Riflettori puntati sulla frazione di Fiobbio, nel mese di agosto. Come ogni anno, arriva la tradizionale festa patronale di S.Antonio di Padova, certamente l’evento più importante dell’anno, che vede protagonisti non solo i residenti, che vi partecipano in rappresentanza di tutti i gruppi di volontariato, ma anche alcuni gruppi di emigranti o, quanto meno, di fiobbesi che ora vivono in altri paesi, e che, ogni estate, tornano per alcuni giorni di vacanza al loro paese d’origine. In effetti, la ricorrenza liturgica di S.Antonio di Padova cade il 13 giugno, ma a Fiobbio è tradizione che venga posticipata ad agosto, per dar modo alla comunità di vivere con partecipazione la gioia della festa, fra famiglie, parenti e amici, in un clima di allegria e amicizia. Quest’anno, nonostante l’incertezza determinata dall’emergenza Covid-19, la festa verrà celebrata domenica 9 agosto, anticipata da alcuni momenti di preghiera e riflessione e da alcuni sobri e semplici momenti conviviali, lontani dalle momenti di festa popolare che animano solitamente l’evento. Le Messe sono alle 8 e alle 18, ma quest’ultima non avrà la processione come tradizionale appendice. La Messa prefestiva di sabato 8 agosto è alle 18.
“Chiederemo a S.Antonio di stare vicino al suo popolo come fece con la sua città di Padova nei momenti più difficili – spiega il parroco don Michelangelo Finazzi – Egli si occupava premurosamente dei suoi concittadini, che lo consideravano un “patrono vivente”, nei momenti di malattia, nelle sciagure, nelle piaghe sociali come la povertà, l’usura e la schiavitù: mediante la preghiera che suscitava miracoli, la predicazione che rincuorava e la coraggiosa azione sociale, egli si faceva carico di tutti loro. Mentre usciamo da questa pandemia, col rischio ancora in agguato di ritornarci e soprattutto con le conseguenze sociali, psicologiche ed economiche che dovremo affrontare, vogliamo affidarci in modo speciale alla sua potente intercessione, insieme al mondo intero. E, se la parte folkloristica e ricreativa sarà un po’ penalizzata dalle cautele sociali e dalle normative, vorremmo che la dimensione religiosa fosse ancora più sentita, proprio in un anno particolare come quello che stiamo vivendo”.
La preparazione alla festa patronale inizierà giovedì 6 agosto, con la “serata della memoria”. “Saranno presenti operatori sanitari, malati gravi che sono guariti, amministratori locali e famiglie che sono state colpite da pesanti lutti – continua il parroco – E’ importante raccontare quanto vissuto nei mesi scorsi, farne memoria e accompagnarne comunitariamente la rielaborazione, per un futuro migliore”.
Venerdì 7 agosto, poi, alle 16.30, è in programma una Messa speciale, per tutti gli ammalati e gli anziani della parrocchia. Alle 20.30, quindi, si terrà la consueta adorazione eucaristica comunitaria del primo venerdì del mese, con la possibilità di confessarsi e di vivere un momento di intimità con il Signore anche lungo la notte: il SS. Sacramento resterà esposto fino al mattino seguente.
“Nelle serate di sabato 8 agosto e domenica 9 agosto – aggiunge don Finazzi – ci piacerebbe recuperare la dimensione sociale, mediante l’organizzazione di due cene comunitarie sul sagrato, ovviamente su prenotazione, rispettando tutte le norme di sicurezza e distanziamento, per non privarci della gioia di ritrovarci, dopo tanto isolamento, come famiglia attorno al Signore e al nostro Santo patrono. Speriamo di avere tutti i permessi per poterle fare”.
Per avere informazioni sul programma della festa patronale, consultare il sito della parrocchia (www.beatapierinamorocini.com), che riporterà appena possibile il programma definitivo della festa.

Ti.Pi.