New York scopre il talento di Giovan Battista Moroni. E Albino sale alla ribalta delle cronache internazionali. Infatti, dopo la mostra di Londra nel 2014 alla Royal Academy of Arts, la Frick Collection di New York esalta tutta la ricchezza della ritrattistica rinascimentale, mettendo in mostra proprio i ritratti del pittore albinese. Un Giovanni Battista Moroni come non si era mai visto prima, in una mostra dal titolo “Moroni: The Riches of Renaissance Portraiturè”, aperta al pubblico dallo scorso 21 febbraio fino al 2 giugno presentando un totale di 23 opere tra ritratti e oggetti caratteristici del periodo in cui operò, ossia il XVI° secolo.
Si tratta della prima importante mostra negli Stati Uniti su Giovan Battista Moroni (escludendo quella di piccole dimensioni che nel 2000 si tenne a Fort Worth, in Texas), curata da Aimee Ng della The Frick Collection, Simone Facchinetti curatore al museo Adriano Barbareggi di Bergamo e Arturo Galansino direttore di Palazzo Strozzi a Firenze. Rispetto alla mostra di Londra c’è una bella novità: oltre ai ritratti, la mostra si focalizza anche sugli oggetti raffigurati nei ritratti, che offrono uno spaccato sulla società del tempo, ma anche per meglio capire l’estremo realismo e l’attenzione ai dettagli presenti nella pittura del Moroni. Basti pensare al “ritratto di Isotta Brembati Grumelli”, raffigurata seduta con un collo di pelliccia di zibellino e quella che apparentemente sembra una borsa. In realtà si tratta di un ventaglio come si evince dall’oggetto in mostra in una teca di fronte al quadro.
Tra le opere in mostra, cinque delle quali provengono da Bergamo, in particolare dall’Accademia Carrara e dalla Fondazione Museo di Palazzo Moroni, anche “Il sarto”, il celebre dipinto in olio su tela in prestito dalla National Gallery di Londra. E’ l’opera che più di tutte rappresenta il suo lavoro e che lo ha reso noto a livello internazionale. Ampia attenzione anche ai ritratti sacri, in cui per la prima volta il Moroni rappresenta figure sacre con personaggi del tempo.
Oltre al “ritratto di Isotta Brembati Grumelli”, anche il “Cavaliere in rosa”, ossia il ritratto di Gian Girolamo Grumelli, marito della contessa Isotta. Con loro i ritratti dei coniugi Bernardo e Pace Rivola Spini, di casa all’Accademica Carrara di Bergamo; i coniugi Faustino Avogadro e Lucia Albani; il poeta e umanista bergamasco Giovanni Bressani.
E’ proprio il caso di dire: “Goodbye Moroni, ambasciatore a New York di Bergamo e di Albino”.

T.P.