Sono stati abbandonati, invasi da altra vegetazione, rinsecchiti per il cancro, capitozzati, tagliati per estrarne il tannino, resi improduttivi per tre quattro anni dal cinipide l’ultimo flagello giunto dalla Cina, ma i castagni non ne vogliono sapere di sparire. Dall’alto della loro maestosità hanno sopportato con pazienza, dignità ed umiltà le malefatte dell’uomo e della natura nei loro confronti, riconoscenti della passione e delle cure loro rivolte da intere generazioni di nostri antenati. I più fortunati, circa 250, in prevalenza nei comuni di Pradalunga e Albino dopo gli interventi di recupero e potatura sono tornati all’antico splendore, presentano una vegetazione rigogliosa, ma soprattutto sono carichi di ricci. D’altra parte il castagno, se coltivato, è una pianta da frutto e come tale va considerata e trattata. Chi riesce a produrre mele, pere, pesche o altra frutta di qualità se non interviene con potature, concimazioni, difesa fitosanitaria, pulizia e lavorazione del terreno?
Una piccola parte di merito in quest’opera di recupero se lo attribuisce l’Associazione dei Castanicoltori del Misma i cui soci, stregati da questo unico e magico albero, da sei anni stanno lavorando per la riqualificazione della castanicoltura nelle Media Valle Seriana.
Avere piante sane e produttive è importante ma non sufficiente, occorre utilizzare il loro frutto con sistemi diversi dalla sola preparazione delle caldarroste o delle castagne bollite, ad esempio in cucina per allestire piatti unici e ed alternativi o in pasticceria per sfornare dolci prelibati. Per conoscere le caratteristiche della farina ottenuta dalle varietà presenti sul nostro territorio (ostane, rossere, balestrere, doaöle, sanmartine ) è iniziata una collaborazione con il dipartimento DeFENS dell’Università Statale di Milano che ha portato, come primo risultato, alla presentazione a dicembre 2017 di una tesi di laurea della dott.ssa Chiara Zanoletti dal titolo “Attitudine alla panificazione di farine ottenute da varietà di castagne presenti in Valle Seriana.
Si è ormai conclusa sul territorio la ricerca varietale che ha reso possibile la certificazione delle varietà “ostana”, “balestrera”, “rossera”, “doaöla”, “sanmartina” da parte della facoltà di agraria dell’Università di Torino. Questo consente all’associazione di fornire marze certificate per chi vuole propagare piante autoctone di castagno attraverso la pratica dell’innesto oppure di fornirsi di piantine già radicate presso il vivaio “Panacea” di Albino.
Durante il mese di ottobre l’associazione organizza la sesta edizione della manifestazione “Castanea” durante la quale sono previste numerose iniziative finalizzate a presentare le problematiche relative alla formazione di una moderna castanicoltura. Tra esse segnaliamo le più significative:
– VENERDÌ 5 OTTOBRE ore 20.30 – apertura della manifestazione presso la Sala Espositiva del Comune di Pradalunga con un incontro sul tema: “I METODI TRADIZIONALI E INDUSTRIALI PER LA PRODUZIONE DELLA FARINA DI CASTAGNE”. Relatore Ivo Poli presidente dell’Associazione Nazionale Città del Castagno.
– DOMENICA 7 OTTOBRE ore 9.00 – PASSEGGIATA NEI CASTAGNETI DELLA “SBARDELADA” in comune di Pradalunga con pranzo a base di castagne presso il Santuario della Forcella.
– VENERDÌ 12 OTTOBRE ore 20.30 – serata di degustazione presso l’Oratorio di Pradalunga. “COME PREPARARE LA PASTA CON LA FARINA DI CASTAGNE”.
– VENERDÌ 19 OTTOBRE ore 20.30 – incontro presso la Sala Consiliare del comune di Albino sul tema: “METODI DI CONSERVAZIONE DELLE CASTAGNE”.
Relatore Fulvio Viesi presidente dell’Associazione tutela del Marrone di Castione (TN).
– DOMENICA 28 OTTOBRE – dalle ore 10.00 “CASTANEA IN PIAZZA” presso la Piazza Mazzini a Pradalunga con presentazione di prodotti del castagno e caldarroste per tutti.
Infine una curiosità e raccomandazione. In alcuni castagneti nei comuni di Pradalunga e Albino si troveranno cartelli che vietano la raccolta nei castagneti privati. Avere un castagneto pulito e ben curato comporta la potatura degli alberi, operazione complessa pericolosa e costosa, l’asporto della legna derivante da tale operazione, la pulizia del sottobosco almeno due volte all’anno. Il lavoro del proprietario non sarà mai ripagato economicamente, cerchiamo allora di gratificarlo rispettando la sua passione ed il suo impegno.
Informazioni: castanicoltorimisma@gmail.com, oppure 346 7473531

Elio Sala