale guerra per l’indipendenza dalla stessa. Non un viaggio turistico dunque ma per conoscere una realtà difficile e programmare, per conto della Comunità Parrocchiale di Bondo, delle iniziative di sostegno e di sviluppo per le comunità locali, dove operava la missionaria bondese suor Dina. Visitò campi profughi, poveri villaggi, dispensari medici e scuole e fu amore vero, non il classico mal d’Africa del turista o del viaggiatore ma amore per i poveri, per gli ultimi, i più bisognosi.
Fu solo il primo di tanti viaggi, dapprima operò in Eritrea e poi, avendo il governo eritreo vietato ogni attività di volontari e missionari stranieri nel paese, continuò l’opera di volontariato in Etiopia, sempre in collaborazione con le Suore Missionarie Orsoline. Raggiunta la pensione Viviana si trovò a trascorrere più tempo in Africa che ad Albino, dove il suo impegno era comunque soprattutto rivolto a far conoscere la dura realtà delle popolazioni alle quali aveva ormai destinato ogni sua energia, alla raccolta di fondi per i suoi progetti e all’attivazione di un sistema di adozioni a distanza funzionante sia per la realtà eritrea che per quella etiope. In particolare si dedicava ai piccoli ospiti dell’orfanotrofio di Wukro per cui era diventata “mamma Vivi”. Era tra i suoi bimbi africani quando nel febbraio 2015 ci ha improvvisamente lasciato. I suoi amici e i sostenitori dei suoi progetti in Africa hanno scelto di portare avanti il suo lavoro e hanno quindi fondato l’associazione “COSTRUIAMO PONTI CON VIVIANA- ONLUS” che, con la serata del 27 maggio, punta a farsi conoscere nell’intero territorio di Albino all’ampia platea delle persone sensibili a queste tematiche.