Classe 1983, vertovese doc, Francesca Gualdi è l’attuale assessore ai Servizi Sociali di Vertova. Diplomata all’Isis “Oscar Romero” di Albino e laureata in infermieristica, dal 2007 lavora come infermiera presso l’Hospice della Fondazione “Cardinal Gusmini” di Vertova e fa parte dell’Associazione Volontari e Sostenitori dell’Hospice, che promuove iniziative per sensibilizzare i cittadini alla cultura delle cure palliative, cioè l’assistenza attiva e totale dei pazienti terminali. Una persona affabile e generosa, che fa del proprio lavoro una missione. La redazione di Paese Mio, però, la vuol conoscere come assessore ai Servizi Sociali, per illustrare ai lettori i servizi e i progetti del suo assessorato.

Intanto, come si è avvicinata alla vita amministrativa?
Già nel precedente mandato del sindaco Riccardo Cagnoni, avevo accettato di collaborare e ho fatto parte della Commissione Servizi Sociali. Poi, nel 2014, anche l’attuale sindaco Luigi Gualdi mi ha proposto di collaborare, peraltro in un modo più intenso, come assessore ai Servizi Sociali: all’inizio ero un po’ spaventata e titubante, ma poi ho accettato di far parte della squadra amministrativa, e ora sono qui, con già quattro anni di lavoro alles palle.

Attualmente, quali sono gli ambiti di intervento del suo assessorato?
L’assessorato ai Servizi Sociali è un settore molto delicato, anche perchè si occupa delle fasce più deboli e fragili della popolazione: minori, anziani, disabili, persone disadattate, famiglie numerose. Inoltre, il Comune di Vertova gestisce un asilo nido comunale. Pertanto, trattandosi di un settore molto vasto e articolato, è fondamentale guidarlo attraverso un prezioso gioco di squadra. In questi anni, ho sempre avuto il prezioso contributo del sindaco (che in passato rivestiva questo ruolo), dell’assistente sociale, degli operatori del ufficio comunale competente, nonchè delle Commissioni inerenti l’assessorato, costituite da volontari che mi aiutano a portare avanti i diversi progetti.

Qual è il bilancio dopo quattro anni di mandato?

Durante questa amministrazione, ho scoperto che si tratta di un impegno molto intenso, anche perchè si somma all’impegno lavorativo; però, è anche di grande soddisfazione, e mi ha consentito di imparare moltissimo, ma soprattutto di conoscere tante persone e realtà che prima non conoscevo. Molto importante è il fatto che, nonostante alcuni tagli che ci sono piovuti addosso dallo Stato, ci siamo adoperati per mantenere invariati i contributi economici alle associazioni di volontariato del territorio e dare la stessa attenzione alle situazioni più fragili e delicate, attenzione non solo vista come aiuto economico, ma anche attraverso i nostri servizi. Interessanti, poi, sono i progetti messi in atto da due componenti del settore Servizi Sociali. In primis, la Commissione Servizi Sociali che, attraverso una rilevazione dei bisogni della cittadinanza, ha organizzato serate a tema di vario tipo, peraltro avvalendosi di docenti qualificati: manovre salvavita pediatriche, sport e salute, violenza sulle donne, prevenzione tumori, autodifesa, gestione dell’ansia, cyber-bullismo, una gita all’Expo. Strategico, poi, il Comitato Asilo Nido, che organizza l’annuale camminata delle famiglie attraverso le vie di Vertova, offrendo un momento conviviale ai bambini del nido e alle loro famiglie. Ma che ha anche partecipato ogni anno alla Fiera del 25 aprile e alla Fiera di Natale, attraverso uno stand informativo. Inoltre, partecipando ad un concorso, dove ha presentato un progetto ad hoc, ha vinto del materiale grazie al quale ha favorito il rimodernamento dei giochi educativi presenti nel nido.

Quali i programmi in atto per il 2018-2019?
L’obiettivo è sempre quello: vorremmo mantenere lo stesso livello di contributi erogati. Inoltre, insieme all’assessore allo Sport, Tempo Libero e Istruzione Giuseppe Guerini, stiamo lavorando per rendere operativo il servizio “Spazio compiti”, già avviato lo scorso anno in forma sperimentale, e rivolto ai ragazzi dai 6 agli 11 anni, con l’obiettivo successivamente di estenderlo anche ai ragazzi più grandi. L’amministrazione comunale potrebbe coprire i costi relativi alle spese per un educatore e l’utilizzo degli spazi. Ma sicuramente avremo bisogno di trovare un buon numero di volontari che possano affiancare l’educatore durante questo servizio: quindi, siamo alla ricerca di queste figure, e l’esito della realizzazione del progetto dipenderà proprio da questo. Lo scorso anno il numero di iscritti è stato molto alto e, alla fine dell’anno scolastico, sia genitori che bambini si sono mostrati molto soddisfatti.

Sogni nel cassetto?
Il mio sogno è quello di riuscire a ritagliare un po’ più di tempo per me stessa e fare qualche bel viaggio, in posti nuovi, per scoprire culture nuove e diverse dalla nostra.

Ti.Pi.