Un anno, tanto ci è voluto. Albano Sant’Alessandro è fuori dall’Unione Intercomunale dei Colli. La decisione, presa il 20 febbraio 2018, durante una seduta di consiglio comunale, è ora ufficiale, dopo che i ricorsi presentati al Tar e al Consiglio di Stato da parte degli avversari, cioè l’Unione Intercomunale dei Colli (l’ente sovracomunale di Polizia Locale di cui Albano Sant’Alessandro faceva parte) non hanno dato esito positivo. Dallo scorso 1° gennaio Albano Sant’Alessandro è ripartito da solo, mettendo così in campo un servizio di polizia locale autonomo.
L’uscita, come già detto a suo tempo in sede di cronaca, è di quelle che pesano: Albano Sant’Alessandro, infatti, è uno dei quattro Comuni fondatori dell’ex-consorzio, insieme a Torre de’ Roveri, Brusaporto e San Paolo d’Argon (gli altri Comuni consorziati sono Cenate Sotto, Cenate Sopra, Gorlago, Bagnatica); inoltre, ha proprio sul suo territorio comunale la sede dell’Unione Intercomunale dei Colli; e, con oltre 8.000 abitanti, è il Comune che maggiormente contribuiva alla gestione dell’ente, oltre 200.000 euro all’anno.
Ebbene, ora è ufficiale: esce dall’Unione Intercomunale dei Colli il socio più importante, il più grosso, cioè Albano Sant’Alessandro, che gestirà in modo autonomo il servizio di Polizia Locale, con suoi vigili (per ora tre, ma a breve cinque e, in seguito, sette), suoi mezzi, sue risorse e una sua sede.
L’attuale sede dell’Unione Intercomunale dei Colli, che peraltro si trova in via Tonale, sul territorio comunale di Albano Sant’Alessandro, rimarrà sede operativa dell’ente, mentre la sede legale verrà trasferita a San Paolo d’Argon, in una struttura comunale che a suo tempo era la sede del Palazzo Municipale: a breve, verranno definiti i giorni e gli orari di apertura. Ma all’orizzonte si profila un altro problema: l’indennizzo che deve ricevere il Comune di Albano Sant’Alessandro da parte dell’Unione Intercomunale dei Colli: infatti, la sede operativa è stata costruita, come pure i mezzi presenti, anche con i contributi dei cittadini di Albano Sant’Alessandro.
Intanto il sindaco Maurizio Donisi vuole ancora una volta ribadire quali sono stati i motivi che hanno portato la sua amministrazione comunale ad uscire dall’Unione Intercomunale dei Colli: “Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un “decadimento” dei servizi offerti dall’Unione, cosa evidente a noi amministratori e forse ancor di più ai nostri concittadini. Pensiamo alla al pattugliamento del territorio e alla presenza del vigile fisso per le strade del paese, davanti alle scuole e nei luoghi sensibili. Pensiamo alla cancellazione del servizio 24 H (servizio continuativo su 24 ore). Pensiamo al controllo dei parchi e delle strade. E altro ancora. La sicurezza prima di tutto, come controllo, ma soprattutto come prevenzione. Al momento della sottoscrizione, lo Statuto prevedeva questi “servizi essenziali” che, oggi, come è evidente, non sono più garantiti. Per porre una “toppa”, abbiamo dovuto stipulare convenzioni con associazioni di volontariato che operano nella sicurezza , ma il loro utilizzo, per legge, come sapete, è confinato al ruolo di “collaborazione”. Negli ultimi anni, poi, abbiamo dato all’Unione più di 200.000 euro all’anno. La quota pro-capite per abitante è aumentata, ma la qualità dei servizi no. La politica ha l’onore e l’onere di fare delle scelte. Abbiamo dato retta anche ai nostri cittadini, che a più riprese lamentavano scarsi servizi”.
Ora, dunque, Albano Sant’Alessandro cammina da solo. In breve tempo deve costruire ex-novo una Polizia Comunale, ma fortunatamente dalla sua può vantare la presenza e la competenza dell’assessore alla Sicurezza Cav. Enzo Fiocchi, che è stato fra i fondatori dell’Unione Intercomunale dei Colli.

Ti.Pi.