Un ambiente più grande, più moderno, più funzionale, ma soprattutto più accessibile e gradevole, dotato di servizi e attrezzature in linea con le normative vigenti, in grado di migliorare la qualità della vita dei residenti, in questo caso gli utenti con patologia psichiatrica e i portatori di patologie mentali disabilitanti che necessitano di trattamenti di alta o media intensità. Questo il senso del nuovo progetto di ristrutturazione e riqualificazione dei locali posti al primo piano della “palazzina n°2” della Fondazione IPS “Cardinal Gusmini” di Vertova (nell’ala che si affaccia verso gli uffici amministrativi), dove sono presenti la Comunità CPA (Comunità Protetta Alta Assistenza) e la Comunità CPM (Comunità Protetta Media Assistenza), che presentano spazi comuni condivisi. Un intervento di separazione strutturale e logistica quanto mai necessario, atteso da anni, perché già programmato dal 2008, in fase di apertura delle due comunità, e ora reso possibile grazie alla disponibilità degli spazi liberatisi al piano terreno della medesima palazzina, occupata da pazienti IDR (Istituto di Riabilitazione) ex-DGR 5000.
I pazienti IDR, che nel 2008 erano 40, ora gradualmente sono diventati 25 e, di conseguenza, si sono liberati spazi da poter destinare alle due comunità in questione, composta ognuna da 20 unità.
Il progetto, redatto dallo Studio Malzanni di Gazzaniga, prevede di lasciare i 20 pazienti della CPA al piano superiore, e di collocare la CPM su due livelli, collegati con ascensore e scala interna: 10 pazienti al piano terreno e 10 pazienti al primo piano. Le due comunità saranno completamente separate: ognuna avrà un accesso indipendente, la CPA dalla scala A, mentre la CPM direttamente dall’ingresso scala D. Più ampi e razionalizzati gli spazi a disposizione: la comunità CPM si allargherà su 662 mq, mentre la CPA avrà a disposizione 793 mq, ben 150 mq in più rispetto ai 640 mq previsti a standard.
Oltre agli spazi esclusivi, ogni comunità terapeutica ha a disposizione spazi comuni: locali di animazione, sala polivalente, palestra, aree ristoro, terrazza, parco attrezzato.
I lavori, iniziati nello scorso mese di marzo, seguono vari step operativi. Al primo piano sono da realizzare due zone di pernottamento, una di 20 posti per la comunità CPA e una di 10 posti della comunità CPM (gli altri dieci posti di questa comunità vengono ricavati al piano terra); alcuni bagni attrezzati per soggetti disabili, locali per il personale, ambulatori medici, sale riunioni e cucine, locali attività. Al pian terreno, invece, nell’area un tempo destinata al Nucleo Sperimentale Autismo, verranno ricavati i restanti 10 posti della comunità CPM (gli altri dieci posti sono al primo piano). Sempre al pian terreno, dove attualmente si trova il reparto IDR (Istituto di Riabilitazione) ex-DGR 5000 che ospita i restanti 25 utenti (rispetto ai 40 iniziali), verrà realizzato il nuovo Centro Diurno Psichiatrico, una nuova unità operativa, con accesso indipendente dall’esterno, che ospiterà 12 utenti. In un locale, poi, verrà realizzato il “Centro gestione delle emergenze” (come previsto dai VVFF) di tutta la Fondazione IPS “Cardinal Gusmini”.
Su entrambi i piani, poi, verranno installati impianti di raffrescamento dell’aria.
Da segnalare che al secondo piano della “palazzina n°2” è presente una terza comunità protetta, operante anch’essa dal 2008: nello specifico, una Comunità CRM (Comunità Riabilitativa di Media Assistenza), che ospita 20 pazienti. Questa, però, non ha bisogno di interventi di sistemazione e adattamento, perché giù in linea con le normative vigenti.
“Gli interventi in atto vanno a qualificare ulteriormente la nostra struttura – spiega il presidente della Fondazione IPS “Cardinal Gusmini” Stefano Testa – La loro gestazione parte da lontano, dieci anni fa. Nel 2008, infatti, in fase di accreditamento delle Comunità Psichiatriche, l’ATS aveva accettato in fase transitoria, la presenza di due comunità sullo stesso piano con spazi promiscui, con l’impegno, però, da parte della Fondazione, di dividerle in maniera netta, quando si fossero create le condizioni. Ebbene, con la graduale riduzione, a seguito di dimissioni o decessi dei pazienti IDR ex-DGR 5000 la cui presenza era stata cristallizzata senza possibilità di nuovi ricoveri, l’intervento è potuto partire. Oltre agli interventi strutturali e ai nuovi impianti elettrici, di illuminazione e di raffrescamento dell’aria, è prevista una generale razionalizzazione degli spazi, mediante ascensori e nuovi ingressi, per renderli più funzionali, fruibili e accessibili”.
I lavori dovrebbero concludersi entro la prossima estate.

T.P.