Il Cai di Albino e Annalisa Fioretti insieme per il Nepal

La mattina del 25 aprile 2015 il Nepal viene sconvolto da un potente ed inaspettato terremoto (epicentro a 80 chilometri a ovest della capitale Kathmandu), di una forza pari all’8° grado della scala Richter; il paese è sconvolto in quasi tutte le sue parti (neve, detriti, macerie e tantissima polvere) ed i morti si contano a migliaia; ma soprattutto al campo base posto sotto la cima dell’Everest, situato a 5.380 metri di altezza, un’enorme valanga seppellisce ed uccide 17 persone.

 

In quei giorni ed in quei luoghi erano presenti parecchi nostri connazionali ed al campo base dell’Everest c’è anche Annalisa Fioretti, 38enne di Carugate (Monza Brianza), ricercatrice e medico-pneumologo, specialista in medicina d’alta quota (apparato respiratorio), ma anche mamma e alpinista non professionista, ma con alle spalle parecchie spedizioni ai giganti di 8.000 metri. Per la cronaca, era in Nepal per scalare il Lhotse e promuovere il suo progetto di raccolta fondi per realizzare un progetto umanitario di Street Doctor. Ebbene, grazie al pronto intervento ed agli efficienti soccorsi di Annalisa, che si è messa subito al servizio di chi aveva grossi problemi, parecchie persone, al campo base e nei villaggi a valle, hanno salva la vita. Un grande esempio di altruismo

Fortunatamente, tutto questo non passerà agli archivi.

Il 5 dicembre, infatti, alle ore 20.30, presso l’auditorium comunale, Annalisa Fioretti racconterà al pubblico albinese della sua passione per le montagne, ma soprattutto della sua tragica esperienza in Nepal, durante i giorni del terremoto,  e ci aiuterà a capire cosa tutti noi, nel nostro piccolo, possiamo fare per portare aiuto alle popolazioni nepalesi colpite da un così tragico evento calamitoso. Una testimonianza diretta, a pochi mesi da quei terribili giorni.

La serata sarà anche l’occasione per effettuare una raccolta fondi per il Nepal, facendo riferimento alle coordinate bancarie dell’Associazione Roby Piantoni Onlus e Insegnanti per il Nepal, cui si appoggia Annalisa, indicando peraltro nella causale che si vuole sostenere i progetti post-terremoto.

Che dire, quest’anno oltre alla divulgazione alpinistica, il Cai Albino ritiene doveroso impegnarsi per aiutare la popolazione nepalese, una popolazione che tanto ci ha dato negli innumerevoli trekking e scalate che i soci hanno effettuato negli splendidi panorami dell’Himalaya e che adesso ha tremendamente bisogno di aiuto. Del nostro aiuto.

Vi aspettiamo numerosi.

 

Il Cai Albino