Ha fatto tappa ad Albino Fabio Agliardi e il “suo” animo

 

Si è recentemente qualificata di un’importante presenza artistica l’auditorium “Benvenuto e Mario Cuminetti” di Albino. A cavallo fra maggio e giugno, infatti, i locali a soppalco del foyer hanno visto esposti, in una mostra “antologica” dal titolo “Nel profondo dell’animo”, i quadri di Fabio Agliardi, 60enne pittore di Pontirolo Nuovo, da qualche anno salito alla ribalta delle cronache per la sua originale produzione artistica, che sa unire disegno, grafica e pittura. Un “passaggio” artistico importante, come non sempre capita ad Albino; merito della Fondazione Credito Bergamasco che, con il patrocinio del Comune di Albino, ha allestito una mostra di grande livello, curata da Elisabetta Calcaterra e dallo stesso Segretario Generale della Fondazione Credito Bergamasco Angelo Piazzoli. Inoltre nei fine settimana in cui era aperta la mostra, era presente lo stesso Agliardi, che ha incontrato i visitatori ed illustrato “in diretta” i motivi ispiratori delle sue opere, che sprigionano una forza di colore e di materia, soprattutto nei toni rossi, gialli e blu, ma anche azzurro carta da zucchero e senape.

 

Fabio Agliardi dipinge la psiche umana attraverso un calibrato mix grafico e figurativo, dove emergono soprattutto figure geometriche. E proprio nel contesto delle sue geometrie spicca con forza e colore il “contenuto” dell’opera, accentrata sui valori di una realtà intrisa di solidarietà, comprensione, condivisione.

In Agliardi, infatti, si passa dalla pura grafica all’ammorbidimento dei tratti e delle linee, quasi a voler smussare gli angoli per permettere il rapporto con l’altro, l’apertura, gli incastri; di notevole valenza è altresì l’inserimento del rosso e più in generale dei colori caldi che rimandano alla sfera degli affetti: nelle sue opere c’è Amore, Felicità, ma anche Rabbia e Ribellione.

«Dipingere per me è un bisogno, sto male fisicamente se non dipingo, è il mio rifugio – precisa Fabio Agliardi – Da sempre ho l’appoggio di mia moglie Loretta, che mi lascia i miei spazi. Negli ultimi anni, poi, significativo è il dialogo con mia figlia Valentina, che studia psicologia: il confronto con lei prima, durante e dopo la realizzazione di un’opera è fondamentale, proprio per questa mia volontà di ricerca all’interno dell’animo umano».

La sensibilità dell’artista è riconoscibile anche nella donazione di molte sue opere in beneficienza, per Unicef e Nepios, ma anche per l’associazione “Amici dell’Oncologia Val Seriana Val Cavallina.

Conclude così Agliardi: «L’ottimismo nel futuro, pur in una società con così tanti travagli, è ciò che ci trasporta attraverso i problemi reali: attraverso la mia pittura, vorrei far riflettere sui sentimenti che ci sono dentro di noi».

T.P.