Un festival all’insegna del buon teatro, del gusto e della bellezza. Merito dell’Associazione Culturale Albanoarte Teatro, una delle realtà teatrali più importanti della Bergamasca, con all’attivo 26 edizioni di “Albanoarte Teatro Festival”, che ha deciso di allearsi con l’Ente Turistico “Terre del Vescovado”, anch’essa importante realtà di promozione del territorio dell’hinterland orientale di Bergamo, per creare un evento di grande impatto culturale ed artistico.
Un binomio che, già in sede di presentazione, ha colpito nel segno, per l’originalità della proposta, per la formula adottata, per le produzioni scelte, per la forte ricaduta promozionale.
In cartellone, sei eventi, che si si svolgono in altrettante suggestive location, seguiti da una degustazione di prodotti locali, a filiera corta, espressioni di un territorio capace di stupire con sapori tradizionali ma anche innovativi.
Le scelte nella composizione del cartellone hanno seguito lo stile delle “terre” ospitanti, fondendo diversi stili teatrali e chiamando nomi noti non solo agli affezionati spettatori delle 26 edizioni di “Albanoarte Teatro Festival” organizzati da Albanoarte.
E fra i sei spettacoli messi in locandina uno non poteva non fare tappa ad Albano Sant’Alessandro, “terra di elezione” di Albanoarte. Si tratta del secondo evento, in programma venerdì 13 luglio, alle 21.15, presso l’agriturismo “Sant’Alessandro”. Sul palco, il graditissimo ritorno della compagnia pugliese “Armamaxa Teatro”, che presenterà “La Storia di Taborre e Maddalena”, narrazione funambolica di Enrico Messina, che sarà protagonista lui stesso, insieme all’evocativa fisarmonica di Mirko Lodedo e ad altri strumenti, …gli oggetti della tavola. La messa in scena è in collaborazione con Micaela Sapienza
Lo spettacolo narra la storia di due giovani, Taborre e Maddalena, che la sorte ha destinato a vite diverse. Fuggono dal loro impossibile amore e trovano rifugio in una radura del Gargano, presso la casa di un vecchio pastore che l’uomo ha costruito intorno a un albero di pere. Nell’incontro silenzioso dei tre, l’uomo offre ai due ragazzi un frutto; poi, piantati i semi raccolti per tutta la sua vita, comincia la narrazione. E racconta loro la storia di un re d’un epoca lontana che aveva tre figli e un grande giardino con, al centro, un albero di pere … Il lavoro nasce dall’incontro di un attore e un musicista che, ritrovatisi intorno ad una tavola imbandita con cibi semplici, un piatto di grano cotto con il pomodoro, del pane, un bicchiere di “mieru”, pecorino e pere, hanno cominciato a raccontarsi. E le storie sono nate dai suoni piccoli della tavola: il suono delle posate nei piatti, il gorgoglio del vino che cade nel bicchiere, il tintinnio dei bicchieri che s’incontrano nel brindisi… per diventare musica e parole. Perché così nascono le storie: intorno a un tavolo, con i suoni e le parole semplici di chi si ritrova a condividere una cena, un pasto.
Raccontare storie è arte antica e necessità profonda dell’essere umano. Dare forma di storia all’esperienza vissuta, per comprendere e dare ordine a quanto accade, conservarne la memoria, creare un senso di appartenenza. E se le parole per narrare non bastano, allora saranno i gesti, gli sguardi, i suoni, la musica a raccontare la paura, lo stupore, il coraggio, la conquista, l’amore.
A seguire, altri quattro eventi (il primo, quello dell’esordio, è andato in scena il 17 giugno, a Costa di Mezzate): “Fiatone” di Luna e Gnac Teatro (20 luglio, a Gorlago); “È bello vivere liberi!” di Marta Cuscunà (3 agosto, a Scanzorosciate); “Odissea” del Teatro dell’Argine (24 agosto, a Pedrengo); Infanzia felice” di Antonella Questa (14 settembre, a Chiuduno).
“Ritorna un festival teatrale – spiega Enzo Mologni, direttore artistico di Albanoarte Teatro – Seppur piccolo, è a suo modo combattivo, nell’intento di creare con tanta passione ancor più cultura nel nostro territorio. Vogliamo conoscere gente nuova e ritrovare intatto l’amor-teatrale di un pubblico che giornalmente ci ha chiesto “Dove siete? Che fate? …Che facciamo?”. Siam qui …troviamo la chiave giusta e perdiamoci insieme”.
Infatti, dopo 26 anni di “AlbanoArte Teatro Festival”, dallo scorso anno “Albanoarte Teatro” saluta il Teatro “Don Bosco” dell’Oratorio, andando alla ricerca un nuovo spazio per continuare la sua esperienza culturale. Ebbene, ecco la proposta del “TDV Teatro Festival 2018”, in collaborazione con l’Ente Turistico “Terre del Vescovado”.

Ti.Pi.