Tutto secondo copione, o meglio, in linea con il cronoprogramma. Dopo cinque mesi dall’apertura del cantiere, sono stati recentemente consegnati i lavori di ristrutturazione e riqualificazione dei locali posti al primo piano della “palazzina n°2” della Fondazione IPS “Cardinal Gusmini” di Vertova (nell’ala che si affaccia verso gli uffici amministrativi), dove sono presenti la Comunità CPA (Comunità Protetta Alta Assistenza) e la Comunità CPM (Comunità Protetta Media Assistenza). Pertanto, ora, gli utenti con patologia psichiatrica e i portatori di patologie mentali disabilitanti (ndr, necessitano di trattamenti di alta o media intensità) potranno disporre di un ambiente più grande, più funzionale, più gradevole e accessibile, dotato di servizi e attrezzature in linea con le nuove normative, in grado di migliorare la loro qualità di vita.

“Nello specifico, si è trattato di un intervento di separazione strutturale e logistica delle due comunità – spiega il presidente della Fondazione IPS “Cardinal Gusmini” Stefano Testa – Lavori necessari e attesi da anni, perché già programmati dal 2008, in fase di apertura delle due comunità. Il via ai lavori si è reso possibile grazie alla disponibilità degli spazi liberatisi al piano terreno della medesima palazzina, occupata da pazienti IDR (Istituto di Riabilitazione) ex-DGR 5000. Questi, che nel 2008 erano 40, ora gradualmente sono diventati 25; quindi, gli spazi liberati spazi sono stati destinati alle due comunità in questione, composta ognuna da 20 unità”.
Il progetto, redatto dallo Studio Malzanni di Gazzaniga, ha modificato la dislocazione delle due comunità: i 20 pazienti della CPA sono sistemati al piano superiore, mentre la CPM si è divisa su due livelli, collegati con ascensore e scala interna: 10 pazienti al pian terreno (nell’area un tempo destinata al Nucleo Sperimentale Autismo) e 10 pazienti al primo piano. Le due comunità sono ora completamente separate: ognuna ha un accesso indipendente, la CPA dalla scala A, mentre la CPM direttamente dall’ingresso scala D. L’intervento, poi, ha permesso di ampliare e razionalizzare gli spazi a disposizione: ora, la comunità CPM si allarga su 662 mq, mentre la CPA ha a disposizione 793 mq, ben 150 mq in più rispetto ai 640 mq previsti a standard.
Oltre agli spazi esclusivi, ogni comunità terapeutica può usufruire di spazi comuni: locali di animazione, sala polivalente, palestra, aree ristoro, terrazza, parco attrezzato.

“Si tratta di un intervento strategico, che migliora l’offerta di servizi della Fondazione – continua il presidente Testa – I lavori di ristrutturazione delle due comunità psichiatriche, infatti, hanno permesso di realizzare, al pian terreno, il nuovo Centro Diurno Psichiatrico, una nuova unità operativa, con accesso indipendente dall’esterno, che dovrebbe ospitare – a regime – 12 utenti. E, in un vicino locale, il “Centro gestione delle emergenze” (come previsto dai VVFF) di tutta la Fondazione. A corredo, poi, su entrambi i piani sono stati installati nuovi impianti di raffrescamento dell’aria; e si sono rinnovati gli impianti elettrici e di illuminazione”.
E’ giusto ricordare che al secondo piano della struttura centrale (palazzina storica) è presente una terza comunità protetta, operante anch’essa dal 2008: una comunità CRM (Comunità Riabilitativa di Media Assistenza), che ospita 20 pazienti. Questa, però, non ha avuto bisogno di interventi di restyling, perché già in linea con le normative vigenti.

“Le rinnovate comunità psichiatriche sono operative dallo scorso settembre – aggiunge il presidente Testa – Ringrazio i pazienti e i familiari per aver sopportato i disagi connessi ai lavori, ma credo che ne sia valsa la pena. Per quanto riguarda, invece, l’apertura del Centro Diurno Psichiatrico, si deve aspettare il via libera dell’ATS Bergamo, che deve ancora fare gli ultimi sopralluoghi per verificare che i lavori siano stati realizzati come da progetto. A seguire, l’autorizzazione all’avvio del servizio e la contrattualizzazione con ATS Bergamo per disporre dei fondi necessari. Se verranno rispettati i tempi tecnici, il nuovo Centro Diurno Psichiatrico potrà partire con l’inizio del nuovo anno”.

P.T.