Là, ad Abbazia, in località Tribulina, in via Lunga 48/A, in Valle del Lujo, affacciata sulla strada provinciale, nell’azienda agricola “Com.Best”, che emana ancora sapori antichi e bucolici, ben inserita nel contesto ambientale, Francesco Cugini è all’opera nella stalla: governa un autentico zoo rustico, composto da 10 mucche, 70 pecore, alcune caprette, tre maiali, un centinaio di animali da cortile. Con lui il papà Corrado, titolare e fondatore dell’azienda, e lo zio Martino, coadiutore. E’ pomeriggio, Francesco è appena tornato da Gorno, in Val del Riso, dove al mattino, dalle 7 alle 13, lavora in un caseificio; un impegno part-time, di sei ore, che gli permette così di impegnare il pomeriggio e la sera nella stalla, dando una mano a papà Corrado. Ed è qui che il 21enne Francesco, che ha in tasca quattro anni di perito agrario e il diploma di operatore agricolo, ha deciso di sperimentare un particolare tipo di allevamento, quello dei bufali.
“In Valle del Lujo, sono il primo che si cimenta in questo allevamento – spiega Francesco, mentre sta sistemando i recinti della stalla – Tutto è nato sui banchi di scuola, lo studio dei bufali e dell’allevamento bufalino mi ha incuriosito, e appena mi è capitata la possibilità, mi sono lanciato: ho acquistato tre piccoli bufali, provenienti da Caserta (Campania), che ora hanno quattro mesi, e ho iniziato a governarli, ricevendo subito delle belle soddisfazioni, in termini di facilità di lavoro e di riscontro nella loro crescita. I loro nomi sono tutto un programma: Batman, Robin e Zorro, anche perché sono tutti di colore nero. A settembre, poi, li ho portati in mostra alla Fiera agro-zootecnica della Valle del Lujo, dove tutti sono rimasti colpiti da questa novità. Non c’era visitatore che non si sia fatto un selfie con i miei bufali: la qual cosa mi ha entusiasmato e stimolato a proseguire con più grinta nel loro allevamento. Ed è quanto sto facendo”.
“I tre bufali hanno quasi tutti la stessa età, quattro mesi, settimana più settimana meno – continua Francesco Cugini, due occhi vispi e un sorriso fresco e simpatico – Pesano 150 kg ognuno e mangiano tanto, due volte al giorno: fieno a volontà e 2 kg di farine di cereali. Il mio obiettivo è di farli crescere bene e di portarli al loro giusto ingrasso, affinché il prossimo anno, quando avranno 16 mesi di età, siano pronti per essere macellati. Non prima di partecipare alla prossima Fiera agro-zootecnica della Valle del Lujo. Poi, la carne verrà porzionata e venduta a privati, su prenotazione”.
Secondo la Banca Dati Nazionale (BDN) dell’anagrafe zootecnica, al 31 dicembre 2017 erano presenti in Italia 396.725 bufali, di cui il 74% circa è allevato in Campania. Sul territorio nazionale ci sono 2.212 allevamenti di cui il 77% è registrato come produzione latte (il famoso “latte di bufala”), il 9% come produzione mista di latte e carne e il 14% è focalizzato solo sulla produzione di carne. Ma attenti, rispetto al passato, l’allevamento di bufali maschi è in forte crescita: il numero totale di capi macellati per anno è passato dai 4.621 del 2006 ai 94.660 del 2016.
“E’ un tipo di carne che può vantare qualità nutrizionali interessanti – prosegue Francesco – Ha meno calorie rispetto a quella bovina, una minore concentrazione di grassi e valori di colesterolo inferiori alla carne di struzzo; ma anche percentuali inferiori di grassi saturi (38,4%), superiori di monoinsaturi e una migliore composizione delle proteine, con un maggior apporto di amminoacidi essenziali come la lisina, oltre a livelli superiori di zinco e ferro e vitamine B6 e B12. Una carne di qualità, insomma, che può rappresentare un valore aggiunto per la mia attività”.
L’azienda agricola “Com.Best” ha una lunga tradizione. E’ nata con il bisnonno Martino, detto “Martì”, e proseguita con il figlio Giovanni, che poi ha trasferito il tutto a Corrado, il quale prima o poi passerà la mano a Francesco. “A me piace questo lavoro, non conto le ore che impegno in stalla – sottolinea Francesco – E’ la passione che mi muove, ce l’ho dentro, è nel mio dna. Certo, mi piace fare il casaro, ma quando torna a casa, la mia vita è nella stalla, con le bestie. Ora, sto imparando il mestiere da mio padre, è lui il titolare dell’azienda; abbiamo tante bestie da allevare, dalle mucche alle pecore, dai maiali ai conigli; e, poi, facciamo salumi. Con lui imparo moltissimo, e questo mi serve, soprattutto per il mio futuro. I bufali, poi, sono una scommessa: un’esperienza che mi è stata suggerita da Pierangelo Peracchi, un esperto in fatto di allevamenti, il promotore della Fiera agro-zootecnica. E’ lui che mi ha dato le dritte giuste nell’acquisto dei bufali. L’appuntamento, ora, è per l’anno prossimo, alla Fiera di settembre, per vedere se ha funzionato l’allevamento di questi bufali”.

Tiziano Piazza