Persona stimata e apprezzata a Trescore, come in tutta la Bergamasca, per i suoi vari impegni ed interessi, ma soprattutto per la sua simpatia e il suo spirito coinvolgente, Francesco Brighenti mostra i suoi 69 anni con grande disinvoltura, sempre sorridente, frizzante ed espansivo, con una forte verve coinvolgente e solidale. La stessa che in più di un’occasione l’ha spinto a rilanciarsi nel lavoro e a spaziare nelle sue tante passioni. Tutti lo conoscono, soprattutto le penne nere. Infatti, Francesco Brighenti è un pezzo, senza dubbio fra i migliori, dell’alpinità bergamasca; una figura popolare e familiare per tutti gli alpini bergamaschi, speaker ufficiale di tante adunate, non solo a Bergamo, ma anche in tutta Italia. Una “voce” che risuona dal palco da tanti anni, così tanti che qualcuno ha pensato che abbia il dono dell’immortalità. Ma Francesco Brighenti è anche la “voce” della “Festa dell’Uva”: gli ultimi trent’anni della festa lo hanno sempre visto in Piazza Cavour, sul palco ad annunciare cantanti, artisti, complessi, a presentare sfilate di moda ed esibizioni sportive, ad illustrare carri allegorici e gruppi folcloristici, a pronunciare nomi di vincitori, ad accogliere autorità politiche, amministrative, militari e religiose, ad esaltare le bellezze di Trescore, la sua vivacità imprenditoriale e la sua gente.
Un grande personaggio, una figura versatile e poliedrica, affabile e disponibile, dal carattere socievole, incorniciata da un bel sorriso, aperto e sereno, da un bianco pizzetto e da due occhi vispi.
Ebbene, andiamo a conoscere questo “simbolo” di Trescore e della Bergamasca.

Chi è Francesco Brighenti?
Classe 1948, sposato con due figli e due nipoti, amo la musica, la montagna, gli alpini e Trescore. Ho frequentato a Lovere, le scuole superiori, ma d’estate andavo a lavorare al mare, come cameriere, a Milano Marittima. Già da piccolo amavo la musica, i cantanti di allora, una passione che ho ancora adesso. Poi, ho lavorato alla Plasmon, a Milano: stavo in città dal lunedì al venerdì, dormendo alla “Casa del Giovane”, in viale Fulvio Testi, una vitaccia. Intanto, è arrivato il tempo del servizio militare: CAR, a Cuneo, alla caserma “Ignazio Vian”, a San Rocco Castagnaretta, come operatore di artiglieria; poi, a Merano, in Alto Adige, alla caserma “Leone Bosin”: in tutto 15 mesi di naja. Mi sono congedato nel dicembre 1969.

Beh, già una vita intensa per un giovane…
Il bello doveva ancora venire. Appena tornato dal servizio militare, divento agente di commercio, a Bergamo; poi, insieme ad un socio, apriamo la “Edizioni Walkover”, sempre a Bergamo, dove sono direttore commerciale. Allora, abitavo a Bergamo, ma nel 1986, ecco il trasferimento a Trescore. E altri lavori, uno dietro l’altro: quattro anni alle Cartiere Paolo Pigna, ad Alzano, come responsabile marketing; quattro anni alla Centax, sempre come direttore MKT; poi, 12 anni alla SPM, la società di vendita pubblicitaria de L’Eco di Bergamo, per le pagine speciali del quotidiano; e ancora quattro anni alla AGP (Agenzia Generale Pubblicità), dal 2010 al 2014, quando sono andato in pensione.

Fin qui, la carriera lavorativa. Ma quando è nata la volontà di fare il presentatore?
Fin da giovane, appena congedato dalla vita militare. Avevo poco più che vent’anni, e subito sono diventato lo speaker della sezione bergamasca degli alpini. Da quel momento, un crescendo di collaborazioni, interviste, presentazioni di eventi, sfilate di moda. Tantissime le associazioni impegnate nel sociale con cui ho collaborato: quasi cinquant’anni con il microfono in mano. diventando un personaggio conosciuto dentro e fuori la provincia orobica. Presentatore di Telethon, dell’associazione Paolo Belli, dell’Associazione Bergamasca Bande Musicali, del Ducato di Piazza Pontida, dell’AVIS, dell’Atalanta e dell’Albinoleffe, per il 150° dell’Unità d’Italia a Calcinate. Tutto gratuitamente, a servizio delle associazioni che mi chiamano a presentare. Tanto che sono diventato sostenitore delle iniziative a favore della ricerca sulle malattie rare. Dove c’è bisogno di dare una mano, io ci sono.

Un volontario a 360 gradi, quindi. Una vita sul palco, a promuovere il bene…
Si può sempre trovare il tempo per aiutare qualcuno o sostenere realtà di volontariato. Durante la settimana si lavora, poi ci si ritaglia il tempo per aiutare qualche associazione…io, per esempio, presentando. Ma sono anche volontario dell’Auser di Trescore, alla quale dedico un giorno della mia settimana di pensionato. A volte non si riceve neppure un grazie, ma il sapere di essere stato utile al prossimo vale molto di più.

Ma tutti la conoscono come speaker degli alpini di Bergamo…
Beh, l’alpino è dentro di me da sempre. Sono socio della sezione di Endine Gaiano. Prima ho presentato le feste e le premiazioni, poi le adunate, sezionali e anche nazionali. Esperienze indimenticabili, dove il premio più grande è il contato con la gente. Ricordo l’adunata a Bergamo del 2010, ero emozionatissimo, ho anche pianto; non ho letto nessun appunto, parlava il cuore. Poi, ho presentato le rassegne di cori alpini, in vari teatri d’Italia, a Reggio Emilia, a Parma, a Catania. E, non da ultime, le “Olimpiadi degli alpini”, altrimenti dette le “Olimpiadi invernali in grigioverde”, cioè i CASTA, i Campionati Sciistici delle Truppe Alpine”, manifestazione internazionale che vede la partecipazione ogni anno di numerose rappresentanze straniere di corpi militari, al Sestriere come in Alto Adige. Tanti eventi, tanti ricordi, tante soddisfazioni.

Ma Brighenti è anche la “voce” della “Festa dell’Uva”…
Appena trasferito a Trescore, ecco la chiamata: ero insieme a Roby Zaina. Era il 1987, la mia prima presentazione sul palco di Piazza Cavour. Da allora 30 presentazioni ininterrotte: tanti artisti, esibizioni, spettacoli di danza, quadri folcloristici, ma soprattutto la sempre frizzante sfilata dei carri allegorici.

Lei è anche Cavaliere al merito della Repubblica Italiana?
Sì, un’altra bella soddisfazione, niente da dire. Ma non è un punto d’arrivo, bensì un motivo in più per ripartire e andare avanti.

Quindi, parliamo di futuro: cosa c’è dietro l’angolo?
Sempre la montagna, una mia grande passione: passeggiate, escursioni, scalate sui sentieri alpini. E fare il nonno per i miei nipoti.

Tiziano Piazza