Da una mostra all’altra…

L’attività del falegname, i suoi attrezzi, le sue macchine, le sue opere più consuete, ma anche le produzioni più ricercate, come mobili intagliati ed intarsiati. Tutto questo è stato oggetto di una mostra espositiva, dal titolo “L’arte di un falegname: Stefano Vedovati, ol marengù”, organizzata dal Museo Etnografico della Torre di Comenduno, che è stata presentata nello scorso mese di giugno, presso la sala gialla di Villa Briolini (Villa Regina Pacis), in Via Santa Maria, a Comenduno. A presentarla sono stati chiamati Silvio Tomasini, segretario della rete dei musei della Diocesi di Bergamo, e Angelo Carrara, presidente dell’Associazione Artigiani di Bergamo.

La mostra, allestita dai volontari dell’associazione per il Museo Etnografico della Torre di Comenduno, nell’ambito del progetto “Mostre al Museo”, è stata aperta al pubblico per una settimana, riscuotendo vivo apprezzamento e consensi critici da parte del folto pubblico che l’ha visitata.

In esposizioni materiali, campioni, documenti, fotografie, disegni preparatori, quaderni, diari, che illustravano l’attività di Stefano Vedovati, classe 1930, un falegname un po’ speciale, che oltre ai normali lavori di falegnameria, si è dedicato alla fabbricazione di mobili intagliati ed intarsiati: un’arte unica, che si può notare in molte chiese della Bergamasca, che conservano i suoi lavori.

Ora, come è ormai tradizione da ani, ecco i volontari del museo impegnati nella preparazione di un’altra mostra (da alcuni anni a questa parte il museo allestisce annualmente due mostre, a giugno e a settembre, mostre sempre inerenti le tematiche del museo): questa verrà inaugurata venerdì 27 settembre e parteciperà, nei due giorni seguenti, alle Giornate del Patrimonio. Non è ancora stato fissato un titolo, ma sarà relativa all’artigianato di cascina nella Valle Seriana, ai tanti attrezzi fabbricati dai contadini per proprio uso e per la vendita.

Per quanto riguarda l’attività del museo, aperto al pubblico dal 1989, oltre alla normale apertura ogni domenica, dalle ore 10 alle ore 12, è aperto su prenotazione a chiunque ne faccia richiesta. Le visite sono gratuite e sono condotte dai volontari dell’Associazione per il Museo Etnografico della Torre.

“Riceviamo visite soprattutto dalle scuole elementari – spiega Franco Innocenti – Sono oltre 700 i ragazzi che ogni anno vengono al museo. Per questo, ci stiamo preparando per il prossimo anno scolastico”.

Il museo, inoltre, collabora alla tenuta dell’orto didattico (800 metri quadrati) della scuola elementare di Comenduno, seguendo le tre classi del secondo ciclo, con programmi relativi alle diverse coltivazioni.

 

T.P.