Costituzione ufficiale della confraternita di Abbazia

Sono fissate a domenica 7 aprile, alle 10.30, le Solenni Celebrazioni di Vestizione dei primi 12 confratelli. Come pure la costituzione ufficiale della neo-confraternita dei Santi Benedetto e Bernardo Abati in Abbazia di Albino, che conta anche 2 confratelli novizi. Per l’occasione sono stati invitati, in rappresentanza delle 71 confraternite della diocesi di Bergamo, le Signore Priore e i Signori Priori, oltre alle confraternite del circondario, ossia le confraternite del SS. Sacramento di Vall’Alta, Cene e Nembro.

I priori parteciperanno con la propria veste, che sintetizza una fede e una devozione vissute pienamente e rese pubbliche, e la ferula (bastone), segno di rappresentanza e guida dei confratelli.

Il ritrovo è previsto per le 10, all’oratorio di Abbazia, dove i Priori e i confratelli si disporranno in processione verso la chiesa parrocchiale di San Benedetto Abate. La solenne celebrazione sarà presieduta dal parroco di Abbazia e Casale di Albino, don Filippo Bolognini, e da don Maurizio Rota, prete del Sacro Cuore di Bergamo e assistente diocesano del consiglio delle confraternite e dei gruppi religiosi.

Durante la cerimonia verranno consegnate la sacre vesti ai nuovi confratelli, i quali le indosseranno e, in processione, riprenderanno il loro posto in chiesa. Al termine della S.Messa, seguirà di nuovo la processione, con la nuova confraternita che andrà verso l’oratorio, dove è previsto un momento di rinfresco e convivialità tra i confratelli.

La scelta di invitare i rappresentanti di tutte le confraternite della diocesi è stata presa dallo stesso consiglio diocesano, proprio per dare una particolare risonanza all’avvenimento (ricordiamo che è la prima confraternita in Italia dedicata ai Santi Benedetto e Bernardo Abati), ma soprattutto per rimarcare la realtà delle confraternite, una realtà ecclesiale e laicale più che mai viva.

Per la cronaca, il gruppo della confraternita del SS. Sacramento in Abbazia ha cessato di esistere nel 1970. Dopo una battuta di arresto di quarantatré anni esatti, la confraternita rinasce sotto un altro nome, con la consapevolezza di essere tangibile testimonianza cristiana in ambito familiare e sociale, oltre a rievocare antiche tradizioni che con il tempo sono scomparse.

Ciò è stato ribadito anche dal Papa, ora emerito, Benedetto XVI, che nel 2007 ha incontrato in udienza generale tutte le confraternite delle diocesi d’Italia; il Papa ha ricordato l’importanza e l’influsso che le confraternite hanno esercitato nelle comunità cristiane d’Italia sin dai primi secoli dello scorso millennio.

“Le confraternite – ha ricordato il Santo Padre – non sono semplici associazioni di persone, ma un insieme di fratelli che, volendo vivere il Vangelo, nella consapevolezza di essere parte viva della Chiesa, si propongono di mettere in pratica il comandamento dell’amore, che spinge ad aprire il cuore agli altri, particolarmente a chi si trova in difficoltà”.

Queste sono le principali motivazioni per cui si è deciso di intraprendere questo percorso di riscoperta delle confraternite.

Confraternitas Sancti Benedicti et Bernardi Abbatiae Vallis Altae (Confraternita dei Santi Benedetto e Bernardo in Abbazia di Vall’Alta) è il nome della nuova confraternita, la prima in Italia dedicata ad entrambi questi grandi Santi, capisaldi del monachesimo occidentale.

È stato un lungo cammino, iniziato il 30 aprile 2012, che ha avuto una durata di dieci incontri, curati da don Maurizio Rota, che ha approfondito anche alcuni temi fondamentali, come la nascita delle prime confraternite, il loro ruolo all’interno della società, il loro sviluppo e la loro decadenza in età napoleonica, oltre che la rinascita e il recupero di queste tradizioni ai tempi d’oggi.

Per quanto riguarda l’abito della neo-confraternita, ci si è ispirati alla veste dei monaci dell’ordine benedettino e cistercense, tuttavia uniformandosi al tradizionale abito che accomuna le confraternite della diocesi di Bergamo. Si tratta di un abito semplice, composto da un camice in cotone colore avorio, che ricorda il battesimo, un cingolo (o cordone), che ricorda simbolicamente il legame con Gesù Cristo, una mozzetta (o mantella) di colore nero, che ricorda l’abito monacale e che contraddistingue questa confraternita dalle altre, oltre che al medaglione dorato raffigurante i due santi patroni in adorazione del SS. Sacramento.

La scelta di questa rappresentazione non è casuale: ci si è ispirati infatti ai due stendardi presenti in parrocchia che raffigurano appunto la medesima scena e che verranno esposti in chiesa il giorno della vestizione.

 

D.C.