Bellissima è la “facciata” della contrada “Costa”, che si trova arroccata, con una fila di case, una addossata all’altra senza soluzione di continuità, sopra la frazione di Rova.
Siccome “Costa” si trova in sinistra orografica della valle, un tempo costituiva una contrada di Gazzaniga. Mentre il Comune autonomo di Rova si estendeva tra la valle che scende dal Rocliscione-San Rocco fino alla valle del Rovaro e l’insediamento principale era costituito dalle case che si trovano nell’androne di Via Villa e Via Montenero.
La contrada “Costa” è un vecchio insediamento rinascimentale e ancora oggi vi si accede da Piazza San Mauro, attraverso una strada acciottolata in salita (che prosegue poi verso la località San Rocco e oltre). Girando a destra, un viottolo conduce ad un androne rivolto verso ovest e, dopo averlo oltrepassato ed essere passati davanti alla fila di case, termina con un altro androne rivolto ad est. Entrambi dovevano essere muniti di porta, che veniva chiusa alla sera, isolando così il borgo dai briganti.
Il luogo sembra fortificato, proprio per la sua posizione elevata e la presenza di una ripida scarpata verso sud, (ora addolcita da altre costruzioni) e dalla fila di case verso nord. Queste presentano ancora oggi poche piccole aperture verso nord, mentre ben conservati si presentano i due androni che costituivano le porte di accesso al borgo. Al suo interno si sviluppano case di impianto propriamente medievale, abbellite e ingrandite nel periodo del rinascimento veneziano.
Sicuramente, rimodernata in epoca veneziana è Casa Merici, oggetto alcuni anni fa di una bella e sapiente ristrutturazione, con il mantenimento dei caratteri architettonici di un tempo. Gli ampi porticati a sesto ribassato, contornati da piastre in pietra viva che si aprono al piano terra, sono retti da grandi colonne, pure in pietra, mentre graziose colonnine e capitelli, ancora in pietra al piano superiore, delimitano archi a tutto sesto, messi in bella vista da mattoni in laterizio rosso, che riparano il loggiato interno. All’esterno, davanti alle abitazioni, si notano ancora gli orti, preziosi per la coltivazione di frutta e verdura, strategici alimenti per il sostentamento delle famiglie di un tempo.
Casa Merici, oltre al grande porticato e le arcate a tutto sesto del primo piano, ha mantenuto un loggiato in legno all’ultimo piano, tipico dell’architettura bergamasca.
Il colore chiaro delle pietre a vista della facciata, leggermente tendente al giallo, conferisce all’intera casa e a tutta la via un aspetto luminoso, pulito e gradevole. Anche qui i materiali poveri utilizzati per la costruzione, pietre locali e ciottoli del Serio, ora messi sapientemente in vista, rimandano all’impianto arcaico della contrada. Ancora oggi la pavimentazione della strada interna che corre davanti alla fila di case è costituita da piastre di pietre più o meno irregolari miste ad acciottolato e nell’androne est resiste un cancello in legno, simbolo forse dell’antico portone che era posto a difesa della contrada. Altre preziose ristrutturazioni, come il portone di entrata nella parte ovest, hanno mantenuto l’aspetto originale del luogo.
Contrada “Costa”, un altro angolo di Gazzaniga, ricco di fascino, bellezza architettonica e storia.

Angelo Ghisetti