Don Giovanni Bosio

Prevosto di Vertova e Vicario Locale

Nato 62 anni fa a Leffe, don Giovanni Bosio è il prevosto di Vertova, nonché il Vicario Locale del Vicariato di Gazzaniga. Disponibile, accogliente, sempre con il sorriso sulle labbra, dalla grande umanità e spiritualità, è prevosto della parrocchia di S.Maria Assunta di Vertova dallo scorso autunno, quando, proveniente da Lallio (arciprete plebano dal 1996), ha preso il posto di don Enzo Locatelli, parroco di Vertova per ben 25 anni. Un’accoglienza festante allora, che si percepisce ancora adesso, a sei mesi dal suo ingresso solenne nella comunità. Ordinato sacerdote il 21 giugno 1975, è stato fino al 1977 coadiutore parrocchiale a Cividino, quindi fino al 1987 in Borgo S.Caterina, in città. Quindi, parroco di Gorno, dal 1987 al 1996, quando è diventato arciprete di Lallio, appunto fino allo scorso anno, quando è stato nominato prevosto di Vertova, nonché Vicario Locale del Vicariato di Gazzaniga. A don Giovanni Bosio chiediamo un parere sullo “stato di salute” della comunità di Vertova e, più in generale, della Media Valle, così articolata e complessa, in un momento forte com’è la Quaresima.

 

Chi è il Vicario Locale?

Il vicario locale è nominato dal vescovo e dura in carica cinque anni. Non ha solo l’onere della vigilanza, ma anche di una vera sollecitudine apostolica, come animatore della vita del presbiterio vicariale, curando in particolare la fraternità sacerdotale. Ma non solo. Da quest’anno stiamo sperimentando positivamente una realtà che vede impegnati anche i laici, in un’ottica di corresponsabilità. Diversi gli ambiti di osservazione e intervento: la famiglia, i giovani, le nuove povertà, il territorio e quant’altro si ritenga di affrontare.

 

Cos’è il Vicariato?

Il vicariato ha lo scopo primario di promuovere una pastorale d’insieme tra le parrocchie che lo compongono. Le sue finalità sono: l’annuncio del Vangelo, l’educazione e il sostegno della fede nel territorio; la comunione fra le parrocchie e le altre realtà ecclesiali presenti sul territorio; il confronto e il coordinamento dei programmi e delle attività parrocchiali, nonché l’attuazione di iniziative interparrocchiali e vicariali; la fraternità e la formazione fra presbiteri, e appunto la promozione della corresponsabilità dei laici, avendo cura della formazione permanente, soprattutto di coloro che sono impegnati in specifiche attività pastorali.

 

Qual è la geografia del Vicariato di Gazzaniga?

Il Vicariato Locale di Gazzaniga si compone di 8 parrocchie: Bondo di Colzate, Colzate, Cene, Fiorano al Serio, Gazzaniga, Orezzo, Semonte, Vertova. In pratica, fanno riferimento ai cinque Comuni della Media Valle (Colzate, Cene, Fiorano al Serio, Gazzaniga, Vertova), oltre alle frazioni di Bondo, Semonte e Orezzo. In tutto, una comunità di quasi 20.000 abitanti. Poi, ci sono tre comunità di religiose: a Gazzaniga, le suore di Maria Bambina, presso il loro ricovero; a Vertova, le Ancelle della Carità; a Fiorano al Serio, le Orsoline di Gandino. Come strutture di un certo livello, abbiamo il santuario di San Patrizio, a Colzate, simbolo della Comunità Montana Valle Seriana.

 

Quali le “attività di insieme” promosse dal Vicariato di Gazzaniga?

Motore delle attività vicariali è il CPaV, cioè il Consiglio Pastorale Vicariale, rilanciato da pochi mesi e che riunisce i rappresentanti delle 8 parrocchie del Vicariato di Gazzaniga. E’ una realtà nuova, non più di nome ma di fatto, che sta cercando di lavorare “oltre” le singole realtà parrocchiali. In calendario ci sono incontri mensile: alcuni solo con i sacerdoti, altri con i rappresentanti delle diverse realtà parrocchiali. Il tutto si sta muovendo bene, c’è intesa e intraprendenza. Ci siamo mossi insieme, per esempio, organizzando il Carnevale, le confessioni, la pattinata sul ghiaccio a Cene. A breve, a Gazzaniga, ad aprile, avremo un incontro durante il quale verranno presentate alcune proposte di lavoro: per ogni proposta si costituirà una commissione ad hoc, formata da un team di laici e coordinata da un sacerdote. L’obiettivo finale è giungere a predisporre un programma da presentare per l’anno 2013-2014.

 

Quali le primi iniziative in programma?

Per esempio, il pellegrinaggio vicariale a Sotto il Monte, previsto per il 1° maggio. Utilizzando i mezzi di trasporto più disparati, chi a piedi, chi in bicicletta, chi in auto, chi in autobus, ci ritroveremo alle 14.30 alla Casa del Pellegrino. Faremo poi visita ai luoghi giovannei, e alle 17 faremo insieme la Messa. Al termine, tutti ritorneranno a casa, così come sono arrivati.

 

Qual è la realtà dei fedeli?

Abbiamo un discreto numero di praticanti, ma certo lo spirito del mondo, il “menzognero, ha lavorato anche nelle nostre parrocchie, perché tanti hanno assorbito la mentalità del mondo, che è quella del solo profitto e del consumismo. Molti si sono secolarizzati, perdendo il lume della fede. Soprattutto si fa fatica ad intercettare i giovani, ad interessarli. L’obiettivo è di ridare slancio alla parrocchia, intesa come comunità viva, “casa di famiglie”. Occorre essere più attenti alla Parola di Dio e alla catechesi, specialmente per gli adulti, per liberarci dall’analfabetismo religioso e trasmettere con la parola e la vita cose vere ed eterne ai figli. Occorre mettere al centro l’azione di Dio, che ci aiuta attraverso i suoi sacramenti, che sono “segni che funzionano” per il nostro bene; quindi, occorre partecipare alla Confessione e alla Messa, almeno festiva.

 

T.P.