Ci eravamo lasciati alcuni anni fa, nel 2016, quando il Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca dichiaro la necessità di realizzare due vasche sotterranee di compensazione e omogeneizzazione dei deflussi delle acque del fiume Serio sul territorio di Albino, perché potessero garantire il minimo deflusso vitale alla sopravvivenza estiva del fiume Serio, quando sono frequenti le fasi di “asciutta” per siccità.
Chiaro l’obiettivo: tentare di evitare di ritrovarsi tutti gli anni, soprattutto in primavera, con gli operatori agricoli della Bassa Bergamasca sul piede di guerra, arrabbiati e irosi da un lato verso Giove Pluvio e dall’altro con le amministrazioni locali e la Provincia di Bergamo, perché manca l’acqua per avviare la stagione irrigua.
E, ora, anche se quest’anno tutte le attenzioni si sono rivolte all’emergenza sanitaria, i problemi idrici del fiume Serio si sono ripresentati ancora con urgenza. Tanto che si è ritornati a parlare della ormai necessaria realizzazione delle vasche sotterranee per regolare il deflusso del fiume Serio.
E a rilanciare il problema è ancora il Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca che, sebbene abbia nel cassetto questo progetto, non riesce a rintracciare le necessarie risorse economiche per concretizzarlo: ben 45 milioni di euro.
Qualcuno dice che il 2021 sia l’anno buono, alla luce anche dei tanti progetti che il Governo ha messo sul tavolo per la ripartenza. Certo è che di questo progetto si parla già da oltre 15 anni, peraltro nel solco di una strategia che risale agli Anni ’40 e ’50, proposta dall’allora Associazione Idrotecnica Italiana. Il progetto, infatti, è stato approvato nel 2005 dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, e successivamente approvato dalla Regione Lombardia, dalla Provincia di Bergamo, dalla Comunità Montana Valle Seriana, dal Comune di Albino e dagli stessi Comuni rivieraschi della Bassa Pianura Bergamasca. Attualmente, però, come già successo negli anni precedenti, tutto è in stand-by per mancanza di fondi.
Come tutti si saranno accorti, infatti, negli ultimi anni, la situazione del fiume Serio è ciclicamente investita da periodi di magra, da carenze prolungate di acqua, che procurano danni ingenti all’ambiente fluviale, all’ittiofauna, alla vegetazione fluviale (non solo quella presente lungo l’asta del fiume, nel suo attraversamento della Val Seriana), ma soprattutto all’agricoltura, in particolare alla parte centrale della Bassa Bergamasca, che si mostra così carente del deflusso minimo vitale (DMV). Tutta colpa del fatto che il fiume Serio non ha alle spalle un lago (Iseo per il fiume Oglio, Como per il fiume Adda, Maggiore per il fiume Ticino), che consente la compensazione stagionale, soprattutto in primavera ed estate, quando le portate sono scarse, con conseguenze negative per l’agricoltura, che si basa su importanti rogge di derivazione: Roggia Serio, Roggia Morlana, Roggia Borgogna. Le vasche di Albino, in buona sostanza, servirebbero ad accumulare l’acqua in eccesso proveniente dalla diga del Barbellino e a rilasciarla nel Serio e nelle rogge collegate quando ce n’è bisogno.
Due le vasche per la riserva temporanea di acqua previste dal progetto. Un “polmone sotterraneo”, con vasche sotterranee comunicanti (come le grandi cisterne romane per l’accumulo di acqua piovana): la prima, con una volumetria di invaso di circa 95.000 metri cubi di acqua, presenta 3,5 ettari di superficie e una profondità media di 5 metri; la seconda, di circa 110.000 metri cubi di acqua, ha una superficie di 4 ettari e una profondità media di 5 metri.

P.S.