Sposata, madre e nonna di due bambini, da sempre residente a Trescore Balneario, Donatella Colombi ha 63 anni. E’ conosciuta e stimata in paese, essendo stata per 40 anni (da pochi mesi è in pensione) docente di matematica e scienze nella scuola media della cittadina termale, dove peraltro, per 12 anni, ha ricoperto anche la carica di responsabile e collaboratore della Dirigenza. In seguito alle elezioni amministrative del maggio 2014, è il sindaco di Trescore Balneario, eletta nella lista civica “Consensocivico”. A lei la redazione de “Il Giornale dei Colli” rivolge alcune domande per conoscere meglio la sua attività di primo cittadino.

 

Quali sono i valori che la guidano nel suo agire quotidiano?

Come persona credo molto nel valore delle idee: cerchiamo sempre di mutuare idee altrui piuttosto che elaborarne di originali); come cittadina apprezzo e promuovo le regole della civile convivenza, indispensabili nell’organizzazione della società, a tutti i livelli; e come ex-docente affermo il ruolo fondamentale della cultura nella crescita di una intera comunità: è il migliore antidoto contro l’intolleranza e la nascita di conflitti.

 

Quali le motivazioni che l’hanno spinto a impegnarsi nella vita politico-amministrativa?

La mia esperienza scolastica è stata determinante nell’approccio a questo nuovo ruolo di sindaco, in quanto l’inesperienza in campo politico-amministrativo è stata bilanciata dall’interesse e dalla conoscenza del territorio dal punto di vista sociale, istituzionale e associativo. Ormai da due anni mi trovo alla guida di una compagine molto interessante, formata da persone provenienti da esperienze umane, professionali e politiche molto diverse, ma unite dal comune progetto di rimettere Trescore al centro del nostro territorio

 

In che modo?

I focus che ci hanno accompagnato e che hanno convinto gli elettori sono stati le idee sulla sostenibilità ambientale, su cultura e istruzione, su partecipazione e trasparenza e su attenzione alle fasce deboli. La prima sfida è stata, come è facile immaginare, trovare la strada giusta per far convergere le idee sui singoli progetti e declinare, in obiettivi operativi, le finalità istituzionali che abbiamo condiviso e che oggi, passo dopo passo, cerchiamo di raggiungere.

 

Come si trova a dirigere il Comune di Trescore?

L’esperienza amministrativa si sta rivelando difficile, ma nel contempo molto stimolante, impegnativa ma altrettanto coinvolgente, sicuramente di grande spessore. Non nego che accettare di occuparmi del paese sia stata una sfida ambiziosa, ma il percorso è stato arricchente da ogni punto di vista: ho conosciuto realtà che nemmeno immaginavo, ne ho approfondito altre che avevo già incontrato, ho costruito nuovi rapporti interpersonali con cittadini, associazioni e istituzioni. E poi ho potuto contare sulla collaborazione di tutti. In questi due anni abbiamo portato avanti, con la Giunta, l’intera amministrazione e gli uffici, un lavoro di squadra, con il presupposto e la consapevolezza di essere un gruppo al servizio della comunità.

 

Quali le opere sulle quali sta lavorando in questo momento?

Lo sblocco del patto di stabilità, nel passato mese di dicembre, ci ha “messi in pista” su ben otto opere pubbliche (grazie ad un “tesoretto” accumulato dalle precedenti amministrazioni), con un lavoro progettuale ed organizzativo di grande impegno: ristrutturazione del Municipio, pista ciclo-pedonale, nuovo e più sicuro ingresso al Palazzetto dello sport, marciapiede su una strada periferica, riqualificazione energetica delle scuole (3) dell’istituto comprensivo, messa in sicurezza di una piccola frana. In tutto otto cantieri: alcuni sono già partiti ed altri stanno per partire; comunque, entro fine anno (a parte il Municipio) consegneremo le opere complete.

 

Quale il problema più importante che ha dovuto affrontare?

La fase più critica di questi primi due anni è stata quella conseguente alle calamità naturali che ci hanno colpito nell’estate/autunno del 2014: le forti e continue piogge hanno causato esondazioni e frane di forte intensità, che hanno messo a dura prova sia la capacità di reagire dei cittadini sia la nostra operatività di far fronte alle emergenze cercando di limitare i danni.

Quali gli interventi finora realizzati?

Per quanto riguarda ciò che è stato realizzato, cito, a titolo esemplificativo, il Progetto “Invalcavallina” per la promozione turistica ed economica del nostro territorio; la partecipazione alla “rete delle città sane”, organizzata dall’ATS di Bergamo”; la realizzazione dell’area di sgambatura cani presso il Parco Piccinelli; la riqualificazione energetica di alcuni edifici; la pulizia degli alvei dei torrenti Cherio e Tadone; e le tante iniziative in campo culturale e artistico (soprattutto mostre e tavole di confronto tematiche). Alcuni progetti in itinere sono gli orti urbani, la casetta dell’acqua, il mercato agricolo, la riqualificazione del mercato.

 

Qual è il sogno nel cassetto?

Riuscire ad allestire il progetto della “Cittadella della Scienza” sul quale abbiamo investito parte della nostra campagna elettorale e al quale teniamo molto. Come ho detto, pensiamo che la cultura sia un modo sicuro per superare la differenza di opinioni e per andare alla ricerca di quel comune denominatore che indirizza verso la scelta migliore. Non solo, la cultura può anche produrre, come effetto domino, occasioni di lavoro e di sviluppo economico di una comunità.

Insomma, i due anni appena trascorsi sono stati anche una sorta di adattamento al nuovo incarico e, tutto sommato, un’occasione per guardare il paese con occhi diversi e cercare di migliorare il benessere di tutti i cittadini.

 

Ti.Pi.