Albino, terra di sport; ma soprattutto fucina di campioni. Fra questi Giulia Gatti, campionessa di basket, attualmente una delle figure più importanti dello sport albinese, da anni ai vertici nazionali e internazionali. Nata il 16 marzo 1989, a Bergamo, ma residente ad Albino, ha appena concluso la terza stagione a Schio (Vicenza), in una delle squadre più blasonate del panorama cestistico italiano. In un momento di pausa dai suoi impegni, la Direzione di Paese Mio l’ha incontrata, per conoscere la sua storia, la sua vita sportiva, i suoi progetti futuri.

Chi è Giulia Gatti?
Fuori dall’ambito sportivo, che peraltro mi ha impegnato moltissimo in questi anni, sono riuscita anche a studiare: quattro anni fa, ho conseguito una laurea triennale in scienze motorie, e proprio lo scorso anno ho deciso di proseguire gli studi, iscrivendomi alla magistrale online (Unisanraffaele)… Certo, durante la stagione sportiva ho poco tempo libero, ma in estate mi piace molto viaggiare (tra poco parto per l’America) e, quando ho del tempo libero o sono in vacanza o mi piace semplicemente godermi la mia famiglia, il mio paese (Albino), stare con il mio ragazzo.

Come si è avvicinata allo sport e, in particolare, al basket?
Gioco a basket da quando ho iniziato la prima elementare; il basket si respirava in casa: mia mamma è un ex-giocatrice e mio papà un ex-allenatore. Ho sempre amato questo sport e, avendo una sorella maggiore (quattro anni più di me) che giocava,… beh, diciamo che sono stata presto indirizzata verso questa disciplina.

Qual è il cammino della tua carriera?
Il cammino è stato lungo e impegnativo, ricco di tanti momenti felici e anni indimenticabili, ma conditi qua e là da qualche momento un po’ più difficile. Ho giocato ad Albino fino all’età di 18 anni. A 15 anni, ho debuttato a livello senior con la serie B dell’Edelweiss (ora questa società milita in serie A2) e per qualche anno sono riuscita a far combaciare gli impegni a livello giovanile e di prima squadra. Nell’anno in cui frequentavo la quinta superiore ho deciso di provare l’esperienza della serie A, a Montichiari, ed è da quell’anno che vivo lontano da casa per giocare a basket professionistico. Ho girato negli anni un po’ tutta l’Italia, da nord a sud: sono stata, infatti, a Napoli, Pomezia, Pozzuoli, Como, Taranto, Ragusa, ed ora è appunto il terzo anno che mi trovo a Schio (Vicenza) e, salvo imprevisti, dovrei rimanerci per i prossimi due anni.

Cosa c’è nel tuo palmares?
Nel mio palmares c’è un titolo europeo con la nazionale Under 18, due titoli europei con la nazionale Under 20, due titoli europei con la nazionale maggiore. A livello di team, ci sono due scudetti, tre Supercoppa Italiana e due Coppa Italia, tutti vinti con la squadra di Schio in queste ultime tre stagioni.

E l’esperienza della nazionale?
La nazionale è un sogno per tutti i bambini che amano diventare giocatori o giocatrici di qualsiasi sport. Purtroppo, quest’ultima estate non sono riuscita a partecipare ai campionati europei, come mi era invece successo negli scorsi anni; speriamo in un futuro di poter tornare a cantare l’Inno d’Italia prima di partite importanti, ogni volta è una grossa emozione.

Come è andata la stagione 2016-17?
Purtroppo, è stata una delle stagioni più difficili, sia per quanto riguarda la squadra in generale che a livello personale. A novembre, mi sono infortunata gravemente alla caviglia e sono perciò rimasta lontana dal campo per tre mesi. A livello di squadra, poi, non sono arrivati i risultati tanto attesi alla vigilia del campionato, in quanto non siamo riusciti a vincere lo scudetto, avendo perso in finale contro Lucca. Non va però dimenticato che in questo anno, comunque difficile, abbiamo vinto la Supercoppa italiana e la Coppa Italia.

E come sarà il nuovo campionato?
Il prossimo anno giocherò nuovamente a Schio, ovviamente l’unico obiettivo è vincere lo scudetto e tornare ad essere la squadra più forte d’Italia. A livello personale, poi, spero di ritornare il più velocemente possibile in forma e dare il massimo contributo possibile alla squadra, sia nelle partite di campionato che durante l’Eurolega.

Qual è il tuo rapporto con Albino?
Ad Albino sto veramente da Dio; ho girato tanti paesi, ma casa è sempre casa. Mi piacciono i paesi piccoli, mi piace passeggiare e non essere nel traffico dalla mattina alla sera, perciò penso che Albino sia perfetto per me. Poi, qui, ho i miei genitori, mia sorella, zii, zie, cugini e amiche d’infanzia… perciò mi viene da pensare che per me Albino sia sinonimo di casa.

E, in futuro, il sogno nel cassetto?
In futuro, spero di riuscire a trovare un lavoro nell’ambito dei miei studi. Mi piacerebbe lavorare in palestre riabilitative e con gli sportivi! Ancor più importante, però, sogno di vivere un giorno con il mio ragazzo tutto l’anno e non solo durante l’estate; e magari creare una famiglia. Insomma, mi piace pensare di vivere in futuro una vita un po’ più tranquilla e stabile, anche se, adesso come adesso, preferisco concentrarmi sul basket, che ritengo sia lo sport più bello del mondo.

Tiziano Piazza