Giovan Battista Moroni l’uomo e l’artista: presentato il libro ad Albino

L’auditorium di Albino, sabato 30 gennaio scorso alla presentazione del libro di Giampiero Tiraboschi sul Moroni, era gremito. Tanta gente sulle sedie e anche in piedi. Ovviamente, presenti anche il sindaco di Albino Fabio Terzi, gli assessori, i consiglieri comunali e molti ragazzi delle scuole.

 

Sembrava quasi che la nostra bella cittadina, per un attimo si fosse fermata a contemplare il suo glorioso passato.

Era emozionato Giampiero, forse anche più del giovedì prima quando, al Museo Bernareggi di Bergamo di fronte alla moglie, agli amici, agli storici, ai giornalisti e, a tutta la Bergamo che conta, aveva presentato ufficialmente il suo libro. Poi per, passata l’emozione del momento, è venuto fuori lo storico che conosce l’argomento e lo sa spiegare in modo preciso approfondito e corretto. Quando Moroni morì, probabilmente tra il 1579 e il 1580, come molti pittori prima e dopo di lui, non aveva piena coscienza  della grandezza della sua opera e che un giorno la città dove è nato avrebbe preso il suo nome.

Moroni è stato scoperto tardi  perché,  a differenza di tanti pittori del suo tempo tra cui Francesco Terzi, decise di non andare a prestare la sua opera in una grande città d’arte come Roma, Firenze o Venezia alla corte di qualche famiglia potente ma, decise di vivere e restare a lavorare ad Albino.

Anche in questo libro Giampiero, come negli altri che ha scritto, riesce a contestualizzare il personaggio del Moroni, a inserirlo nel suo tempo facendo capire l’importanza che aveva la  pittura in quegli anni e, insieme al personaggio, riesce a spiegare le dinamiche della società della seconda meta del 1500, una società, a differenza di quello che si può pensare, viva e dinamica. Infatti, Albino era un importante centro manifatturiero e di commercio e la fortuna di Albino era avere il torrente Rio re che dava energia per la fabbrica di lavorazione dei panni.

Oggi, grazie al libro di Gianpiero Tiraboschi sappiamo molte cose in più su Moroni: sappiamo che ha dipinto circa 130 ritratti di cui 60 anonimi, sappiamo che è nato nel 1521 nel Sedime dei Mori (attuale Sant’Anna), delle sue origini umili, il padre Francesco era un artigiano edile e di come si sia innamorato della pittura, dei suoi inizi come apprendista a Brescia nella bottega del Moretto, dove impara la tecnica della pittura e dove si intravedono già le sue spiccate doti di ritrattista. Delle sue esperienze sempre a Brescia e poi a Trento dopo il concilio, dove forse conosce il Tiziano, e del suo ritorno definitivo ad Albino nel 1555 dopo la morte del Moretto, quando sostituisce i pittori Marinoni ed inizia a lavorare per l’aristocrazia locale.

Il libro parla anche del suo matrimonio con Bartolomea, avvenuto il 6 ottobre 1556, da cui ha avuto quattro figli: Alessandro, Laura, Mario e Francesco.  Inoltre, la monografia racconta anche dell’impegno civico di Moroni prima nella Misericordia e poi come console e di come gli albinesi  davano lustro a Moroni chiamandolo prima maestro, poi dominus e, infine,  signore.

Oggi Giampiero Tiraboschi ha 77 anni, possono sembrare molti ma, in fondo, per uno scrittore non sono poi tanti. Pablo Neruda ha scritto sino a tarda età e Andrea Camilleri, il papà di Montalbano, a 90 anni scrive ancora dei bei libri. La speranza è che Giampiero ci regali ancora altri libri, che approfondisca i suoi studi sul Moroni e che la storia locale venga valorizzata davvero non solo a parole.

 

Sergio Tosini