Don Claudio Federici
Responsabile della Pastorale Giovanile delle parrocchie della Valle del Lujo

Sono ormai trascorsi più di quattro anni dal suo ingresso nella comunità parrocchiale di Abbazia e Casale. Don Claudio Federici, 37 anni, originario di Seriate, è ormai è una presenza viva e attiva sul territorio vallare e, più in generale, albinese. Tutti lo conoscono e lo stimano per il suo impegno, a Casale come ad Abbazia, fatto di incontri e riunioni, feste religiose e popolari, catechesi e CRE estivo. Tanto lavoro, su e giù per la valle, svolto sempre con gioia e serenità: dimensioni rese evidenti dal suo bel sorriso, sempre stampato in faccia.
A lui la direzione di Paese Mio chiede un commento non come parroco, ma come responsabile della Pastorale Giovanile delle parrocchie della Valle del Lujo: un incarico che lo mette in contatto e a confronto con tanti giovani, di tutte le frazioni della Valle del Lujo, quindi in un’ottica inter-parrocchiale.

Intanto, come sta andando l’Unità Pastorale delle Parrocchie della Valle del Lujo?
Tutto bene, le cinque parrocchie della valle (Fiobbio, Vall’Alta, Abbazia, Dossello, Casale) lavorano ormai in piena sintonia, sia in termini di progettazione che si operatività. L’omogeneità territoriale fra parrocchie ci aiuta, crescono e si arricchiscono gli elementi di affinità e si sperimentano scelte di collaborazione in vari ambiti, per esempio, la scuola dell’infanzia inter-parrocchiale, le confessioni comunitarie, la catechesi o, per l’appunto, la pastorale giovanile. Grande condivisione, quindi, nei momenti di festa e di preghiera nei pellegrinaggi, nei ritiri spirituali, negli incontri formativi,…

E cos’è, allora, la Pastorale Giovanile?
L’idea è in sé molto semplice ed è riconducibile alle due parole che la compongono: una più generale, “pastorale”, ed una più specifica, “giovanile”. Innanzitutto si tratta di “pastorale” che ci rimanda a Gesù buon pastore… immagine biblica che ci ricorda che Dio si prende cura di noi, di ciascuna delle sue pecore. Oggi, definiamo pastorale l’atto con cui la Chiesa continua l’opera di Gesù, prendendosi cura del suo gregge. In secondo luogo, “giovanile”: con tale termine si intende attestare che i destinatari privilegiati e i protagonisti di questa azione pastorale sono i giovani. Si tratta quindi di una pastorale “con i giovani” e “per i giovani”. E’ un’esperienza di Chiesa, in cui la comunità ecclesiale si fa vicina ai giovani e con essi edifica se stessa, accompagnandoli ad essere discepoli e apostoli del Signore. Ormai, è attiva da un anno in valle, e si sta andando bene, “a braccetto”.

E a livello pratico?
Pastorale giovanile è essere appassionati dei giovani, è condividere la loro storia, aiutandoli ad impostare la loro vita, in particolare il loro futuro, mediante pratiche di senso. Nostro compito è creare una piattaforma comune di pensiero che si appoggi su alcuni pilastri fondamentali da pensare e condividere. Concretamente la prima e più importante declinazione della pastorale giovanile è la vicinanza, la simpatia e la stima nei confronti dei giovani e del loro mondo. L’azione della pastorale giovanile promuove in ogni sua azione il contatto e la vicinanza, l’amicizia e la corresponsabilità con i giovani.

Quindi, pastorale giovanile come “luogo” di appuntamento?
Beh, in un certo senso è così. Chi opera all’interno della pastorale giovanile fa di tutto per creare il coinvolgimento del maggior numero di persone, per cercare relazioni utili alla promozione dei giovani, per aprire ovunque varchi di amicizia e simpatia. Infatti, stiamo lavorando tutti insieme, secondo una spirito capace di far emergere una vera e propria “fraternità”. A tal proposito, è nata una “equipe educativa, che cerca di andare oltre l’organizzazione e la progettazione di feste, per proporre uno sguardo più ampio, a lunga gittata,

Cosa bolle in pentola?
I giovani non sono mai gli stessi, ma una frontiera continuamente in movimento. Il nostro intervento è sugli adolescenti (3^ media, 1^ e 2^ superiore) e sui giovani: per i primi, sono previsti incontri che vedono le sedi ruotare fra le parrocchie, mentre per i giovani ci si incontra ad Abbazia la prima domenica del mese. Il “bacino” di giovani è vario nel numero: mediamente ci sono 40 fra ragazzi e giovani “nuovi” per annata. Attualmente, gli “ADO” che si incontrano sono una trentina, mentre i giovani sono una ventina.

Cosa si è proposto per loro in questa Quaresima?
Proprio un’esperienza di fraternità, da vivere nella ferialità, durante la settimana. Due settimane per gli adolescenti: dal 5 all’12 marzo e dal 12 al 19 marzo; e una settimana per i giovani; dal 20 al 27 marzo: alle 6.30, preghiera comunitaria; quindi, tutti a scuola; ma attenti, non si torna a casa, bensì si viene in Oratorio e si vive insieme: si studia, si gioca, si discute, si cena; poi, alle 22/23, preghiera e si va a letto.

E le altre attività?
Dopo Pasqua inizieremo ad incontrarci per preparare le attività estive, in primis in CRE di valle (dal 18 giugno), ma anche le partecipazioni a feste popolari e ricorrenze religiose. E, particolarmente attesa, la vacanza estiva, dall’11 al 18 agosto, a Roma e Lago Trasimeno, organizzata dalla parrocchie della Valle del Lujo. Proprio l’11 agosto, insieme a tanti altri giovani, condivideremo una veglia di preghiera con Papa Francesco, al Circo Massimo, cui seguirà una “Notte Bianca” della fede per le strade e le chiese della capitale

Ti.Pi.