Bisogna ringraziare una volontaria albinese, sensibile e generosa, che ha donato uno stabile abbandonato di 800 metri quadrati, distribuito su tre piani, che si trova lungo via Rimembranze, la strada che dalla “zona lavatoio”, porta allo stadio Kennedy e al cimitero. Una donazione con un vincolo particolare: destinare l’immobile a servizi per persone con disabilità. A ricevere la preziosa donazione è il gruppo “GeDi” di Gandino, che riunisce genitori di persone con disabilità e opera in media e bassa Valle Seriana. Questi hanno pensato di rimetterlo a posto, mediante una ristrutturazione, che prevede la realizzazione di 6 appartamenti da destinare a famiglie con persone disabili, o meglio ancora a persone disabili, che hanno però un certo grado di autonomia. Prevista la presenza di una quindicina di famiglie, le quali potranno godere di una nuova casa.

Si tratterà di un progetto di “co-housing”, che vedrà protagonisti proprio gli utenti dei servizi per disabili che, dopo aver svolto una giornata nelle strutture del territorio, potranno condividere momenti di vita quotidiana insieme ai familiari, ai volontari, oppure avviarsi verso l’autonomia.

Lo stabile, come detto, sarà completamente rimesso a nuovo: al piano inferiore e nel sottoscala, verranno ricavati gli spazi di condivisione e convivialità, come cucina, sala da pranzo, lavanderia e spazio animazione per attività comuni, mentre la rimanente parte sarà occupata dagli appartamenti, tra i quali si distinguerà proprio quello dei volontari, che saranno parte integrante del progetto.

A tal proposito, il gruppo “GeDi” si è rivolto all’amministrazione comunale per conoscere l’iter burocratico, ma anche per condividere la progettualità sociale. E ha sottoscritto una convenzione urbanistica dai chiari risvolti sociali, che è stata discussa in consiglio comunale.

Massima apertura all’iniziativa da parte dell’amministrazione comunale, che ha previsto l’azzeramento degli oneri: uno sconto di circa 30.000 euro. Posti, però, anche dei vincoli per l’utilizzo dell’immobile: destinare un appartamento a un residente di Albino, provvedere ad interventi informativi nelle scuole, coinvolgere la comunità all’interno dell’immobile.

Chiari gli step dell’iniziativa. Dapprima, la ristrutturazione dello stabile, che richiederà un anno di lavori. Quindi, a fronte di una spesa di circa 1,5 milioni di euro, il reperimento dei finanziamenti: 900.000 euro da bonus statali, 250.000 euro da fondi propri, la restante parte da finanziamenti provenienti dalla Fondazione Cariplo, mediante la partecipazione ad un bando.

Il gruppo “GeDi”, guidato dal presidente Adriano Bosio, è impegnato sul territorio della Val Seriana e della Val Gandino da 25 anni. Tante le attività in campo, tra cui il trasporto dei ragazzi dei centri di Fiorano al Serio e Gandino e degli anziani del Centro Diurno della Fondazione Honegger di Albino; la gestione della Cascina Roerò, uno spazio ricreativo ai piedi del monte Farno, punto d’incontro per le famiglie; e i progetti solidali con le scuole del territorio.

Nello specifico, ha già realizzato a Cirano di Gandino una struttura simile a quella che si vuol realizzare ad Albino: la “Casa dei Sogni”, che ospita utenti disabili e propone attività diurne finalizzate allo sviluppo dell’autonomia, mediante laboratori di falegnameria, fotografia, decoupage.

Strategico per l’amministrazione comunale il progetto di “Co-housing”: da un lato, la rigenerazione urbana di un immobile abbandonato, che sarà potato a nuova vita; dall’altro, la destinazione sociale, di assistenza e vicinanza ai soggetti disabili e alle loro famiglie.

 

PS.