Difficoltà scolastiche: il modello di rete affettiva

Quanti genitori, al manifestarsi delle prime difficoltà scolastiche del proprio bambino, non sanno a chi rivolgersi e in attesa di una forma di risposta da parte delle istituzioni, che spesso purtroppo è tardiva, restano in balia dei loro dubbi, delle loro ansie, del loro continuo chiedersi “Ma mio figlio è intelligente?”, “Come mai, per gli altri, fare i compiti è una cosa normale e per noi una guerra continua?”, oppure ancora “Le maestre cosa mi diranno?”, “Io sono davvero una buona madre?”.

 

Per dare una risposta concreta a queste domande e a questi bisogni è stato attivato il nostro servizio di diagnosi e presa in carico di ogni tipo di difficoltà scolastica (disturbi specifici di apprendimento, disturbi del linguaggio, difficoltà di attenzione e iperattività, problematiche nell’acquisizione di un metodo di studio efficace  e qualsiasi altra difficoltà di apprendimento, comportamentale, emotiva o relazionale che si può riscontrare in età evolutiva).

La Cooperativa Senza Pensieri, con sede in Albino, autorizzata dall’ASL di Bergamo ad effettuare attività di prima certificazione diagnostica di disturbi specifici di apprendimento (DSA), si avvale della collaborazione di professionisti esperti del settore (neuropsichiatra infantile, psicologi, logopedista) per permettere ai genitori di chiarire la natura delle difficoltà scolastiche del proprio figlio e attivare gli strumenti più utili per migliorare la situazione. La diagnosi è un momento particolarmente importante della vita del bambino e della sua famiglia poiché pone fine all’incertezza e permette di evitare gli errori comuni di colpevolizzazione (“Non è bravo a scuola perché è un lazzarone”), ma al contempo non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza per attivare un percorso di presa in carico che noi vogliamo definire “affettiva” per due motivazioni: da un lato per la necessaria considerazione del bambino nel suo insieme di persona con l’importante rapporto tra affetti e apprendimenti, tra funzionamento cognitivo ed emozioni, difficoltà scolastiche e ferite interiori; dall’altro lato perché è necessario da parte di colui che gestisce il caso (es. psicologo), lavorare con un investimento emotivo importante, non da confondersi con un collusivo coinvolgimento, ma con un prendersi a cuore, nel quale una quota di passione possa dare un valore aggiunto alla presa in carico, un “esserci in più” in situazioni critiche. Di fronte ad una certificazione di DSA o di qualsiasi altra difficoltà che il bambino incontra, la scuola e la famiglia, in collaborazione con lo specialista di riferimento, sono chiamati a costruire una rete di lavoro, un’alleanza tra le parti, che metta al centro di tutto il benessere psicologico, scolastico e formativo del bambino. Il primo passo è sicuramente la condivisione del significato delle difficoltà del bambino; in secondo luogo può essere definito un percorso di trattamento specifico delle difficoltà riscontrate oppure l’introduzione di un tutor domiciliare specializzato che si pone come interfaccia tra la famiglia e la scuola nell’aiutare il bambino durante il momento faticoso dei compiti a casa, e, in terzo luogo vanno concordati gli adattamenti scolastici, cioè quell’insieme di strumenti, procedure, materiali che permettono di affrontare più serenamente il percorso scolastico. Solamente all’interno di un progetto condiviso di questo tipo hanno valore tutti i software, le sintesi vocali, la tavola pitagorica o la calcolatrice di cui il bambino ha bisogno: solo in questo modo  lo strumento fornito non rischia di essere percepito come invalidante segnale di una differenza, ma come strumento evolutivo per accrescere il proprio potenziale di apprendimento.

Per  informazioni e/o appuntamenti:

Cooperativa SenzaPensieri via Mazzini 4 Albino tel. 035773222; info@senzapensierifamiglia.it

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