“Sessant’anni sono un traguardo importante per un sodalizio alpino, ma rappresentano anche una decisa ripartenza verso obiettivi più grandi e significativi. Verso una nuova stagione di solidarietà, puntando su iniziative di vicinanza, aiuto e sostegno alla comunità locale e alle popolazioni che ne hanno bisogno”. Questo il commento del capogruppo alpini di Comenduno Gianpiero Suagher, in merito ai festeggiamenti per i 60 anni di fondazione del sodalizio, che si sono celebrati venerdì 1° settembre, nell’ambito della festa patronale di Sant’Alessandro. “E’ stato un momento di grande partecipazione popolare – continua Suagher, 68 anni, in carica dal 2014 – Il nostro gruppo è fortemente radicato sul territorio, vive le attività della comunità locale ed è sempre in prima linea in ogni occasione di aiuto, collaborando anche con la parrocchia e le altre associazioni che operano sul territorio. Un gruppo che conta 104 affiliati, che fa dell’impegno nella comunità il suo punto di forza”.
E proprio la comunità, unitamente al parroco don Diego Berzi (che il 10 settembre ha lasciato la parrocchia per trasferirsi a Brembo di Dalmine), ha voluto rendere omaggio alle penne nere di Comenduno, organizzando per loro una cena comunitaria, come segno di ringraziamento per la loro generosità e disponibilità. Inoltre, alle 20.30, si è tenuto un intrattenimento musicale con il coro ANA “La Presolana” di San Lorenzo di Rovetta. Nessuna cerimonia celebrativa o ufficiale, con sfilate di gagliardetti o mostre-ricordo, ma una festa comunitaria, “in famiglia”, sobria e semplice.
“La storia è fatta anche di immagini e commenti – spiega il segretario Franco Petteni – Per sottolineare i 60 anni di fondazione, sono stati realizzati otto grandi pannelli informativi, dal titolo “Pillole di storia”, composti da fotografie e ritagli di giornale, che hanno illustrato i momenti salienti della storia del gruppo alpino di Comenduno”.
Nato nel 1957, distaccandosi dalla sezione di Albino, il gruppo ANA di Comenduno ha vissuto importanti tappe nella sua storia sociale: nel 1957, la realizzazione del monumento ai caduti, posto davanti alla chiesa parrocchiale; negli anni ’60, la costruzione della chiesetta alpina, alle pendici del Monte Rena; quindi, la creazione del Nucleo di Protezione Civile, all’interno dell’ANA di Bergamo. E, poi, tante iniziative di solidarietà in Italia e all’estero: nel ’76, per il terremoto del Friuli; in Armenia, sempre per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto; e poi in Russia, Mozambico, Eritrea. E, lo scorso anno, una settimana di lavori in Val Veny, a Courmayeur, per sistemare la caserma “Fior di Roccia”.
“Era 1957 quando nasceva questo gruppo alpini – continua il capogruppo Gianpiero Suagher – Trainato da persone stupende, che si sono messe al servizio della comunità in assoluto spirito di volontariato. In questi anni, abbiamo visto la presenza degli Alpini in mille occasioni, aiutando persone in difficoltà, nelle emergenze della nostra nazione, nell’impegno locale con le varie associazioni, ma perché no, anche festeggiando in momenti lieti della nostra comunità. C’è chi li ha ritenuti utili e necessari e chi li ritiene ormai superati e fuori dal tempo, considerandoli solo dei “buon bevitori”. Comunque, nella nostra comunità non sono mai mancati con il loro servizio. Oggi, si scontrano con gli anni che passano e il ricambio che è venuto meno, a causa del mancato servizio di leva in Italia. Si scontrano con l’energia che non gli permette di festeggiare come si deve questo importante traguardo, raggiunto con tanto impegno. In questi 60 anni va il ringraziamento a tutti gli Alpini che si sono succeduti in questo gruppo, con un ricordo e abbraccio a tutti quelli “andati avanti”, come diciamo noi. E un grazie speciale a tutti i capogruppo, che dal 1957 ad oggi si sono succeduti alla guida di questo gruppo, lasciando ognuno la propria impronta e portando sempre più in alto i valori che li muovevano nel loro operare. A tutti i soci, il Direttivo Alpini 2017 rivolge il suo grazie, per quello che hanno fatto e faranno”.

Tiziano Piazza