Ci sembra proprio una bella notizia che, come invitano a fare i promotori, è da condividere, per evidenziare e marcare l’impegno quotidiano di tanti volontari: dal progetto “Legami di pane”, che ad Albino raccoglie e distribuisce prodotti alimentari a famiglie in difficoltà economiche, nasce il progetto “CUM PANE”. Un nome che è una garanzia di solidarietà.
Pochi lo sanno, ma da queste parole latine nasce un sostantivo italiano di largo uso, compagno, cioè colui che condivide lo stesso pane. Il “pane” che viene ripartito ad Albino, grazie ad un gruppo di volontari, al sostegno dell’Amministrazione Comunale, agli aiuti del Supermercato “Il Gigante” e del Banco Alimentare, ha cercato “compagni di viaggio”, per estendere l’esperienza, per provare a moltiplicarla e a trasformarla.
Il progetto, finanziato dal Bando Volontariato 2018 (che ha scelto di sostenere 79 progetti in tutta la Regione Lombardia, di cui 9 in provincia di Bergamo, è stato recentemente presentato dall’Associazione Gruppo GE.DI. (Genitori Disabili Gandino) che ha sede a Gandino, ma che già da alcuni anni sta collaborando con il progetto di Albino.
La “compagnia del pane”, però, è più estesa: partecipano come partner la Società San Vincenzo, l’associazione Mamme del Mondo, la Cooperativa Sociale Il Cantiere, e sono coinvolti anche il Comune di Nembro e la “Cascina Terra Buona”, il Comune di Ranica, il Comune di Gandino e ovviamente tutto il progetto “Legami di pane” con i suoi volontari, con la Caritas e con l’Amministrazione Comunale di Albino.
“Un gruppo eterogeneo e variegato di soggetti che ha un obiettivo importante – spiega Cinzia Bettinaglio – fare esperienze diverse sul territorio, che coinvolgano volontari e istituzioni, per contrastare la disuguaglianza sociale, promuovendo forme di aiuto per le famiglie in difficoltà economiche e sensibilizzando per combattere lo spreco alimentare che invece a volte caratterizza il nostro rapporto con il cibo”.
“Tante azioni, in diversi dei nostri paesi – continua Bettinaglio – Il tutto per capire quali sono le “buone pratiche” che ci indirizzano verso il contrasto alla povertà economica, per comprendere quali sono le connessioni e i coinvolgimenti che fanno crescere la cultura della solidarietà in forme “buone per tutti”. Speriamo, infatti, che alla fine di questa progetto, ci siano elementi utili, perché alcune iniziative possono essere trasferite anche in altri contesti, perché nei nostri paesi possano nascere altre esperienze, simili o analoghe, ma sempre orientate a creare e rafforzare i legami che nelle comunità generano supporto reciproco e corresponsabilità”.
Ecco, in breve, le azioni che il progetto cercherà di sperimentare: creazione di un punto di riferimento per il volontariato della Val Gandino (una sede luogo di incontro, di confronto, di proposte, che possa essere “abitata” da gruppi diversi: dalla S. Vincenzo ai G.A.S, dalla Transition Town ai gruppi di giovani); allargamento della rete di distribuzione che regala eccedenze alimentari (supermercati, ma anche negozi del territorio); sensibilizzazione nelle scuole contro lo spreco alimentare; organizzazione di cene aggregative e solidali di vicinato e di quartiere; coinvolgimento di soggetti diversi, come le famiglie stesse che ricevono aiuto, persone diversamente abili, i richiedenti asilo, gli adolescenti e i giovani.
Un progetto che attraverso la solidarietà vuole creare opportunità per tanti, rispettare l’ambiente, far crescere la cultura sul valore del cibo, fare rete tra cittadini, volontari e istituzioni, per contrastare la povertà e ridurre lo spreco alimentare recuperando il cibo in eccesso.

P.S.