Tutti i giornali locali, se scritti con amore e passione sono interessanti. Possono magari peccare nella forma perché, molte volte, chi scrive non è un professionista dell’informazione. Ma i giornali locali nella loro originalità riescono a cogliere dei fatti, delle idee e delle situazioni particolari di cui nessuno altrimenti scriverebbe.
Dalla metà degli anni 70 sino alla fine degli anni 80 del secolo scorso è uscito ad Albino il “ Foglio del gruppo informazione”, un giornale scritto da alcuni giovani albinesi, che venivano dall’esperienza del 68. Erano idealisti come lo erano molti giovani in quegli anni e tramite il ”Foglio del gruppo informazione” volevano far sapere che c’erano anche loro, far conoscere le loro idee e promuovere le loro iniziative.
Il primo numero è stato pubblicato il 27 gennaio del 1974 quando gli sceicchi avevano nazionalizzato il petrolio e gli albinesi, come tutti gli Italiani, la domenica usavano la bicicletta al posto dell’automobile.
In quel primo numero si faceva un accenno alla crisi petrolifera e c’era un ampio servizio sul piano regolatore, tematica che poi sarà ripresa più volte nel corso degli anni.
La redazione del “Foglio del gruppo informazione” si riuniva una volta la settimana ed era formata da: Ugo Colombo, Rosalma Stancheris, Luciana Birolini, Virginio Valota, e Gianbattista Moroni. Poi nel corso degli anni si sono aggiunti: Giampiero Tiraboschi, Giacomo Manzoni, Claudio Acerbis, il gruppo GEA (che si occupava di handicap) e il gruppo ecologico.
Per evitare di avere un direttore responsabile iscritto all’albo dei giornalisti, ogni edizione del foglio informazione cambiava titolo e questo non era altro che, semplicemente, il numero dell’edizione in progressione.
Il giornale era ciclostilato, usciva in media sei volte all’anno, era di solito di tre pagine ed aveva una tiratura di circa mille copie. Veniva distribuito ad Albino capoluogo e nelle frazioni; non aveva pubblicità ed era finanziato dai componenti del gruppo.
Il ciclostile si faceva a Nembro nella parrocchia di San Faustino dove il parroco Don Giuseppe Adobati metteva a disposizione tutto il necessario per la stampa.
Il giornale era molto seguito e veniva chiamato sarcasticamente “Il foglio che uccide “visto che era molto critico ma anche propositivo nei confronti delle amministrazione democristiane che amministravano la città in quegli anni, guidate da: Franco Bertacchi, Attilio Manara e da Renzo Testa.
Il giornale di solito trattava dei temi di attualità che riguardavano il paese di Albino. Ma, lo scopo era anche quello di informare i cittadini sulle varie iniziative che faceva il gruppo informazione: dalle assemblee pubbliche, alle petizioni popolari, alle mostre, che sono state fatte nel corso degli anni.
I temi trattati erano: la questione di Piazzo per salvare l’area dall’edificazione, l’isola pedonale nel centro storico, la questione della scuola materna e degli asili nido per le donne che lavoravano.
Il problema delle case attraverso la costituzione di cooperative edilizie, l’inquinamento (quando ad Albino nel 1976 era stato installato l’inceneritore) e temi riguardanti le aree verdi.
Non sono mancati negli anni anche momenti di tensione e di scontro politico, come quando la redazione del giornale venne denunciata dal sindaco Franco Bertacchi per un articolo sull’edificazione in Altino finita poi con un patteggiamento davanti al giudice.
L’ultimo numero del giornale è uscito nel dicembre del 1989 quando, l’esperienza del giornale si è con l’uscita dell’ultimo numero nel dicembre del 1989 quando alcuni elementi del gruppo informazione e del gruppo GEA sono entrati nel movimento politico di “Nuova Proposta” come consiglieri comunali indipendenti e nelle varie commissioni comunali.
“Quella del gruppo informazione coi numeri unici – spiega Ugo Colombo – è stata una bella esperienza che ha aggregato un bel numero di persone indipendenti sia dai gruppi politici che amministrativi, che ha creato interesse e movimento sulle problematiche sociali e di gestione comunale e sulle problematiche dell’ambiente.”

Sergio Tosini