GLI “AIR” A OREZZO

Air for brass the Berghém son più di un gruppo di amici e di ottoni. Sono innanzitutto un gioco di parole, che mischia il dialetto, espressione della tradizione bergamasca, all’inglese, sempre più lingua intercontinentale, per formare un nome altamente significativo, che sembra voler fondere varietà in multiculturalismo. Anche nella musica, gli Air sposano questa filosofia. Le loro canzoni sono un frullato altamente energetico di contesti e situazioni: il loro repertorio prevede arrangiamenti di Madonnina dai Riccioli d’Oro, di classici dei Beatles, di canti alpini o pietre miliari della musica italiana, come Sole Mio. Ma, soprattutto, gli Air riescono a compiere un ulteriore accostamento, forse ancor più eclettico dei precedenti, eppure quello più importante. Riescono a unire musica e divertimento con una riflessione sull’importanza della cura e del prendersi cura. Collaborando infatti con l’Associazione Cure Palliative, una onlus che si occupa di sostegno ai malati inguaribili, promuovono e sensibilizzano la gente riguardo ai servizi medici, psicologici e sociali offerti – anche da molti volontari – presso l’Hospice Kika Mamoli di Borgo Palazzo e il Day Hospital dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII.

 

Molti son stati gli appuntamenti di questo gruppo, partendo dal Gran Galà di Bergamo, lo scorso 13 maggio al Donizetti, fino all’esibizione, il 10 agosto, notte delle stelle cadenti, presso la “Penzana” di Orezzo (Gazzaniga). E, forse, non è un caso se sulla loro maglietta, durante il concerto, campeggiava la scritta: “Cittadini del mondo e delle stelle”.

Michele M.