Tradizione e semplicità. Saranno questi i segni distintivi che in quel di Fiorano al Serio andranno a caratterizzare i festeggiamenti per la festa patronale di San Giorgio, in calendario il prossimo 23 aprile.
Quest’anno, come ci spiega il parroco don Gimmi Rizzi, data anche la vicinanza con la Pasqua, è stato deciso di chiudere i festeggiamenti di questo tempo forte nel calendario liturgico, onorando il santo patrono attraverso pochi ma significativi appuntamenti.
Il programma prende il via nella serata di lunedì 22 aprile, quando dal santuario di Ardesio partirà la tradizionale fiaccolata, alla volta della chiesa parrocchiale di Fiorano al Serio, dove, nel frattempo, coloro i quali non hanno avuto l’opportunità di partecipare alla fiaccolata, vivranno comunque un momento di preghiera e raccoglimento, attendendo l’arrivo della stessa, e unendosi in seguito agli altri compaesani e vivere insieme la cerimonia del tradizionale falò.
Peraltro, non molti conoscono il significato che sta dietro a questa cerimonia, ossia la memoria della vittoria di San Giorgio sul drago. La leggenda, infatti, racconta che in tempi molto lontani, quando Ferrara era un umile villaggio di capanne costruite sulle rive del fiume Po, le acque del suddetto fiume fossero la dimora di un drago orribile che, molto spesso, affamato ed inferocito, raggiungeva l’abitato portando morte e devastazione. Per fermare l’infernale creatura e impedirgli l’assalto alla città, occorreva sacrificare ogni volta una giovinetta e, solamente dopo averla divorata, il drago tornava ad inabissarsi nelle acque del Po. A liberare la città da questa piaga ci pensò San Giorgio che, da nobile cavaliere quale era, capitò in città e, dopo essere venuto a conoscenza della storia, sfidò il drago con coraggio, e trafiggendolo con una lancia lo rispedì nelle profondità delle acque per sempre.
Naturalmente, come precisa il parroco, tralasciando la leggenda, il fuoco del falò vuole simboleggiare un rinnovamento dell’anima, andando a bruciare ciò che è vecchio, che nella simbologia cristiana significa rinnovare l’uomo dal peccato, come nello spirito delle festività pasquali.
Gli appuntamenti patronali proseguiranno il giorno successivo, martedì 23, quando, dopo la Messa delle 20, la statua di San Giorgio sarà portata in processione per le vie del paese, momento che dunque chiuderà i festeggiamenti.
Come detto, niente festeggiamenti pirotecnici e niente effetti speciali, ma solo pochi e semplici momenti di incontro, densi però di senso e di significato che, proprio nella loro sobrietà, possono trasmettere molto.

Enrico Masserini