Nato a Seriate 54 anni fa, ma residente ad Albino da quasi trent’anni, quanto aveva 25 anni, Giacomo Pesenti è l’allenatore dell’Oratorio Albino Calcio Giovanissimi CSI. Sposato con Cinzia e padre di due figli, Stefano di 26 anni e Michela di 21 anni, ha frequentato la scuola superiore per diventare disegnatore meccanico. Ora, però, lavora a Zanica come magazziniere-autista.
La sua passione è lo sport, in particolare il calcio e il ciclismo bici. Da ragazzo ha giocato nell’Aurora Seriate e nell’Enoidea fino ad arrivare a calcare i campi della Seconda categoria. Ma c’è di più: ha avuto anche l’opportunità di allenarsi con la Primavera dell’Atalanta. Poi, però, ha preferito il calcio amatoriale, giocando in una squadra del campionato infrasettimanale CSI fino ai 40 anni. Oltre al calcio, nel tempo libero gli piace andare in bicicletta.
La redazione lo intervista per un evento che lo ha visto recentemente protagonista allo stadio Olimpico, a Roma, insieme ai suoi ragazzi, cioè i Giovanissimi CSI, in una partita “pregara” della finale di Coppa Italia di calcio fra Lazio e Atalanta.

Cosa è successo, nello specifico?
In occasione della partita di finale della TIM Cup (Coppa Italia) fra Lazio e Atalanta, siamo stati invitati a giocare una partita “pregara” della Junior TIM CUP, il torneo di calcio a 7 riservato agli Under 14, promosso da Lega Serie A, TIM e Cento Sportivo Italiano (CSI). Siamo stati invitati a confrontarci in amichevole contro i pari età della Parrocchia della Natività di Maria Santissima di Selva Candida, un’area urbana del Municipio Roma 14, centrando peraltro una prestigiosa vittoria, per 8 – 1.

Come siete arrivati a Roma?
La TIM CUP è un torneo a 7 che si svolge nella Bergamasca, è la Coppa Italia degli Oratori. La nostra squadra è arrivata in finale contro l’Alzanese. Come da regolamento, i vincitori vanno tre giorni al centro tecnico federale di Coverciano, a Firenze. Noi, invece, in questo caso, siamo stati più fortunati ad arrivare al secondo posto. Quando don Andrea, il nostro curato, mi ha chiamato per comunicarci che il CSI ci aveva invitato a Roma per giocare prima della finale di Coppa Italia, non ci volevo credere. Proprio noi, Oratorio Albino Calcio, a Roma a rappresentare Bergamo. Una sorpresona!

Come ha vissuto questa esperienza?
E’ stato tutto incredibile. Un’esperienza bellissima, indimenticabile per tutta la squadra: per noi allenatori, ma soprattutto per i ragazzi. Qualcosa di indescrivibile: come stare negli spogliatoi, uscire dal tunnel dell’Olimpico, calcare il campo prima dei giocatori della partita Lazio – Atalanta.

E come si sono comportati i ragazzi?
I ragazzi si sono impegnati al massimo, nonostante l’emozione e la voglia di mettersi in mostra. Giocando come sanno fare, hanno vinto 8 a 1. Ma al di la del risultato sono molto soddisfatto per i complimenti ricevuti dai vari responsabili del CSI di Bergamo e di Roma, per il comportamento mostrato dai ragazzi, anche perché, oltre che allenatori, siamo anche educatori. Giusto, segnalare che si sono stati coloro che sono scesi in campo, a Roma: Carrara Simone, Austoni Riccardo, Birolini Filippo, Rossi Matteo, Testa Daniele, Fall Madiyou, Cucè Federico, Esculapio Mattia, Crotti Diego, Manenti Fabio, Tacchini Marco, Martinelli Luca, Mura Cristian, Ratti Diego, Signori Marcello, Carrara Alessandro.

E, ora, quali progetti per il futuro?
L’anno prossimo sarò ancora con loro, li guiderò in campionato insieme ai miei validi collaboratori: Stefano Capitanio, Stefano Pesenti, Armando Persico, Mattia Masseroli e Hassan; oltre ad essere grandissimi collaboratori, sono soprattutto amici. La speranza è quella di ottenere ancora ottimi risultati e delle belle soddisfazioni sia in capo che fuori. Voglio far capire ai ragazzi che giocare nell’Oratorio Albino Calcio non è da meno che giocare in società sportive più blasonate, perché anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo vinto campionati e coppe, peraltro facendo giocare tutti i giocatori in lista. L’oratorio, poi, è anche un luogo fantastico, dove trovare amici e condividere le varie attività sportive e non che vengono proposte; attività che aiutano a crescere e a divertire.

Ma, come è arrivato ad allenare questa squadra “Olimpica”?
Mi sono avvicinato all’Oratorio di Albino 20 anni fa, quando mio figlio Stefano ha cominciato a giocare a calcio nei Pulcini: era necessario dare una mano all’Oratorio Albino Calcio; cosi, con un amico, ci siamo messi a disposizione con una squadra, prima come collaboratori poi come allenatori. A seguire, ho frequentato i vari corsi di allenatore. E, 10 anni fa, ho cominciato ad allenare i ragazzi del 1999-2000: li ho avuti un anno. Poi, ho voluto provare una nuova esperienza e sono andato alla Nembrese, con i miei collaboratori Stefano Capitanio e Armando Persico: lì, ho allenato i ragazzi del 2002 per due anni. Però, pur trovandomi benissimo, ho deciso di tornare a “casa”, all’Oratorio Albino Calcio. Da subito, insieme a mio figlio Stefano, ho iniziato ad allenare i ragazzi del 2002: un successo, abbiamo vinto il campionato e i provinciali CSI. L’anno dopo, con i ragazzi del 2001-2002, abbiamo conquistato il secondo posto in campionato e nella finale della Coppa Bergamo, giocata a Zingonia. Da quest’anno, infine, ho preso in carico i ragazzi del 2005-2006.

Come è andata questa stagione?
All’inizio ci sono state un po’ di difficoltà, anche perché abbiamo dovuto unire gruppi di ragazzi che non si conoscevano e non avevano mai giocato insieme. Non è stato facile, ma grazie anche a Capitanio, Pesenti e Persico, e da quest’anno Mattia Masseroli e Hassan, siamo riusciti a formare un bel gruppo sia in campo che negli spogliatoi (molto importante per me), riuscendo a coinvolgere anche i genitori nelle varie iniziative di corredo, come cene e pizzate, momenti molto importanti per “fare gruppo”. Siamo arrivati quinti in campionato, crescendo di partita in partita, arrivando a disputare la finale. Bellissima, poi, come detto, la trasferta a Roma.

Ma fa dell’altro, in Oratorio?
Sono consigliere dell’Oratorio Albino Calcio da quattro anni e collaboro anche con la “Scuola calcio”, 60 bambini che al sabato mattina si allenano al Campo Kennedy. Inoltre, insieme alla mia famiglia sono attivo in Oratorio, impegnandomi nelle attività ricreative: per esempio, mi piace seguire i ragazzi che vanno ai campi estivi.

Il suo sogno nel cassetto?
Beh, nonostante la sconfitta in Coppa Italia con la Lazio, il mio sogno si è avverato: l’Atalanta è in Champions League.

T.P.