Tutto bene, quel che finisce bene. Finalmente, alla quarta asta in programma è stato aggiudicato il comparto produttivo dell’ex-Cotonificio Honegger. Protagonista la cordata formata da Fassi Gru di Albino (il colosso mondiale costruttore di gru articolate per camion) e Royaltex di Casnigo (azienda di biancheria per la casa), che hanno acquisito il tutto per 5,6 milioni di euro.

Nessuna offerta migliorativa è pervenuta ai curatori fallimentari, per cui le due aziende seriane si sono aggiudicate l’area produttiva di oltre 94.000 metri quadrati, con capannoni e uffici direzionali, che si allarga all’ingresso sud di Albino, al confine con Nembro. Si volta pagina, quindi, dopo cinque anni e mezzo di attesa, con tre aste andate deserte. E con i consensi ottenuti da tutta la “community” della Val Seriana, che applaude al mantenimento della vocazione produttiva dell’area (67.539 mq nel Comune di Albino e 15.360 mq nel Comune di Nembro), peraltro già manifestata da Matteo Bertasa di Royaltex, che ha parlato di “trasferimento” dell’azienda dalla Val Gandino ad Albino, come pure da Giovanni Fassi, che ha parlato di “ampliamento e ricerca di nuovi spazi produttivi” della Fassi Gru.

A questo punto si attendono soltanto i lavori di riqualificazione dell’area, per troppi anni abbandonata e lasciata andare in degrado, fra rovi, erbe infestanti, piante che “mangiavano” l’asfalto dei parcheggi, vetri rotti, tetti crollati; senza dimenticare gli atti vandalici, gli incendi, gli ingressi abusivi. Un brutto colpo d’occhio, sul quale non si poteva fare nulla (o quasi); un’area dismessa che ora certamente andrà incontro ad un restyling completo, che ridarà quanto meno decoro a un complesso produttivo che ha fatto la storia della manifattura albinese e seriana, forte di un cammino che parte dalla fine dell’800 per concludersi nel 2012.

A monte l’aspetto produttivo, che sicuramente è positivo, visto che sull’area un tempo si doveva realizzare il Centro Lombardini, e che ora darà nuove opportunità occupazionali, quello che conta e qualifica l’operazione è anche il recupero dell’area dismessa, la sua rigenerazione urbana, come è capitato a Nembro per l’area Crespi, la Comital o la ex-Italtubetti. Così, Albino ritrova pulizia e decoro: un adeguato biglietto da visita.