Don Claudio Federici

Parroco di Abbazia e Casale

E’ ormai trascorso più di un anno dal suo ingresso nella comunità parrocchiale di Abbazie e Casale, che già il parroco delle due comunità della Valle del Lujo è una presenza concreta e fattiva sul territorio vallare e, più in generale, albinese. Incontri, riunioni, momenti di ascolto, per conoscere la nuova realtà parrocchiale, ma soprattutto tanto lavoro, grande impegno, svolto sempre con discrezione e riservatezza, con gioia e un sorriso, che è sempre stampato sul suo viso affabile e sereno. E’ don Claudio Federici, 35 anni, di Seriate, che dall’autunno 2014 è parroco di Abbazia e Casale.

 

Nato il 28 aprile 1980, è stato ordinato sacerdote il 4 giugno 2005 e, subito, ha iniziato il suo ministero come curato a Boccaleone. Poi, la nomina come parroco di Abbazia e Casale. A lui la direzione di Paese Mio chiede un commento in vista delle prossime festività natalizie e un giudizio sulla sue due parrocchie. Non dimenticando di augurare a lui un sereno Natale.

 

Poco più di un anno in valle del Lujo come parroco di Abbazia e Casale…

Il tempo è volato… come in tutte le cose buone e belle. Ho principalmente ascoltato e guardato, me lo ero posto come priorità. Con tanta ammirazione e stupore. Ho avuto la grazia di incontrare tanti volti fraterni, tante persone che fin da subito, in maniera incondizionata, mi sono state vicine. Mi hanno assistito e a volte anche sopportato. Sfrutto l’occasione e pubblicamente dico “Grazie”.

 

Un giudizio sulla parrocchia di Casale…

Piccola e laboriosa. Ci si conosce tutti. Nel bene e nel male, quando succede qualcosa, subito si sa. E non servono i cellulari, anche perchè spesso non prendono il segnale. Pastoralmente, un bel gruppo di laici ci tiene proprio, e con orgoglio spende tempo e passione per il bene della comunità.

 

Un giudizio sulla parrocchia di Abbazia…

Un sacco di potenzialità. Un gruppo di volontari storici generosi. Una festa patronale portentosa. Ci sono tante nuove abitazioni. Penso che la sfida negli anni futuri starà proprio nel coinvolgimento e nella conoscenza di queste nuove famiglie. L’oratorio, quando organizziamo eventi, si riempie a dismisura. Altrimenti, soprattutto nei mesi più freddi, è difficilmente un luogo di ritrovo.

E i ragazzi, come le sembrano?

Sulla vita dei ragazzi lo sguardo deve essere sicuramente più ampio. Sulla valle, su Albino, ma oserei dire sul mondo. Inoltre, non si può più pensare di incontrare i giovani unicamente in oratorio. Certamente, resta il luogo privilegiato, ma l’incontro con loro avviene spesso altrove. Come responsabile della pastorale giovanile della valle, il vescovo mi ha chiesto di investire soprattutto per i giovani dai 18 ai 30 anni… è una sfida! Hanno tante domande sul mondo, sulla vita, sull’amore, sulla Fede. Grazie a Dio in tutto questo è preziosa la collaborazione con i sacerdoti del vicariato (soprattutto con quelli più giovani).

 

E ora un giudizio sui sacerdoti…

Parlando di preti sono veramente fortunato. Collaboriamo molto in valle. Siamo molto diversi tra noi, ma ci vogliamo proprio fraternamente bene. È una ricchezza. Stiamo camminando verso l’unità pastorale. È il futuro prossimo. Quest’anno ci faremo anche gli auguri di Natale di valle, sabato 19 dicembre, in Vall’Alta.

 

Cosa ha da dire in vista del Natale?

Concedetemi una breve riflessione per augurarvi un Buon Natale. Viviamo nella società delle comunicazioni, strumenti tecnologici sempre più sofisticati permettono alle notizie di rimbalzare da una parte all’altra del globo terrestre con una velocità sorprendente, ancora non sono accaduti i fatti che già ci compare una notifica. La cosa che sconcerta, però, riguarda le notizie che vengono divulgate. Leggendo i giornali o ascoltando la televisione, pare che il mondo sia ormai diventato un concentrato di violenza, dove l’unico ed indiscusso padrone di tutto e di tutti è il male. Certamente, di cose inaudite se ne compiono tante ed è altrettanto certo che l’uomo non conosce limiti quando a comandare è la logica del profitto, del potere, del piacere; ma la cosa che non riesco a credere e ad accettare è che nel mondo, nella società, in ogni singola città non ci siano azioni buone e positive degne di essere considerate notizia.  E’ proprio vero che l’uomo è incapace di fare il bene verso i suoi simili e, se lo fa, questo non possa fare notizia? La paura, l’insicurezza e la diffidenza dilaga, e tra i più giovani è sempre più diffusa l’idea che la forza, l’arroganza, la violenza sono il linguaggio più efficace per affermarsi, per sentirsi qualcuno, per far parlare di se.

Ma dai, ci dia un po’ di speranza…

Intanto, anche quest’anno c’è una BUONA NOTIZIA, una notizia che voglio ri-annunciare in tutto il suo significato. La buona notizia consiste nel fatto, sempre attuale e sorprendente, che Dio decide di prendere casa tra gli uomini, perché non ha mai smesso di aver fiducia di noi, continua a scommettere sulle sue creature. Entra nel mondo in punta di piedi, nella fragilità di un Bambino, tra gli ultimi e gli umili. A quanti sanno accorgersi della Sua presenza cambia il cuore e la vita. La Buona Notizia del Natale ci aiuti a continuare ad essere donne e uomini di speranza.

 

Buon Natale!

don Claudio Federici