Ci sarà anche il CAI di Albino alla “Cordata della Presolana”, la cordata internazionale per la sicurezza, salvaguardia e sostenibilità nelle montane, in programma il 9 luglio. Una grande sfida per tutelare e difendere le montagne, mediante un simbolico abbraccio alla montagna che, con i suoi 2.521 metri di altezza, è considerata l’incontrastata “Regina delle Orobie”. L’evento, posto a conclusione degli Stati Generali della Montagna verso un’agenda strategica condivisa della Provincia di Bergamo, si innesta all’interno di un progetto culturale per la sicurezza, salvaguardia e sostenibilità della montagna, dal titolo “Montagne per tutti”, che ha anche un obiettivo solidale: rendere il rifugio Baita Cassinelli accogliente e accessibile anche ai disabili e alle persone con ridotte capacità motorie. Della serie: sport e solidarietà; alpinismo e attenzione alla disabilità.
Lungo il periplo della maestosa Presolana, che si snoda per circa 18 km sui sentieri circostanti, sarà posizionata un’unica lunghissima serie di corde da alpinismo, a cui i partecipanti potranno agganciarsi con i loro moschettoni realizzando in questo modo una cordata da Guinness World Record.
Cifre tanto straordinarie che il CAI di Bergamo ha già depositato la domanda di riconoscimento come Guinness. Perché i numeri ci sono tutti. E a questi contribuirà anche la sezione CAI di Albino, che ha già registrato come iscritti all’evento 150 volontari, a cui certamente se ne aggiungeranno altri, nelle prossime settimane, fino ad arrivare a 200 iscritti.
L’abbraccio alla “Regina delle Orobie” porterà a mettere sul campo qualcosa come 20.000 metri di corda. E non poteva che essere così, perché tanto serve per coprire i 18 chilometri del periplo della Presolana: un itinerario che tocca 4 rifugi e prevede il posizionamento di 18 “campi avanzati”, come dicono gli organizzatori utilizzando il linguaggio alpinistico.
Perché di spedizione si tratta, anche se particolare nel suo genere. Il “campo base” è il Palamonti, a Bergamo, dove ci sarà la regia. Poi, i “capi cordata”, circa 300 “esperti” che operano nelle diverse realtà di montagna, accanto al CAI, che il 9 luglio avranno il compito di unire le 300 corde intorno al periplo. E, per continuare con i numeri, 2.000 i set impiegati, perché ogni partecipante dovrà unirsi in cordata utilizzando fettuccia e moschettone (2.500 i moschettoni che si prevede di utilizzare). Kit completo da ferrata, invece, obbligatorio, per quanti copriranno i due tratti più tecnici: infatti, dovranno indossare casco e imbraco coloro che percorreranno il “sentiero attrezzato” della Porta e dalla Bocchetta del Visolo scenderanno alla base della Parete Orientale della Presolana.
Quattro, si diceva, i rifugi toccati: Malga Cassinelli, Rifugio Rino Olmo, Baita Bruseda in Valzurio e Rifugio Albani. Primo tiro di corda dal Palamonti al Cassinelli (CA1), da qui al Visolo (CA2) e poi alla Capella Savina (CA3) per puntare alla Grotta dei Pagani (CA4); quindi al Passo di Pozzera (CA5) e al Rino Olmo (CA6), per scendere al Torrente Olone (CA7) e alla Baita Bruseda (CA8). Campi successivi alla Baita di mezzo e alta Pegherolo (CA9-CA10), al Passo Scagnello (CA11) e all’Albani (CA12), al Colle della Guaita (CA13), al Sentiero della Porta (CA14), al Passo della Porta (CA15), alla Bocchetta Visolo (CA16), alla Base della Parete Orientale (CA17) e alla Cappella Savina, ultimo campo avanzato
Domenica 9 luglio tutti i partecipanti raggiungeranno il Campo Avanzato prescelto tra i 18 in cui il periplo è stato suddiviso, per agganciare il proprio moschettone alla corda. Si sceglie il Campo Avanzato che si preferisce raggiungere, indicandolo come preferenze nella fase di pre-registrazione e confermandolo poi in quella di registrazione. Ciascun Campo Avanzato può ospitare un numero massimo di 100 partecipanti.
Ogni partecipante alla Cordata, come detto, è anche finanziatore del progetto sociale e solidale “Baita Cassinelli accessibile ai disabili”.

Sa.Ni.