Impossibile non lasciarsi trasportare nel mondo di Jocelyne Matalone. Nelle sue tele, emergono atmosfere suggestive e vedute cosmiche di rilevante forza espressiva. Un incanto d’insieme, dalla particolare luminosità, e un movimento di linee che rapiscono l’interesse e regalano impressioni e sensazioni di infinito e di spiritualità. Una pittura fatta di simboli e messaggi, con ogni espressione che si collega ad uno stato d’animo.  Entrambi, il segno e il colore, sembrano rafforzare le dimensioni dell’immagine. La tonalità dei colori, poi, la loro pastosità, l’uso di materiali diversi, la stesura del colore direttamente con le mani, esprimono i suoi più profondi sentimenti. Una pittura che nasce dall’anima, ispirata in qualche modo dal cosmo, dalla madre terra, rielaborata e proiettata con forza interiore esplosiva, che suscita, agita, provoca.

Nata a Milano, in zona Lambrate, 49 anni fa, Jocelyne Matalone rimane nella città meneghina fino a 17. Poi, la sua famiglia si trasferisce a Trezzo sull’Adda. Qui, incontra il marito, va a vivere prima a Vaprio d’Adda, poi a Capriate San Gervasio; dalla loro unione nascono due figli. Altro trasloco con la separazione: un amore intenso la porta in Val Seriana, ad Albino. E, qui, quattro anni fa l’illuminazione. Qualcuno le dice: “Tu hai un dono, quello di dipingere, coltivalo!”. Il suo primo contatto con la pittura, con i colori e i pennelli, le procura subito un brivido, che sembra attraversare la sua anima …è subito amore! Rifugiarsi nei colori riesce a darle sempre serenità. E così prosegue.

Quella passione, sopita per così tanti anni, ora brucia l’anima e si appaga soltanto quando Jocelyne si immerge nei colori, li impasta e con essi fissa sulla tela le sue emozioni. Da allora il suo desiderio è quello di suscitare le stesse emozioni in chi osserva i suoi dipinti.

Come coloro che quest’estate hanno visitato la sua mostra “personale”, nello spazio espositivo di via Vittorio Veneto: una galleria di 19 quadri, sugli 88 che ha fin qui realizzato, espressioni di un cammino dal titolo “Dipingere CON l’anima”, dove, usando prevalentemente le mani e facendosi trasportare e guidare dall’universo, facendo tacere la mente e lasciando esprimere solo l’anima, tutto prende forma, evocando molteplici sensazioni fra i visitatori: passione, angoscia, tormento, turbamento, inquietudine e anche speranza.

Quel giorno ho preso in mano il primo colore istintivamente, senza sapere cosa stessi facendo e ho iniziato a muoverlo magicamente sul foglio – spiega Jocelyne Matalone – Qualcosa di magico è accaduto dentro di me, ho creato! Per la prima volta ho espresso le mie emozioni e le ho fatte scivolare fuori da me. Una vera e propria magia. Meglio dire un potere interiore che è nascosto dentro l’anima, e che scaturisce fuori liberamente, senza preavviso. E’ l’anima, che non ha dimenticato il suo potere, che sa quando è il momento di farmi dipingere, utilizzando le mani per costruire qualsiasi cosa. Ogni volta che mi sento di farlo, mi sento viva e potente. Non so mai quale sarà il risultato finale. Io mi ido e mi affido. E le mie mani cominciano a danzare. Le sensazioni che provo sono molteplici, ma facendo tacere la mente e lasciando esprimere solo la mia anima …tutto prende forma sulle mie tele, e mi lascio trasportare in quello che per me è il mio mondo”.

Una passione, dipingere, che sta plasmando il mio modo di vivere – continua Matalone – Il colore è energia: creando e dipingendo riscopro il mio essere e ritorno in contatto con quei luoghi nascosti in cui ho lasciato, rinchiuso e frenato, le mie emozioni. Dipingere, quindi, per liberare le mie emozioni, riattivarle, scioglierle, lasciando finalmente liberi il cuore e l’anima. Ecco, spiegato perché la mia è pittura dell’anima, dove l’anima ritrova la sua natura, la sua libertà, la sua espressione. Ad ogni quadro, poi, è associato un commento, spesso un messaggio, per coinvolgere maggiormente chi li osserva”.

 

Ti.Pi.