Si è tenuta il mese scorso, in oratorio, la 5^ edizione della “Festa del Pane”, appuntamento che mette al centro dell’attenzione l’integrazione, la condivisione e l’incontro fra le diverse comunità e nazionalità che abitano in paese. Un evento importante, che caratterizza la comunità argonese e la qualifica. Un evento di vasta portata solidale, nato nel 2013, grazie alla collaborazione tra la parrocchia, il tavolo interculturale del Comune e la commissione vicariale Ecummè, a partire dall’idea del “pane come pietanza semplice e povera presente in ogni cultura, e che quindi possa essere un simbolo di ciò che, al di là di tutte le differenze, unisce ed avvicina gli uomini e le donne di tutto il mondo”.
Nello specifico, “Pane, il cibo di tutti e per tutti” era il titolo dato all’edizione 2018, per riflettere in particolare sul tema della povertà e dei diritti umani, in occasione del 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948).
Al centro dell’evento c’erano gli stand allestiti da cittadini appartenenti a nazionalità diverse, dove venivano presentati i caratteri tipici del proprio paese, a partire dalle prelibatezze culinarie. Erano rappresentati sei Stati – Polonia, Iran, Romania, Marocco, Filippine, Italia – mentre un tavolo è stato curato dai richiedenti asilo, ospiti nella “Cascina del migrante”.
Inoltre, un video e dei cartelloni informativi, in italiano ed inglese, erano stati preparati per presentare i diritti umani, spiegando semplicemente cosa fossero, la loro importanza e la loro storia. “Personalmente, ho vagato tra i tavoli per intervistare le persone, chiedendo semplicemente una definizione di diritti umani – sottolinea Leonardo Cornago, assessore alla Pace ed Integrazione – Ho ricevuto risposte molto varie e profonde, anche dai bambini, che mi hanno dato degli spunti per qualche incontro su questo tema da organizzare dopo l’estate”.
A termine dell’evento c’è stato un piccolo momento di riflessione, guidato dal curato don Matteo Marcassoli, che ha parlato di Francesco d’Assisi, un grande Santo, simbolo del dialogo interreligioso: nel periodo delle Crociate, infatti, egli aveva attraversato il campo di battaglia per incontrare il Saladino, comandante delle truppe musulmane, instaurando con lui un legane di amicizia e stima, gettando un ponte di dialogo e pace. Inoltre, Don Matteo ha ricordato la posizione di San Francesco sul tema della povertà, citando la frase che egli disse a un suo frate quando, sulla strada, incontrarono un mendicante: “Fratello, dobbiamo restituire il mantello a questo poveretto, perché è suo: noi l’abbiamo avuto in prestito sino a quando non ci capitasse di incontrare uno più povero”.
L’assessore Cornago, invece, ha letto l’articolo n°2 della Costituzione Italiana, che celebra anch’essa quest’anno il suo 70° anniversario: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità; e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.”
Tra gli interventi del pubblico, infine, sono stati molto apprezzati quelli di due signore che hanno voluto recitare il Padre Nostro nelle loro lingue madri, rumeno e filippino.

Lorenzo Bonomelli