Bella festa, divertente, interessante, ricca di iniziative, ma soprattutto contagiosa e coinvolgente, capace di aggregare, di far incontrare tante persone, di soddisfare tutte le età e tutti i gusti, in un clima sereno e allegro. Così, anche questa Festa dell’Uva e dell’Agricoltura Bergamasca, la 62^ edizione, è passata agli archivi, non senza essere sottolineata come una delle meglio riuscite degli ultimi anni. Parola degli organizzatori, che hanno messo in evidenza come il risultato finale sia andato ben oltre ogni più rosea aspettativa. “Certo, non era iniziata con i migliori auspici – sottolinea il presidente della Pro Loco Carlo Algisi – Nei primi tre giorni siamo stati un po’ condizionati dal maltempo: pioggia nel tardo pomeriggio e frenata per chi voleva essere presente alle iniziative serali. Poi, però, tutto è filato via liscio, soprattutto il tempo ci ha messo del suo e la settimana fino a domenica 9 settembre è stata fantastica. Gli eventi hanno guadagnato ampi consensi, in termini anche di affluenza di pubblico. Ben gradite sono state le degustazioni di vini, spesso di cantine nuove o poco conosciute, ma soprattutto apprezzamenti per i gruppi che si sono esibiti nelle diverse serate, veramente bravi, capaci di far riempire sempre Piazza Cavour. Devo dare atto ai responsabili della Pro Loco che hanno ben azzeccato le scelte di questi gruppi”.
“E’ vero, i gruppi sul palco quest’anno hanno mostrato di saperci fare, riscuotendo ampi consensi – spiega Danny Benedetti, consigliere della Pro Loco, coordinatore insieme a Virgilio ed Elena degli spettacoli delle Festa dell’Uva – Bene i Liveplay (tributo ai Coldplay), bene la BandaGiuliano (tributo ai Negramaro), ma ottimi gli Oi&B (tributo a Zucchero) e l’orchestra Raf Benzoni, che hanno letteralmente riempito Piazza Cavour e scelte sono state azzeccate. Inoltre, bel risultato dell’iniziativa “I giochi di una volta”, che ha fatto rivivere, per una sera, la coinvolgente atmosfera di sagra paesana che si respirava fino ad alcuni decenni fa all’interno della Festa dell’Uva: giochi “d’antan”, cioè d’altri tempi, che rimandano alla tradizione popolare, e che sono stati molto apprezzati. In gara le sei contrade di Trescore: Canton-Vallesse-Muradello, Piazza, Fornaci, Riva-Strada, Macina, Torre. Oltre 100 persone impegnate, a dimostrazione di un certo senso di appartenenza che ancora persiste fra i contradaioli. E che gare: si pensi che si è dovuti arrivare all’ultima gara, il tiro alla fune, per decretare la contrada vincitrice, che è risultata Canton-Vallesse-Muradello”.
Tantissima gente, poi, alla tradizionale sfilata dei carri allegorici e dei gruppi folcloristici, che per tradizione ha chiuso la festa. Sette i carri che hanno sfilato da Piazza Pertini a Piazza Cavour, con il loro carico di colori e divertimento. Come sette sono stati i gruppi folcloristici in strada. Ad aggiudicarsi la gara sono stati ancora una volta i “Followers46” (chiaro il riferimento a Valentino Rossi… i figuranti sono i suoi fans) di Casazza, con il carro “Il ritorno di Jafar”. Al secondo posto i Masser de Trescur con il carro “Peter vin e Capitan Acino”. E terzi i bresciani di Urago d’Oglio con il carro L’impero del Dragone”. Due, poi, i premi speciali. La giuria, infatti, ha riconosciuto il carro della contrada Canton , dal titolo “Rosso di Contrada”, forte di un centinaio di figuranti, come il migliore a livello di tecnica realizzativa. E, inoltre, ha assegnato il premio speciale per il miglior carro “a tema”, cioè legato alla tradizione, al carro del gruppo de “I poer marter” del Circolo Culturale Igea di Trescore, dal titolo “Le fasi della Festa dell’Uva”.

Ti.Pi.