Do IUS MIGRANDI?
Sembrerebbe una domanda inglese, e invece è solo un gioco di parole per introdurre la “Carovana dello ius migrandi” (diritto alla libera circolazione delle persone), l’iniziativa che giovedì 11 luglio ha fatto tappa a Bergamo, sulla strada tra Bolzano e Matera, alla presenza del Ministro Cècile Kyenge. Si è trattato di un seminario organizzato a Sant’Agostino da Fondazione Santi, Diocesi di Bergamo e Cattedra Unesco dell’Università di Bergamo sui temi della cittadinanza, delle differenze culturali, delle soluzioni per favorire l’integrazione (non l’omologazione) nel nostro Paese, ed era presente anche il Vescovo Mons. Francesco Beschi.
I temi erano davvero interessanti, ma ciò non è stato considerato un buon argomento da chi ha voluto montare una polemica a priori contro il Ministro Kyenge, colpevole di esistere, di essere nera e di essersi assunta il compito di istruire iniziative nazionali che possano contribuire a rendere migliore l’Italia.
La sua visita in città è stata infatti l’occasione per qualcuno di mettere in mostra gli atteggiamenti più beceri che hanno molto a che fare con il colore della pelle e poco con la competenza o meno di un Ministro della repubblica. Al suo arrivo in Città Alta 4 gatti, quattro, (sindaco di Spirano in testa) l’hanno contestata con magliette con su scritto: “ministro mi aiuti a prendere la cittadinanza padana?” (o era banana?), ma poi nel convegno si sono ben guardati dall’iscriversi a parlare e dare il loro contributo onesto alla discussione! Per fortuna i contenuti del seminario sono stati ben più degni di attenzione: lo sapevate ad esempio che ad oggi il 20 % dei minori del nostro Paese è di origine straniera? Secondo voi non è una buona ragione per provare davvero a discutere di Integrazione e di Interazione per favorire la loro crescita al meglio visto che costituiscono, lo vogliamo o no, il futuro del nostro Paese? No, meglio non parlare di sostanza e occuparsi di coltivare il proprio elettorato con atteggiamenti xenofobi e razzisti, come ha fatto due giorni dopo un altro campione dell’italianità, quel bell’uomo di Roberto Calderoli, che l’ha definita un orango e che non ha avuto ancora il buon gusto di dimettersi dalla carica di vicepresidente del Senato.
Proprio un bello spot per “Bergamo capitale europea della cultura”
Ma noi sappiamo che i bergamaschi non sono solo questi, per fortuna: in serata il convegno si è trasferito al Patronato S. Vincenzo per concludersi in festa nel luogo che fu di don Bepo Vavassori, quello sì un Bergamasco con la B maiuscola!

Gerry Gualini,
Vicesindaco di Albino