Donata agli alpini di Albino la medaglia d’oro del cap. Franco Briolini

Una cerimonia ufficiale, toccante e particolarmente sentita, organizzata per esaltare come si conviene la figura di un eroe, che ha sacrificato la propria vita per l’Italia, facendo grande il nome di Albino. Sabato 12 ottobre, infatti, presso la chiesa di San Bartolomeo, in apertura del secondo concerto della rassegna benefica “Elevazioni Musicali” (un evento che, attraverso la musica, intende celebrare alcuni anniversari di personalità che hanno arricchito la storia civica di Albino), il Gruppo Alpini di Albino, unitamente a tutta la cittadinanza, ha ricordato il 70° anniversario della morte del capitano alpino Franco Briolini, albinese, medaglia d’oro al valor militare, deceduto il 26 gennaio 1943, nel villaggio di Arnautowo, durante la famosa battaglia di Nikolajewka, nel tentativo di sfondare lo sbarramento sovietico che impediva la ritirata dell’esercito italiano dal fronte russo.

La commemorazione ha avuto un forte significato storico e civico. Infatti, la nipote Franca, figlia del fratello Giulio, ha consegnato al Gruppo Alpini di Albino, la cui sede è dedicata proprio al Cap. Franco Briolini, la medaglia d’oro, a suo tempo conferita alla famiglia dallo Stato Italiano. Questa medaglia, che va ad arricchire la storia della comunità albinese, è stata poi riposta nel museo del Gruppo Alpini di Albino, non mancando di essere uno degli oggetti più ammirati del 2014, quando si celebrerà l’80° anniversario di fondazione del locale gruppo delle penne nere.

“Siamo grati alla famiglia Briolini – ha spiegato a margine dell’incontro il portavoce del Gruppo Alpini di Albino Gianluigi Moioli – E’ un onore essere i destinatari di questa medaglia d’oro, segno che la famiglia ha creduto in noi, nella nostra storia di alpini, ma soprattutto ha riconosciuto la bontà e la freschezza dei nostri valori, gli stessi che hanno spinto il Cap. Franco Briolini all’estremo sacrificio”.

Nato nel 1908, terzo figlio di Antonio e Bina Ravelli, Franco Briolini era capitano della 49^ compagnia del battaglione Tirano, del 5° reggimento alpini della divisione Tridentina. Dopo nove giorni di ritirata, il 25 gennaio ’43 la Tridentina arrivò decimata nel villaggio di Nikitowka, vicino a Nikolajewka. Al mattino successivo, piovverò sugli alpini colpi di anticarro. Le compagnie del Tirano mossero in avanti, in formazione d’attacco, verso Arnautowo. Partì il battaglione: la 49^ compagnia a sinistra, la 46^ al centro e la compagnia comando con la 48^ a destra. Lo scontro durò tutta la mattina. Gli ufficiali andarono all’assalto alla testa dei loro alpini, con le armi che per il gelo si inceppavano (40° sottozero). Il Cap. Franco Briolini, comandante della 49^ compagnia, morì, colpito alla fronte da pallottole di fucile anticarro.

Questa la motivazione della Medaglia d’Oro: “…nel generoso ed eroico tentativo, immolava la sua giovane esistenza, supremo olocausto di una delle più tipiche figure della gente della nostra montagna, che addita la via del sacrificio e del dovere; morente, incitava ancora i suoi alpini al grido: “Avanti alpini, viva l’Italia”.

Alla cerimonia erano presenti numerosi gruppi alpini della zona 13 Val Seriana, una delegazione della sezione di Bergamo, il coro “Stella Alpina” degli alpini di Albino, e i famigliari del Cap. Franco Briolini.

“Il nostro prossimo passo – ha continuato Moioli – è quello di sollecitare lo Stato Italiano, nella figura della Commissione Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra di scoprire dove è sepolto, in Russia, il Cap. Briolini: lui risulta disperso. Già una domanda in tal senso è stata inoltrata nello scorso mese di febbraio. Ora, ci muoveremo con più solerzia”.

 

Ti.Pi.