Semplicità, devozione popolare, grande partecipazione ai momenti religiosi. Queste le dimensioni che hanno animato le centinaia di persone che si sono accalcate nel santuario della Madonna della Rose, per partecipare alle celebrazioni organizzate dalla parrocchia dei SS Cornelio e Cipriano, in occasione del 600° anniversario dell’Apparizione, una delle feste più sentite ad Albano Sant’Alessandro. Una gran folla, accorsa già nella settimana precedente per varie occasioni di preghiera, che è aumentata di numero il 4 gennaio, peraltro accorsa anche da fuori città, da tutta la Bergamasca, per assistere alle celebrazioni religiose, in locandina dalla mattina alla sera. In particolare, durante la Messa solenne delle 10.30, che ha visto la presenza, oltre che del parroco don Gianmario Aristolao, del cardinale Salvatore De Giorgi, arcivescovo emerito di Palermo. Gran numero di fedeli anche durante i vespri delle 14.30, al termine dei quali si è svolto il rito della benedizione dei bambini. E santuario gremito durante il concerto presentato in serata dalla “Scuola di Canto” dei maestri Melchiade Garavelli (tenore) e Anna Clima (mezzosoprano), con il patrocinio del Comune di Albano Sant’Alessandro. Un concerto celebrativo, che ha visto come pianista accompagnatore il maestro Adele Belotti, che ha sostenuto gli interventi solisti di Angela Borlacchi (flauto), Laura Rapizza e Lucia Reniero (soprani), Bruno Colleoni (tenore) e Paolo Vavassori, Paolo Gabbiadini e Tommaso Persico (baritoni).
La storia del santuario della Madonna delle Rose inizia nella notte tra il 3 ed il 4 gennaio 1417: due mercanti romagnoli, diretti da Brescia a Bergamo, si trovano sperduti in una boscaglia nei pressi del villaggio chiamato Albano. Bergamo è a soli 8 km, ma per loro non c’è via di scampo: nel buio, tra rovi ed acquitrini coperti dalla neve, si sentono morire di freddo e di paura. Si rivolgono quindi con fervore al Signore, invocano la Madonna e fanno voto di costruire una Cappella, se riescono a liberarsi da quella disperata situazione. Improvvisamente dal cielo, raggi di luce rompono le tenebre ed una striscia di rugiada luminosa indica loro il cammino. Con animo sollevato e riconoscente seguono quel sentiero che sembra loro dire: “questa è la via, camminate per essa!”, fino al suo sbocco nella strada maestra ritrovata. Quindi, accompagnati dal chiarore, in brevissimo tempo raggiungono la città di Bergamo. Il loro desiderio è quello di ringraziare subito la Vergine, entrando nella basilica di Santa Maria Maggiore, ma questa, data l’ora della notte, è ancora chiusa. Si riparano in una torre diroccata e buia, ma subito un grande bagliore li blocca e li avvolge: elevata da terra, seduta su un serto di rose che la circondano completamente, appare la Vergine Immacolata con stretto al petto il Bambino Gesù che stringe egli pure in una mano un piccolo mazzo di rose bianche, in atto di offrirlo alla Mamma. Il luogo dell’apparizione venne chiamato, da quella notte, il Colle di Rosate.
Tutti sono intenzionati ad erigere un Tempio in riconoscenza. I due fortunati mercanti ritornano ad Albano, sul luogo della prima visione, comperano il terreno dove è avvenuta l’apparizione e vi costruiscono la Cappelletta, che richiamerà la devozione dei fedeli per 438 anni.
La devozione alla Madonna delle Rose fu riaccesa ad Albano durante il colera del 1855. Il parroco di allora non solo esortò la sua gente a ricorrere alla Madonna delle Rose, ma anche a fare ad essa il voto di erigere un santuario al posto della cappella, se avesse fatto cessare il contagio. Il contagio cessò e il 20 settembre del 1855 si iniziò la costruzione del santuario, che venne aperto al culto nel 1883. Successivamente, l’immagine della Madonna delle Rose fu incoronata il 14 settembre del 1920.