Incorniciata da un sorriso aperto e sereno, con occhi vispi e vitalità da arzilla nonnina, Giampiera Longaretti, classe 1946, nata a Costa Monticelli (attuale Costa Mezzate) e residente a Rova dal 1976, è l’attuale presidente della Conferenza San Vincenzo di Gazzaniga. Fornaia al suo paese, arriva a Rova perché sposa Franco Ghilardini. Avendo il diploma di scuola magistrale, in breve inizia l’attività di maestra d’asilo, presso la scuola materna “Decio e Felice Briolini”. Il servizio inizia nel 1976 e dura fino al 1985, portato avanti con tanta passione. Poi la pensione. Oltre alla cura della famiglia (è madre di un figlio), si rende disponibile a dedicare tempo e risorse a diverse attività nel campo del volontariato. Per questo motivo è conosciuta in paese: sempre disponibile e generosa sia con bambini che anziani, malati e bisognosi, e chi vive in condizioni di fragilità sociale e precarietà economica. Una persona affabile, che ha fatto della solidarietà il suo credo.
La direzione di Paese Mio (Giornale di Honio) la intervista, per conoscere e presentare quello che fa, spesso non apertamente manifestato, affinchè possa essere di esempio ad altre persone.

Come si è avvicinata al mondo del volontariato?
Dal 1985, quando sono andata in pensione sono stata richiesta dall’Oratorio di Gazzaniga per dare una mano, ma soprattutto per fare catechismo: un impegno portato avanti dal 1985 al 2007, in contemporanea con altri servizi in parrocchia. Inoltre sono stata avvicinata dall’assistente sociale dell’ASL per seguire una famiglia con problemi, dando la mia presenza due o tre volte la settimana. La prima esperienza di questo tipo è durato per due anni circa… e nel tempo ho fatto più servizi di questo genere. La mia presenza è stata di supporto temporaneo, di vicinanza, di compagnia e di monitoraggio della situazione sociale. Ritengo molto importanti le relazioni che si sono instaurate, semplici ma convinte.

E quando è entrata a fare parte della Conferenza San Vincenzo?
Intorno al 2011, quale naturale sbocco della mia disponibilità di aiuto verso il prossimo. Del resto, la principale operatività che guida la San Vincenzo è il servizio di assistenza ai poveri della comunità. E per me dare aiuto alle persone che si trovano in condizioni di sofferenza morale e materiale è una cosa abbastanza conosciuta. Poco dopo sono diventata segretaria del gruppo; poi, nel 2015, scadendo il mandato di Franca Gritti, ci sono state le elezioni. Il risultato è che mi hanno eletta.

Ci parli degli obiettivi della Conferenza San Vincenzo…
Il motivo che ci guida noi “vincenziani” è la condivisione del disagio, nel rispetto della persona e nella vicinanza, cercando di rimuovere le situazioni di povertà e di emarginazione attraverso piccoli gesti di aiuto e di sostegno, quali ad esempio la visita a domicilio. Questa, infatti, è la peculiarità della San Vincenzo. Con tali visite improntate sull’ascolto si creano relazioni che aiutano a conoscere maggiormente i motivi che provocano disagio e difficoltà. Conosciuta la situazione di fragilità, si cerca di sostenerle nel loro percorso di affrancamento sociale. In altre parole, carità, incontro con loro, presenza fattiva, condivisione delle loro sofferenze, vicinanza nei momenti di sconforto, semplice compagnia, per spezzare il cerchio della loro solitudine.

Ha parlato anche di sostegno concreto, cosa vuol dire?
L’iniziativa più evidente e concreta è la donazione del pacco alimentare, contenente tanti prodotti di prima necessità. Le famiglie della nostra comunità che assistiamo sono attualmente 18, di cui due terzi di immigrati e un terzo di italiani. I prodotti arrivano da diverse parti. Una piccola parte arriva direttamente dal banco alimentare di Bergamo; ma una gran parte arriva soprattutto dalle varie raccolte che facciamo sul territorio, durante i momenti forti del calendario liturgico, proposti da don Luigi, cioè Quaresima e Avvento, per cui mettiamo in chiesa, sotto l’ambone, la cesta per la raccolta degli alimenti. E’ un’iniziativa che facciamo da due anni con un buon riscontro. Inoltre, facciamo la Giornata della Solidarietà nelle scuole raccogliendo anche qui diversi alimenti. Ma, poiché tutto ciò non basta, dobbiamo integrare comperando ciò che occorre. Come? Utilizzando il denaro delle offerte che riceviamo, la nostra autotassazione ed il contributo del Comune. Il 26 settembre è la Giornata della San Vincenzo: per tutto il girono, vendita di ciclamini, un’altra occasione per raccogliere fondi. Come si può dedurre la nostra comunità è attenta e generosa. Poi, un altro modo di aiuto alle famiglie in difficoltà è la realizzazione dei progetti REI, che consistono nell’erogazione di un piccolo contributo mensile per sei mesi. A una condizione: esigere da questi soggetti un impegno di lavoro a beneficio della comunità (alcuni progetti sono stati realizzati).

Ci sono altri tipi di raccolta?
Sì, indumenti, in particolare per bambini e ragazzi. Tutti capi in buono stato, pratici, che sistemiamo in un magazzino, che è il garage del parroco. Noi facciamo da “filtro”. Qualora non ci servissero, diciamo a queste persone di portarli al CAV (Centro di Aiuto alla Vita) di Alzano.

Come distribuite i pacchi?
I pacchi vengono distribuiti ogni quattro settimane, cercando di accontentare tutte le richieste. Per integrare gli alimenti, lo stesso giorno della distribuzione compriamo un po’ di frutta e verdura e la inseriamo con gli altri alimenti. Il pacco alimentare, oltre ad essere un sostegno concreto alle difficoltà economiche delle famiglie, rappresenta per noi “vincenziani” un importante “biglietto da visita”, un apriporta o più semplicemente un punto di partenza, per iniziare a tessere relazioni umane ed amicali più profonde con i poveri che si incontrano, ciò aiuta ad individuare altre modalità di aiuto e di servizio. Insomma, il pacco alimentare come un mezzo, e non come fine. E la gente è riconoscente, si sente compresa.

Qual è l’organigramma del vostro gruppo?
La nostra Conferenza è composta da tredici persone. Penso di poter dire che sia un gruppo molto collaborativo. Oltre a me, c’è la vice-presidente Camilla Nani, la segretaria Silvana Mautino, la tesoriera Marisa Morstabilini, l’assistente spirituale don Angelo Ferrari e altre vincenziane tutte molto collaborative. Ci incontriamo una volta ogni tre settimane, presso la casa parrocchiale, alle 14,45; ed anche una volta al mese, per la preparazione e la distribuzione del pacco. Devo sottolineare che non sarebbe così proficuo il nostro lavoro, se non lavorassimo in collaborazione con le nostre carissime assistenti sociali del Comune.

Per informazioni: 348.0368955.

TI.PI.