La solidarietà è di casa a Trescore. Anzi, trova casa a Trescore. A tre anni dalla morte della Dott.ssa Eleonora Cantamessa (era l’8 settembre 2013 quando Eleonora veniva uccisa, all’età di 44 anni, insieme all’indiano che stava soccorrendo) la famiglia Cantamessa dona all’associazione Auser-volontariato “Amici di Trescore” l’ambulatorio medico che era stato della figlia, perché diventi una nuova sede per l’associazione, che dal 2009 opera nella cittadina termale. L’evento è stato caratterizzato da una cerimonia pubblica, con inaugurazione dei locali, taglio del nastro e benedizione da parte del parroco don Ettore Galbusera. Nella circostanza, il presidente dell’Auser Battista Brignoli ha illustrato il lavoro che sta svolgendo l’associazione, una realtà solidale che opera a servizio delle persone disabili o che versano in particolare situazione di bisogno e necessitano di trasporto verso particolari strutture, quali scuole, enti socio-sanitari pubblici o convenzionati, centri per l’inserimento socio-terapeutico e altro, in provincia, ma anche in strutture e cliniche in provincia di Brescia e Milano. In totale, l’Auser di Trescore ha compiuto finora 220.000 chilometri per la cosiddetta “mobilità sociale”, cioè per accompagnare persone fragili nei luoghi di diagnosi e di cura, e ha distribuito 17.000 pasti a domicilio a persone che hanno perso parte della loro autonomia.
Il sindaco di Trescore Donatella Colombi, prendendo spunto dall’intervento del presidente Battista Brignoli, ha sottolineato l’importanza del volontariato nella realtà di un paese e quanto maggior valore assuma se rivolto alla fragilità. “Il volontariato – ha sottolineato il primo cittadino – costituisce una sorta di riequilibrio sociale dentro situazioni che possono, altrimenti, diventare drammatiche. Il volontariato dona energie, lavoro, impegno, in una sorta di banca del tempo che costruisce un circolo virtuoso tra chi può dare e chi è costretto a chiedere”.
Dopo la benedizione, è intervenuto anche il parroco don Ettore Galbusera, che ha invitato ad un’importante riflessione: “La nuova destinazione dell’ambulatorio non fa che rafforzarne l’iniziale vocazione di quegli ambienti, che continuano ad essere dedicati alla cura e alla protezione della vita in continuità tra il prima e il dopo la nascita, per chi non può più contare solo su se stesso”.
“Con questo gesto – ha continuato il sindaco Donatella Colombi – i genitori di Eleonora Cantamessa, Mino e Mariella, che già all’indomani della tragedia hanno avuto parole di perdono nei confronti del colpevole, hanno confermato la loro grande umanità, sottolineando l’utilità di una destinazione sociale, che dà ulteriore senso al sacrificio della figlia”.
Per contatti con l’associazione Auser-volontariato “Amici di Trescore”: 035.4258929.

Luisa Pezzotta