Per Desenzano al Serio, la grossa frazione che si apre dal Municipio alle scuole medie, lungo l’asse di via Roma, salendo a Perola e scendendo verso la provinciale di Valle Seriana, è tempo di festa patronale. Rispettando un clichè ormai consolidato che la vuole ogni anno fra le protagoniste del calendario delle manifestazioni religiose, forte della Festa della Madonna della Gamba, festeggiata nel santuario desenzanese e considerata il “festone” di tutta Albino, la comunità di Desenzano al Serio sale invece alle cronache in questo mese di giugno per un’altra ricorrenza: la festa patronale di San Pietro, a cui è dedicata la chiesa. Considerando la vita parrocchiale, è questa senza dubbio l’appuntamento più importante della comunità di Desenzano al Serio, vuoi per la grande solennità nella fede che sa emanare, vuoi per l’attenta e sentita partecipazione popolare.
La ricorrenza cade lunedì 29 giugno, ma purtroppo le prescrizioni e le limitazioni imposte dall’emergenza Covid-19 non permettono di sottolineare l’evento con la dovuta importanza, in termini di eventi collaterali che andrebbero a creare assembramenti. Pertanto, la festa patronale di San Pietro si risolve quest’anno nella sua valenza prettamente religiosa, non per questo non offrendo spunti di richiamo devozionali e occasioni di preghiera comunitaria.
Infatti, il programma prevede sabato 27 giugno la Messa serale alle 18, mentre domenica 28 giugno, dopo la Messa mattutina delle 8, la Messa solenne è alle 10.30, celebrata dal parroco don Giampaolo Mazza, insieme al cappellano mons. Ilario Girelli e a don Ermenegildo Camozzi.
Intanto, nei giorni precedenti, verrà esposta in chiesa la grande statua di San Pietro, mentre la facciata della chiesa sarò addobbata con un drappo rosso.
Anche se in forma ridotta, la festa patronale richiama tutti gli anni molte persone, provenienti anche d fuori Albino, ormai residenti in altri paesi, ma che sentono ancora forte il senso di appartenenza alla loro parrocchia di origine. Ovviamente, in chiesa si dovranno rispettare le regole imposte dal decreto governativo: si dovrà entrare muniti di mascherina, non ci sarà l’offertorio (sarà presente un cestino al centro della chiesa) e nemmeno il segno della pace; in tutto, la chiesa può contenere 60 posti a sedere.