Uno straordinario viaggio in sei tappe nelle terre della narrazione, per scoprire che cosa vuol dire essere un narratore e che senso ha, oggi, raccontare storie. Lungo il tragitto si impareranno tante cose: cos’è un incipit, come si sceglie il punto di vista, qual è il significato delle parole, come scegliere quelle giuste. Poi, si farà attenzione ai luoghi comuni e a come evitarli, e si rifletterà su come si scrive un finale. Che, detto tra noi, non è mai la fine di una storia. Già, perché poi ci si impegnerà con la riscrittura, si sbircerà tra i segreti di chi scrive le quarte di copertina e si andrà a fare la conoscenza di una figura mitica, lo scout editoriale, cioè, colui che è pagato per scoprire i nuovi talenti della scrittura narrativa. Pronti per partire? Bene, preparate i bagagli, affilate le penne e non dimenticatevi il taccuino. Buona lettura e… buona scrittura!
Un bell’invito, non c’è che dire, che vede come protagonista l’assessorato alla Cultura e Tempo Libero che, in collaborazione con l’associazione “La Formica, propone un corso di scrittura (e lettura), dal titolo “Comunicare: l’arte della lettura e della scrittura”; il corso, che si svolgerà in sala consiliare, è articolato, appunto, in sei incontri, tutti al lunedì, dalle 20.30 alle 22.30.
La prima lezione è in calendario lunedì 26 novembre. Queste le altre date: 10 dicembre 2018, 14 e 28 gennaio 2019, 11 e 25 febbraio 2019. In cabina di regia il giornalista e scrittore bergamasco Paolo Aresi, che ha già all’attivo otto romanzi e due antologie di racconti per diverse case editrici, da Mondadori a Mursia, Nord, Bolis, Delos Digital.
“Raccontare e ascoltare. Scrivere e leggere. In una parola, comunicare – così presenta il corso Paolo Aresi – Si scrive perché qualcuno ci legga, sempre. Anche se si scrive per se stessi, si scrive sempre per qualcun altro. Che il nostro pubblico sia un lettore soltanto o siano milioni di lettori, la questione non cambia: dobbiamo imparare a coinvolgere, dobbiamo essere interessanti, semplici e allo stesso tempo profondi, dobbiamo imparare a esprimerci nella maniera più profonda e accessibile che sia possibile. E’ un viaggio lungo, che non finisce mai”.

Ti.Pi.