ENRICO CHITO’

Presidente della sezione albinese dell’ANC (Associazione Nazionale Carabinieri, in congedo)

Non accenna a spegnersi la “fiamma” dei Carabinieri di Albino, che così bene è in evidenza sui cappelli e sulle bustine dei rappresentanti della “Benemerita”. Anzi, continua a rifulgere e a risplendere, dando un senso di sicurezza a tutta la popolazione albinese. Merito della locale sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo, che proprio ad Albino trova una delle sue espressioni più importanti e significative, che si distingue da anni fra le 1652 sezioni presenti in Italia.

Una sezione attiva e dinamica, che il 1° febbraio scorso si sono svolte le operazioni per il rinnovo delle cariche consiliari della sezione albinese dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Un evento importante, svoltosi presso la sede sociale, situata in via d’Albino, nella frazione di Bondo Petello, e che ha decretato l’elezione del nuovo presidente, nella persona di Enrico Chitò, 51 anni, nato a Gazzaniga, ma albinese di adozione. Succede a Giampaolo Casari, che ha degnamente guidato l’associazione negli ultimi anni.

Al neo-presidente, la redazione di Paese Mio porge alcune domande per conoscere la realtà della sezione albinese dell’ANC e i suoi programmi futuri.

 

Chi è Enrico Chitò?

Sono nato 51 anni fa a Gazzaniga,. Qui, ho frequentato le scuole dell’obbligo, poi alle superiori ho frequentato l’Istituto Alberghiero di Clusone e poi l’Itis di Gazzaniga. Ma a 17 anni, la passione per la “Benemerita” mi ha spinto ad arruolarmi. Sono partito, direzione Velletri, dove sono entrato alla Scuola Sottufficiali. Due anni dopo ero ad Albino, che caso, per fare il tirocinio, e qui ho conosciuto il Maresciallo Fuschino. Poi, nel 1980 sono andato alla Zecca di Firenze, altra bella esperienza. E su, fino al Passo del Brennero, alla frontiera, dove ho lavorato nella Polizia Ferroviaria. Siamo ormai nell’84, e mi sono congedato. Ma subito sono stato richiamato, a Villafranca (Verona), dove ho fatto il Carabiniere per altri tre anni anni.

 

E, poi, come è andata?

Semplice, mi sono fermato, ho smesso la divisa e ho iniziato a lavorare alla ISPB di Bergamo, ora Fidelitas, dove tuttora lavoro. Intanto, mi sono sposato: ho due figli stupendi e abito a Comenduno.

 

Come è entrato nella sezione albinese dell’ANC?

Appena arrivato ad Albino mi sono subito iscritto alla sezione, e subito, dall’89 al ’99, ho ricoperto la carica di presidente. Una bella e lunga esperienza, basti pensare che erano oltre 140 gli iscritti alla sezione. E quante cose si sono fatte allora.

 

Ci racconti…

Beh, la cosa più importante che ho realizzato in quegli anni è stato il monumento al vice-brigadiere Salvo D’Acquisto, medaglia d’oro al valor militare (l’inaugurazione avvenne il 20 aprile 1997): un eroe, un esempio di vita, perché il gesto da lui compiuto, cioè il sacrificio estremo, il donare la sua vita per salvare altre persone, trova la sua chiave di lettura nella protezione verso la famiglia, e cioè verso la nazione. Dare la sua vita per salvare 22 ostaggi e dovevano essere fucilati dai tedeschi ci fa capire come sia stato fondamentale quell’atto. Era il 23 settembre del ’43: quest’anno ricorre il 70° anniversario di quell’atto di eroismo. E noi certamente faremo qualcosa di importante per commemorare l’eroe Salvo D’Acquisto.

 

E poi cosa ancora?

In quegli anni, Albino festeggiò il 40° di fondazione della sezione (giugno 1991), accolse il 3° raduno provinciale dell’ANC, vide l’apertura della nuova sede, a Bondo Petello. E tante altre iniziative.

 

Quali sono le finalità dell’ANC?

