E’ uscito il nuovo libro dello storico albinese Giampiero Tiraboschi

Il nuovo libro dello storico albinese Giampiero Tiraboschi, “Lascio far alla giustizia”, è dedicato ai suoi nipoti Valerio, Andrea, Mattia e ai loro coetanei perché, mentre progettano il futuro mantengano una memoria obbiettiva del passato.

 

Il nuovo libro di Giampiero Tiraboschi si può dire che è nato quasi per caso un po’ come quegli incontri che fai nella vita e ti accorgi solo dopo quanto per te possono diventare importanti.

Infatti, l’autore trova, qualche anno fa, nell’archivio parrocchiale di Albino un registro del mille e cinquecento che raccoglie i verbali del vicario della Valle Seriana inferiore Pietro Bossoni. I documenti vanno dal 1586 al 1587 e sono stati donati alla parrocchia dalla signora Maria Valentina Zenoni.

Di per se, per uno storico la scoperta è importantissima anche perché i registri antichi, che si trovavano nell’archivio del comune di Albino negli anni venti, sono andati tutti al macero.

Il Vicario di Valle nella seconda metà del 1500 era una specie di prefetto nominato dal Podestà di Bergamo. Riceveva uno stipendio di 200 ducati e risedeva a Nembro davanti al comune. A lui si rivolgevano i cittadini della Valle Seriana inferiore per avere giustizia, sia civile che penale, soprattutto per i casi di giustizia minori perché, i reati più gravi li facevano i giudici a Bergamo.

Al Vicario di Valle ci si rivolgeva per vari motivi: infortuni sul lavoro e domestici, furti, casi di aggressione, ingiurie, appropriazione indebita, dubbi sulla proprietà, contenzioso per debiti, taglio abusivo di legna, episodi di brigantaggio. Dopo il processo il vicario stabiliva la pena, di solito pecuniaria ma, molte volte, anche sotto la spinta della chiesa c’era una riappacificazione.

“Dopo che ho trovato il registro del vicario di Valle- spiega Giampiero – ho iniziato a trascriverlo, ho tradotto in italiano le parti in latino, mentre le parti in italiano le ho lasciate nel linguaggio popolare dell’epoca e questo lavoro è durato circa un anno. Solo in seguito ho deciso di scrivere un libro. Ho fatto vedere questo lavoro ad Antonio Carminati, presidente della associazione “Centro studi Valle Imagna”, che pubblica saggi sulla storia locale e quindi abbiamo deciso di pubblicarlo.

Come titolo ho scelto la frase “Lascio far alla giustizia” perché la frase viene ripetuta molte volte, nel corso dei processi del Vicario di Valle quand,o al termine della fase istruttoria, chiedeva alla vittima cosa volesse fare”

La Valle Seriana inferiore nella seconda metà del 1500 era sotto la repubblica di Venezia e c’è stata sino al 1797 con l’arrivo di Napoleone e comprendeva come territori Cene, Albino Nembro Pradalunga, Alzano e Ranica. La Valle era abitata da 1902 famiglie e da 8490 persone; di queste, 1732 erano persone utili, ossia maschi idonei alla leva e di età compresa tra i 15 e 55anni.

In quel periodo in Valle c’era una popolazione molto povera che lavorava la terra. Ma c’era anche una popolazione ricca specializzata nella produzione di panni di lana, una delle principali attività del tempo: c’erano 26 folli da panni, 51 mulini, 6 segherie e 50 famiglie di imprenditori che vivevano in modo agiato e 200 mercanti che commerciavano con tutta Italia e soprattutto col Regno di Napoli.

Quella di allora era una società aperta dove chi aveva ingegno e capacità diventava prima mercante e poi, coi soldi guadagnati, comprava la terra.

La società della seconda metà del 1500 era anche una società attenta ai bisogni dei più poveri ai quali era concessa la spigolatura dei fondi e il taglio della legna.

Leggendo questo libro è come se l’autore ci prenda dolcemente per mano e ci porti alla scoperta di quel mondo antico del 1500 sia nel suo aspetto pratico della vita quotidiana, ma anche nel suo aspetto sociale ed economico. Lo fa narrando i fatti presenti nel registro del vicario di valle arricchiti dai suoi studi e dalle sue ricerche riportate fedelmente nelle pagine. Sembra quasi che i personaggi del libro si possano vedere nella loro vita quotidiana, mentre vanno al lavoro nei campi, quando giocano a palla elastica, quando lavorano nei folli, quando vanno a messa, quando litigano fuori dall’osteria e, in fondo, ci ritroviamo un po’ nelle caratteristiche dei nostri antenati. L’autore parla di un mondo antico ma non per questo privo di valori.

Oggi, Giampiero Tiraboschi ha 75 anni; “Lascio fare alla Giustizia” è il suo secondo libro dopo quello sulla chiesa di Sant’Anna nel 2011. Ha passato gli ultimi anni in giro per archivi e biblioteche. I romanzi storici non sono romanzi di appendice sono scritti per gli appassionati e a futura memoria in modo che altri possano capire meglio la nostra società e il nostro tempo.

“Questo libro – spiega Giampiero – è dedicato ai giovani come eredità culturale per aiutarli a capire da dove veniamo e per andare avanti con più consapevolezza”

Il libro di Giampiero Tiraboschi è possibile acquistarlo in biblioteca ad Albino al costo 10 euro.

 

Sergio Tosini