Promuovere e cementare i vincoli di cameratismo e di solidarietà fra i militari in congedo e quelli in servizio nell’Arma; favorire i rapporti con gli appartenenti alle altre Forze Armate e alle rispettive associazioni; tener vivo fra i soci il sentimento di devozione alla Patria, lo spirito di corpo, il culto delle gloriose tradizioni dell’Arma e la memoria dei suoi eroici caduti; infine, realizzare opere di assistenza morale, culturale, ricreativa ed economica, a favore degli iscritti e delle loro famiglie. Obiettivi di grande presa morale, di forte impatto patriottico, di profonda fede solidale, che sono ben rispettati e messi in pratica dai soci.

 

Ma quanti sono i soci?

Una settantina. Ancora un gruppo sostanzioso, ma che va arricchito di nuove leve: tutti comunque animati da un forte spirito di corpo. Il gruppo si compone non solo da ex-carabinieri di leva (ausiliari), ma anche da carabinieri professionisti, che hanno prestato servizio effettivo nell’Arma anche per alcuni decenni e che ora sono in pensione (carabinieri semplici, appuntati, brigadieri, sottufficiali e ufficiali).

 

Ebbene, ora che è tornato a fare il presidente cosa ha intenzione di fare? Quali sono i suoi progetti?

Intanto, vorrei onorare i benemeriti della sezione. Inoltre, lavorerò per rintracciare una nuova sede, più ampia, più funzionale, ma soprattutto meno distante dal centro storico. Poi, grande collaborazione con le altre associazioni di volontariato, in primis il gruppo alpini, con il quale stiamo già collaborando. Inoltre, ci impegneremo per arrivare alla commemorazione del 70° della morte di Salvo D’Acquisto con un programma degno del suo sacrificio, magari con incontri informativi nelle scuole e iniziative pubbliche. Un occhio di riguardo anche ai soci. Quindi, compattare il gruppo, promuovendo legami di solidarietà fra i soci appartenenti e cementare i valori dell’Arma (ogni mese i soci ricevono il mensile la “Fiamma d’Argento”. Presenziare alle più importanti feste nazionali e civili, come il 2 giugno, il 25 aprile, il 4 novembre (è sempre presente un alfiere dell’ANC di Albino). Partecipare alle feste e alle commemorazioni alle quali siamo invitati. E organizzare degnamente le celebrazioni della “Virgo Fidelis”, patrona dei Carabinieri, che si svolge nel mese di novembre. Inoltre, favorire l’aumento delle adesioni: ora, i soci della sezione ANC sono una settantina, vorrei l’inserimento di giovani, di forze fresche, e dare più responsabilità ai soci attuali, per renderli più attivi e operativi. E, da ultimo, una bella sistemazione del monumento a Salvo D’Acquisto, magari con la realizzazione di un cippo che ricordi la sua figura e il suo sacrificio.

 

Altri progetti?

Vorrei ricostituire la squadra di calcio dell’ANC di Albino, ma anche rinfrescare la divisa, cambiandola se necessario.

 

T.P.

 

LA STORIA DELL’ANC DI ALBINO

La fondazione della sezione albinese dell’Associazione Nazionale Carabinieri (ANC) risale al giugno del 1951, ad opera del compianto V.Brig. Pasquale Scandurra. Nel ’53, la presidenza veniva assunta dal compianto Ma.llo Sebastiano Russo, carica che nel ’57 passò al compianto Pasquale Irranca, fondatore della sezione ANC di Casnigo. Questi, dopo una breve parentesi che vide presidente Giovanni Brignoli, rimase alla guida fino al 1988. Da quell’anno, e per due mandati (‘88-‘93, ‘93-’98), la presidenza venne assunta dal Brig. Enrico Chitò. Da segnalare che nel settembre ’91, in occasione del 40° anniversario di fondazione, venne organizzato il 3° raduno provinciale dell’ANC. Nell’aprile del 1997, l’opera più qualificante per la sezione albinese dell’ANC: il monumento all’eroe nazionale Salvo D’Acquisto.

Nel 1998, poi, grazie all’interessamento dell’allora sindaco, Mario Cugini, e dell’assessore allo Sport e Tempo Libero, Evaristo Pagani, venne rintracciato un locale, a Bondo Petello, dove è stata allestita la sede. Dal ’99 al 2007 presidente è stato Nunzio Carrara, mentre dall’anno successivo fino al 2012 in cabina di regia c’è stato Giampaolo Casari. Ora, il timone dell’ANC di Albino è nelle mani di Enrico Chitò